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Outlook secondo trimestre 2010

Siamo molto soddisfatti di aver partecipato al rimbalzo dei mercati verificatosi negli ultimi 12 mesi, e ugualmente felici di aver visto segnali di stabilità economica. Tuttavia, rimaniamo cauti sulle previsioni …

a lungo termine. Pensiamo che i bassi tassi di interesse, gli stimoli ai consumi e il ripristino delle scorte possano continuare a sostenere una crescita oltre la media nella prima metà del 2010. Su un orizzonte di più lungo termine, tuttavia, crediamo che i ricavi e la crescita economica nei prossimi anni probabilmente rimarranno sotto i livelli passati, fattore che potrebbe condurre a un aumento della volatilità per quanto riguarda gli utIli societari e, di conseguenza, sui prezzi delle azioni.

Nonostante ciò, ci aspettiamo di trovare convincenti opportunità di investimento con un’attenta selezione dei titoli. E’ infatti assodato che, mentre non si possono controllare i mercati, si può controllare il modo di relazionarsi a essi. Per tutta la
durata della recente crisi, abbiamo seguito lo stesso processo di investimento che utilizziamo ormai da 40 anni. Siamo molto sensibili al rischio e ci focalizziamo sulle potenzialità negative di un titolo prima di considerarne i normali, non i massimi, valori positivi. Utilizziamo un approccio bottom-up con attenzione ai fondamentali per identificare quelle che crediamo siano le società di maggiore qualità scambiate a valutazioni interessanti. Focalizzandoci su società con flussi di cassa solidi e sostenibili, dati di bilancio forti e caratteristiche attraenti di rischio/rendimento, cerchiamo di minimizzare le perdite di capitali in mercati difficili offrendo allo stesso tempo dei forti ritorni assoluti sui vari cicli di mercato.

La continua ricerca di valore sul lungo periodo potrebbe portare a delle sottoperformance sul breve termine in situazioni di mercato condizionate dal momentum. Abbiamo avuto qualche esperienza di questa situazione in passato. Abbiamo quindi deciso di peccare di cautela per proteggerci dal rischio di volatilità negativa. Ancor più importante, la nostra disciplina risk-sensitive ci ha storicamente consentito di essere nella posizione di beneficiare dei rialzi e di raggiungere i nostri obiettivi di capitalizzazione superando le altre società di investimento e i nostri rispettivi benchmark su un intero ciclo di mercato.

Considerate le nostre significative preoccupazioni sulle prospettive a lungo termine, pensiamo che questa sensibilità al rischio sia particolarmente appropriata al momento.

Autore: Jeff Kautz, Chief Investment Officer di Perkins Investment Management, controllata da Janus Capital Group

Fonte: IFAWorld



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