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AXA IM – Dies IRA?

AXA IM L’attuazione dell’IRA (Inflation Reduction Act), piuttosto semplice e apparentemente indolore, in contrasto con la complessa e pesante transizione europea verso il Net Zero, sta contribuendo all’attuale narrazione del crescente divario di performance fra le due sponde dell’Atlantico.


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Gilles Moëc, AXA Group Chief Economist and Head of AXA IM Research


  • L’Inflation Reduction Act statunitense riceve molti elogi, ma non è detto che sia più efficiente della strategia Net Zero europea.
  • Siamo arrivati alla giusta dose di miglioramento del mercato obbligazionario statunitense?
  • Il tasso di disoccupazione è prevedibilmente aumentato in Francia nel terzo trimestre – i consumatori però non se ne sono ancora accorti.

L’attuazione dell’IRA (Inflation Reduction Act), piuttosto semplice e apparentemente indolore, in contrasto con la complessa e pesante transizione europea verso il Net Zero, sta contribuendo all’attuale narrazione del crescente divario di performance fra le due sponde dell’Atlantico. È vero che alcuni aspetti dell’approccio europeo dovrebbero essere rivisti, ed è facile riconoscere l’effetto tangibile che l’IRA sta già avendo sugli investimenti statunitensi, ma continuiamo a pensare che la strategia statunitense “tutta carota e niente bastone” potrebbe finire per essere meno efficiente dal punto di vista della decarbonizzazione e più incline a effetti controproducenti, dato il suo approccio “avventuroso” alla sostenibilità fiscale. L’attuale strategia europea continuerà probabilmente ad essere contestata sulla base della premessa che è meno “pro-crescita” rispetto agli Stati Uniti, ma vorremmo sottolineare un recente lavoro quantitativo del Consiglio di Analisi Economica francese che dimostra che con il giusto quadro fiscale, anche una carbon tax considerevole e generalizzata potrebbe essere abbastanza gestibile in termini di impatto sull’occupazione.

Passando a considerazioni più immediate, il miglioramento del mercato obbligazionario statunitense è ovviamente una buona notizia. Scomponendo la curva dei rendimenti degli Stati Uniti, potremmo aver raggiunto un “punto ottimale”: sebbene si stiano correggendo visibilmente dal loro recente picco, i tassi reali a lungo termine rimangono sufficientemente alti da integrare l’azione della Fed attraverso i suoi tassi di policy, mentre le aspettative di inflazione sono sufficientemente basse da aiutare a convincere la banca centrale che è stato fatto abbastanza. Ci sono ancora alcuni dettagli preoccupanti nei dati del CPI di ottobre, altrimenti incoraggianti, ma il rimbalzo delle richieste di disoccupazione conferma il messaggio degli ultimi dati sulle buste paga, indicando un ulteriore ammorbidimento delle fonti interne di inflazione.

Il tasso di disoccupazione è aumentato in Francia di 0,2 punti percentuali nel terzo trimestre del 2023, esattamente la quantità prevista dalla relazione pre-Covid tra PIL e disoccupazione. Sebbene questo non sia una sorpresa da un punto di vista macro, le indagini suggeriscono che i consumatori non hanno ancora preso la misura del deterioramento del mercato del lavoro. Quando lo faranno, questo potrebbe innescare un maggiore risparmio precauzionale.

Fonte: InvestmentWorld.it


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