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AXA IM – Il prezzo degli scioperi

AXA IM I dati deludenti sull’inflazione di settembre negli Stati Uniti potrebbero non essere troppo allarmanti.


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A cura di Gilles Moëc, AXA Group Chief Economist and Head of AXA IM Research


  • Negli Stati Uniti gli scioperi hanno raggiunto il livello più alto degli ultimi 20 anni. Analizziamo i salari reali per valutare il rischio di un recupero dell’inflazione. Lo sciopero dell’UAW illustra anche le sfide della reindustrializzazione in un contesto di transizione energetica

Potrebbe trattarsi di una semplice inversione di tendenza dopo i dati “troppo buoni” di agosto. Tuttavia, non possiamo escludere che stia emergendo una linea di resistenza, sotto la spinta di una “manovra a tenaglia” dei prezzi del petrolio, combinata con un mercato del lavoro ancora teso che genera una persistente pressione sui salari.

La tragedia in Israele ha aumentato il rischio di un ulteriore aumento dei prezzi del petrolio. Dobbiamo constatare che la reazione del mercato è stata finora misurata, poiché la mancanza di unità del mondo arabo – a differenza della situazione degli anni ’70 – limita le ramificazioni all’interno dell’OPEC. La situazione è comunque molto volatile, poiché il mercato riflette sull’effetto della probabile operazione di terra delle forze israeliane a Gaza. La capacità degli Stati Uniti di controllare l’escalation sarà cruciale, ma è chiaramente quello l’obiettivo del Presidente Biden.

Per quanto riguarda le forze inflazionistiche endogene negli Stati Uniti, l’intensificazione degli scioperi richiede attenzione. È fondamentale però stabilire se negli Stati Uniti esista ancora un divario salariale reale significativo che potrebbe scatenare un recupero. Dalla fine dell’anno scorso, i salari medi deflazionati dall’inflazione globale hanno superato marginalmente il livello pre-Covid. I lavoratori non addetti alla supervisione e alla produzione hanno registrato guadagni più consistenti e, dopo tre anni di oscillazioni, il loro salario reale è oggi all’incirca al livello che dovrebbe avere prolungando il trend osservato tra la fine della crisi finanziaria e il Covid, il che dovrebbe rassicurare sulla capacità di contenere l’inflazione.

L’interesse per lo sciopero del settore automobilistico va oltre la questione dell’inflazione. Riteniamo infatti che sia un esempio molto chiaro delle sfide rappresentate dalla reindustrializzazione in un contesto di transizione energetica. Quantomeno, gli Stati Uniti hanno arrestato il declino dei posti di lavoro nel settore manifatturiero, anche prima dell’Inflation Reduction Act, il che è un vento a favore del superamento delle difficoltà sociali della riallocazione settoriale. Le persone che lavorano nel settore manifatturiero possono non essere sempre in grado di mantenere il loro attuale posto di lavoro, ma hanno maggiori possibilità di trovare un lavoro simile rispetto a quelle che avevano durante la grande contrazione industriale degli anni ‘90/2000.

Fonte: BondWorld.it


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