Intesa Sanpaolo – Oggi nell’Eurozona il dato più importante in uscita è la stima preliminare dell’inflazione di settembre, attesa in calo al 4,5% a/a (0,5% m/m) dal 5,2% di agosto; anche l’indice al netto di energia e alimentari freschi è visto in rallentamento, a 5,7% da 6,2% precedente.
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In Italia l’inflazione è attesa calare per il quinto mese di fila a settembre, a 4,8% a/a da 5,4% sull’indice nazionale e a 5,1% da 5,8% sull’armonizzato.
Questa mattina in Germania le vendite al dettaglio sono calate di -1,2% m/m e -2,3% a/a, e i prezzi all’import sono cresciuti di +0,4% m/m in agosto, ma effetti base favorevoli hanno spinto giù la variazione annua a -16,4% da -13,2%, un minimo da novembre 1986. In calendario anche il dato di settembre sul tasso di disoccupazione atteso stabile al 5,7%.
Tra poco in Francia l’inflazione dovrebbe crescere per il secondo mese a settembre, stimiamo a 5,9% a/a armonizzato e a 5,1% sull’indice nazionale, spinta dal rincaro dei prezzi dei carburanti e l’effetto base sulle tariffe elettriche. Ad agosto la spesa per consumi dovrebbe tornare a calare di -0,9% m/m dopo tre mesi di rialzo: i rischi sulla nostra previsione sono al ribasso.
Ieri i primi dati sull’ inflazione di settembre hanno registrato un brusco calo in Germania, al 4,5% a/a dal 6,1% di agosto sul CPI e al 4,3% a/a dal 6,4% precedente sull’indice armonizzato, mentre in Spagna si è registrata una salita sia sull’indice nazionale, al 3,5% a/a da 2,6%, che su quello armonizzato, al 3,2% da 2,4%, per via dei rincari dei carburanti e di effetti base sull’energia elettrica.
In area euro l’indice ESI della Commissione Europea è calato per il quinto mese a settembre, a 93,3 da un precedente 93,6, pur mostrando un minor pessimismo nell’industria.
In Italia la fiducia dei consumatori è scesa ai minimi da maggio e l’indice composito di fiducia delle imprese IESI è diminuito a 104,9 da 106,7 di agosto, tornando sui livelli di ottobre 2022 (ma il morale delle aziende delle costruzioni è salito a sorpresa). Sempre in Italia ad agosto il PPI è tornato a crescere dopo 7 mesi di calo, di +0,5% m/m, trainato dal rincaro dell’energia; oggi sono attesi i dati di luglio sul fatturato industriale e sul saldo commerciale nei confronti dei Paesi extra-UE.
Secondo Nagel (Bundesbank), i tassi BCE potrebbero salire ancora se i dati ne indicassero la necessità. Nagel si è anche detto a favore di una più rapida riduzione del bilancio BCE.
Oggi negli Stati Uniti la spesa personale ad agosto è prevista in rialzo di 0,4% m/m, in rallentamento rispetto al mese precedente (0,8%). Il reddito personale dovrebbe aumentare di 0,3% m/m, in leggero aumento rispetto alla rilevazione di settembre, e il deflatore è atteso in crescita di 0,5% m/m sull’indice headline (3,5% a/a da 3,3%), spinto dai rincari dei carburanti, e di 0,2% m/m su quello core (3,9% a/a da 4,2%).
Ieri la lettura finale del PIL del 2° trimestre ha confermato la crescita a 2,1% t/t ann. della seconda stima, con un apporto più contenuto dei consumi controbilanciato principalmente da maggiori investimenti fissi non residenziali. Il dato del 1° trimestre è stato rivisto al rialzo a 2,2% t/t ann. da 2% mentre le revisioni sul 2022 hanno comportato un calo della media annua da 2,1% a 1,9%.
Le richieste di nuovi sussidi di disoccupazione al 23 settembre sono salite marginalmente a 204 mila da 202 mila della settimana precedente, mantenendosi su un sentiero discendente in atto da metà agosto.
Goolsbee (Fed di Chicago) ha dichiarato che una volta raggiunto il target del 2% dell’inflazione sarà “perfettamente appropriato” discutere di eventuali modifiche all’obiettivo.
Sul fronte politico le divergenze tra le due camere stanno aumentando sostanzialmente la probabilità di uno shutdown da domenica.
Fonte: BondWorld.it
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