La Parola ai Protagonisti : Intervista al Presidente di Free & Partners
Ci può cortesemente parlare della Vostra società, quando è nata e qual’è stata la spinta che ha portato alla sua creazione?
La FREE&PARTNERS ha iniziato ad operare nel settembre dell’anno 2004. Il 2004 era stato l’anno della MIFID (Direttiva europea 39/CE) che aveva introdotto, tra…
Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale…
l’altro, l’attività di Consulenza Finanziaria Indipendente come attività soggetta ad autorizzazione. La MIFID aveva, di fatto, colto l’esigenza che si respirava nell’aria, già da qualche tempo: l’esigenza di elevare la C.F.I. al rango di attività disciplinata e soggetta ad autorizzazione e controllo. Già, allora era emersa la necessità di affiancare al risparmiatore una guida che fosse fuori dai conflitti di interesse. Decisi di iniziare la nuova avventura FREE&PARTNERS dopo 21 anni di lavoro svolto per conto di grossi gruppi bancari; nella mia ultima esperienza ero stata area manager per conto di una SIM di collocamento ed avevo diretto l’attività di 120 promotori finanziari. Nei primi anni di attività avevo amato molto il mio lavoro ed ero affascinata dalla vendita del Risparmio Gestito e dal valore che avrebbe potuto portare al risparmiatore rispetto al risparmio amministrato in voga negli anni ’70 e ’80.
L’intervento attivo e competente del gestore avrebbe dovuto difendere il risparmio nei momenti di burrasca finanziaria e incrementarlo nelle fasi positive. Progressivamente, tale opportunità si perse; ciò accadde dal momento in cui l’industria preferì dirottare le sue risorse sulla distribuzione riservando le briciole all’attività di gestione. Assistemmo, progressivamente, al calo della qualità dei prodotti offerti ed al contestuale affermarsi di una sofisticata creatività finanziaria tesa alla massimizzazione del margine operativo di breve periodo. I risparmiatori furono indotti a sottoscrivere prodotti incomprensibili, inefficienti, carissimi.
A quel punto mi resi conto del fatto che quel mondo non avrebbe più potuto essere il mio; mi rifiutai sistematicamente di spingere, nella mia area,il collocamento di prodotti che sapevo inutili se non addirittura dannosi per i nostri clienti. Arrivò, come ovvio, il momento della rottura tra me e la direzione della SIM. Nacque, dunque, FREE&PARTNERS; dall’esigenza di una nuova finanza, che fosse capace di dare valore autentico al mercato perché è giusto che, a fronte di un compenso pagato dal risparmiatore gli sia offerto, in contropartita, un servizio coerente, adeguato e professionale. Oggi, FREE&PARTNERS, attraverso i suoi consulenti, affianca il risparmiatore nelle sue scelte di investimento; abbiamo rinunciato, per sempre, alle provvigioni ed agli stipendi che pagano banche, sim, compagnie di assicurazione, etc; il nostro unico datore di lavoro è il nostro cliente, rispondiamo della qualità del nostro servizio solo al cliente; per il nostro cliente, ogni giorno, studiamo con l’obiettivo di potergli consigliare ciò che c’è di meglio nell’offerta finanziaria ed al prezzo più basso. Verifichiamo le scelte di investimento che ha già fatto, studiamo i contratti che ha sottoscritto per riferirgli della loro reale natura, dei rischi impliciti, dei costi e della coerenza rispetto alle sue aspettative.
Lo aiutiamo a sostituire i “pezzi” quando necessario, lo assistiamo nelle trattative con le banche e i promotori, lo aiutiamo ad ottimizzare la sua asset allocation in funzione di variabili oggettive e soggettive. Ci piace occuparci del nostro cliente nel tempo e lavoriamo affinché la sua fiducia nei nostri confronti si consolidi; per raggiungere questo scopo abbiamo l’obbligo di curare solo ed esclusivamente i suoi interessi e ne siamo soddisfatti poiché, nella nostra visione, la tutela del risparmio è priorità politica, economica e sociale.
Su quali servizi si concentra la vostra proposta e quali sono i punti di forza da evidenziare?
GENERAL ASSET ALLOCATION
PERSONAL SELECTION FUNDS
MONITORAGGIO INVESTIMENTI
STUDIO PORTAFOGLIO IN ESSERE
ASSISTENZA TRATTATIVE CON BANCHE
ASSISTENZA TRATTATIVE CON PROMOTORI FINANAZIARI
FORMULA OPEN
L’offerta, descritta sinteticamente come FORMULA OPEN, è quella che preferiamo poiché, in quanto comprende tutte le 6 precedenti, ci consente di dare al cliente un servizio di assistenza completo e duraturo nel tempo. Si apre un dialogo come con il medico di famiglia; il medico cura, nel tempo, la salute fisica dei membri della famiglia, a noi piace tutelare, nel tempo, il risparmio della famiglia.
Quali sono le peculiarità della vostra attività e verso quale tipologia di clienti si indirizza?
Siamo rigidamente impostati, nel senso del rigoroso perseguimento della trasparenza; ci siamo dotati di nostre procedure interne obbligandoci a scrivere, sempre, tutto ciò che consigliamo al cliente. Questo consente, sia a noi che al cliente, di controllare, anche a distanza di anni, cosa abbiamo fatto, come, quando e perché. E’ un metodo fantastico e impegnativo. Evita gli equivoci di relazione tra noi ed il cliente e favorisce rapporti duraturi e sani.
Il nostro incarico di consulenza parte da un portafoglio minimo pari a 300.000,00€. Siamo arrivati a tale determinazione nel tempo, dopo aver verificato che un portafoglio da 100.000,00€ è frequentemente distribuito sullo stesso numero di prodotti di un portafoglio da 500.000,00€; le ore di studio, di analisi, di ricerca sono le stesse e, pertanto, come potremmo chiedere, per portafogli così distanti, la stessa parcella?
La MIFID si pone come uno spartiacque tra un prima ed un dopo MIFID. Cosa ci può dire di questa normativa e che cosa ne pensa?
MIFID è uno “spartiacque” nel senso che con MIFID è stata espressa dal legislatore europeo l’urgenza della tutela del risparmio e l’attualità della armonizzazione delle regole in ambito UE.
Penso sia una buona base di partenza e che la novità straordinaria introdotta sia proprio la Consulenza Finanziaria Indipendente.
Penso che gli italiani dovrebbero essere adeguatamente informati sulla nuova opportunità che è rappresentata dalla C.F.I.; non c’è altro modo di tutelare il Risparmio, non bastano le regole tradotte in contratti, questionari, allegati, etc., perchè, comunque, la gente non li legge e firma, e se anche li leggesse non potrebbe capire perchè non ha le competenze tecniche di chi li ha scritti…………….e chi racconta che “bisogna acculturare i risparmiatori…” parla in modo intellettualmente scorretto, poichè il risparmiatore, pur “acculturato” non avrà, mai, le competenze della sua controparte; ciò è ovvio e naturale. Il risparmiatore ha, invece, bisogno di un tecnico al suo fianco che sia libero da ogni conflitto di interesse, quindi che non deve ricevere nè soldi, nè favori, da chi fabbrica o vende prodotti/strumenti finanziari.
Grandi aspettative sono riposte sulla nuova attività di consulenza in investimenti finanziari fee-only. Quali sono le vostre idee in merito e pensate che siano fondate queste attese?
Noi crediamo che i risparmiatori italiani, pur non acculturati finanziariamente, siano comunque molto intelligenti e, pertanto, appreso il valore della C.F.I. se ne appropr
ieranno; pensiamo che l’Italia farà scuola in Europa nel nuovo mondo della C.F.I. Pensiamo che la C.F.I. cambierà, in modo radicale, l’industria finanziaria italiana obbligandola ad emanciparsi offrendo prodotti di qualità crescente al giusto costo. Ciò accadrà grazie al fatto che, sempre più spesso, i risparmiatori italiani sceglieranno di farsi guidare dai consulenti estranei ai conflitti di interesse e abbandonando, quindi, i “consigli” di chi, invece, vende. Chi, oggi, vende ci sarà anche in futuro ed avrà, rispetto al passato,un ruolo di mero distributore passivo poiché il cliente si rivolgerà alla distribuzione già sapendo cosa deve comprare. Come fa la massaia che va dal farmacista con la lista della spesa già fatta: la ricetta del medico di famiglia.
Per ultimo ci può dire cosa pensate dei mercati e quali sono le prospettive future, e con quali prodotti potrebbe essere preferibile prendere posizione?
La situazione attuale, dal punto di vista economico, è drammatica; la finanza è lo specchio della realtà economica. Oggi non ci fidiamo dei mercati azionari poiché non troviamo segnali economici confortanti. In Italia, pare che, ogni giorno, si chiudano 30 aziende. Le banche non sostengono, come dovrebbero, le imprese che hanno urgente bisogno di liquidità. La detassazione degli utili sarebbe elemento incentivante in una fase di espansione economica; in una fase di recessione come l’attuale il problema è il pareggio di conto economico, è la conservazione dei posti di lavoro.
In questo momento si deve “navigare a vista”, è necessaria una concentrazione costante, non è il momento delle decisioni a medio-lungo termine; manca la visione prospettica e non ci piace coltivare speranze nella nostra attività di consulenza sul risparmio.
In finanza non ci sono mai certezze, sempre e solo probabilità; in questa fase economico-finanziaria è particolarmente difficile affermare anche quali siano le probabilità che un certo evento si verifichi.
Quindi, siamo molto, molto, cauti.
Non ci sono prodotti migliori in assoluto; in finanza tutto è relativo; è indispensabile partire dal cliente e dal mercato di riferimento.
IFAWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it



