Intesa Sanpaolo – Oggi il principale market mover è il dato sul CPI di agosto negli Stati Uniti, che potrebbe mostrare una accelerazione sull’indice headline (a 0,4% da 0,2% m/m precedente, 3,5% da 3,2% a/a),
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per via principalmente dei rincari dei carburanti, ma al contempo un raffreddamento dell’indice core (a 0,2% m/m, in linea con le variazioni di giugno e luglio ma in netto calo rispetto ai primi 5 mesi dell’anno, e a 4,3% da 4,7% a/a, ai minimi da settembre 2021). A meno di sorprese al rialzo sul CPI, la Fed dovrebbe lasciare invariati i tassi nella riunione di mercoledì prossimo.
Oggi in Eurozona la produzione industriale dovrebbe essere tornata a calare a luglio: i dati nazionali già pubblicati puntano verso una correzione di -1% m/m ed una revisione al ribasso della crescita del mese precedente. Le indagini restano compatibili con un’industria in contrazione anche nei prossimi mesi.
Ieri in Germania l’indice ZEW è salito, seppur marginalmente, per il secondo mese in settembre, a -11,4 da -12,3 precedente. Di contro, l’indicatore sulla situazione corrente è calato più delle attese, a -79,4 da -71,3 precedente, ai minimi da agosto 2020. Il lieve recupero delle aspettative è spiegato dalle attese per una pausa nel rialzo dei tassi di interesse sia nell’Eurozona che negli Stati Uniti.
Secondo una ‘fonte anonima’ interna alla BCE sentita da Reuters, le proiezioni dello staff sulla crescita del PIL saranno tagliate in linea con le aspettative dei mercati, ma la proiezione 2024 di inflazione sarà molto più alta, e superiore al 3%. Invece, non dovrebbero esserci significative revisioni alla stima per il 2025. Lo stesso pezzo afferma che il consiglio è diviso sulla decisione di politica monetaria che sarà annunciata domani.
Fonte: BondWorld.it
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