I tre quarti degli intervistati prevedono una crescita dell’outsourcing nei prossimi tre anni, sulla spinta dell’esigenza di una maggiore efficienza operativa e di prodotti più sofisticati. …..
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Stando ai risultati dell’ultima indagine condotta da RBC Dexia e Accenture (NYSE: ACN), la maggioranza degli asset manager operanti su scala globale si aspetta che il RoE della propria società rimanga a livelli inferiori a quelli pre-crisi e molti di loro stanno avviando sempre più spesso iniziative volte alla riduzione dei costi e all’innovazione dei prodotti.
Più della metà dei partecipanti al sondaggio (il 59%) prevede un RoE al di sotto del 15% e di questi il 14% si aspetta un livello inferiore al 10%. Prima della crisi finanziaria del 2008, la redditività media dei fondi gestiti dagli intervistati risultava pari al 20%.
“Le turbolenze nei mercati finanziari globali hanno intaccato notevolmente i rendimenti nel settore del risparmio gestito” ha dichiarato Rob Wright, Global Head, Product and Client Segments, RBC Dexia. “Il calo delle quotazioni di Borsa e lo spostamento generale da prodotti ad elevata marginalità a quelli altamente liquidi con commissioni ridotte hanno spinto al ribasso i ricavi. Dalla nostra ricerca emerge che i gestori di fondi si stanno orientando verso soluzioni che consentano loro di concentrarsi sulle proprie competenze chiave e di accedere alle tecnologie più avanzate indispensabili per garantire la performance del front office.”
Il sondaggio, realizzato intervistando di persona o via Internet circa 100 gestori di fondi impiegati presso 80 società di Regno Unito, Stati Uniti, Europa, Australia e Medio Oriente, ha inoltre rilevato una crescente tendenza all’outsourcing tra i gestori patrimoniali, che sembra contribuire a ridurre i costi, migliorare la qualità del servizio e supportare prodotti più avanzati, a vantaggio della crescita.
“In un contesto caratterizzato da rendimenti azionari ridotti e pressioni su commissioni e ricavi, l’efficienza operativa è una delle massime priorità dei gestori” ha commentato Pascal Denis, membro del senior management dell’unità Financial Services di Accenture e managing director della filiale lussemburghese. “Contestualmente, i clienti chiedono nuovi prodotti finanziari che garantiscono una maggiore trasparenza in merito ai rischio assunti, che vorrebbero anche fossero mitigati. Tutto ciò si traduce in prodotti complessi, ma in modo diverso rispetto a prima della crisi creditizia.”
“Contestualmente a questi cambiamenti, i clienti si aspettano di pagare commissioni più basse per i prodotti finanziari. La disponibilità di attività operative efficienti e scalabili, nonché dell’accesso alle nuove tecnologie rappresenterà un vantaggio competitivo per ogni asset manager nel prossimi anni ” ha aggiunto Denis.
I costi e l’efficienza operativa sono i motivi principali alla base dell’outsourcing Più di tre quarti degli intervistati (il 77%) ritengono che nei prossimi tre anni il settore registrerà un aumento dell’outsourcing in svariati ambiti: dalla contabilità dei fondi e custodia, ali sistemi di back office e alla gestione del rischio. Sebbene i partecipanti abbiano individuato nel costo un fattore importante, è stato anche sottolineato che il ricorso outsourcing permette di conseguire una maggiore efficienza operativa, come dimostrano le motivazioni principali da loro che hanno indicato: riduzione dei costi (95%), flessibilità operativa (84%) e qualità del servizio (78%).
Rob Wright, Global Head, Product & Client Segments di RBC Dexia, ha affermato: “La ricerca da noi condotta rivela che certe strategie di outsourcing potrebbero consentire una riduzione dei costi fino al 20-25% per alcuni gestori. Un risultato allettante per molti fondi che si prefiggono di aumentare l’efficienza operativa e ampliare la propria attività in tempi brevi, accelerando il lancio di prodotti nuovi e innovativi o espandendosi in aree geografiche inesplorate.”
Fonte: IFAWorld – RBC Dexia Investor Services
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