– I listini europei chiudono negativi una seduta estremamente volatile; sulle borse pesano le difficoltà del settore bancario sempre più pesante a causa delle preoccupazioni per la situazione finanziaria dei paesi periferici dell’Eurozona (BNP Paribas arretra per l’ottavo giorno consecutivo). ….
Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni – Nicola Zambli
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Tensione tra gli operatori, dopo che la BC del Portogallo ha dichiarato che gli istituti di credito del paese corrono “un rischio intollerabile” se il governo non riuscirà a riportare sotto controllo la spesa pubblica; nel frattempo si diffondono rumors di pressioni sul Portogallo affinché, dopo l’Irlanda, richieda l’aiuto di UE–FMI. Sul fronte macro l’inflazione della zona Euro a novembre è rimasta invariata rispetto al mese precedente ed in linea con le attese (a +1,9%), mentre sale la disoccupazione ad ottobre (+10,1%). La disoccupazione italiana di ottobre ha raggiunto il livello più alto dal gennaio 2004. C’è attesa per la prossima riunione della BCE in programma giovedì prossimo: Trichet articolerà dettagliatamente il piano di exit strategy con cui ritirare le misure straordinarie di stimolo o l’acuirsi della crisi del debito nei paesi periferici consiglierà prudenza?
– Wall Street apre in rosso sui timori che la crisi del debito in Europa possa minacciare la ripresa dell’economia globale. Tra i societari in difficoltà Google dopo che la Commissione europea ha deciso di aprire un’inchiesta nei confronti della società per abuso di posizione dominante nell’ambito della ricerca online. Buone indicazioni macro, con la fiducia dei consumatori Usa salita a novembre ai massimi da cinque mesi, ed il Chicago PMI che nello stesso mese si è portato inaspettatamente a 62,5p dai 60,6 precedenti. A settembre l’indice S&P Case-Shiller, che misura l’andamento dei prezzi delle case nelle 20 maggiori città statunitensi, è invece salito meno delle attese. In recupero a novembre anche le vendite al dettaglio nelle maggiori catene Usa calcolate dall’indice Redbook. Rallenta più delle attese l’economia canadese con il PIL del III trimestre che si attesta al +1% annualizzato, dal +2,3% precedente.
– Listini asiatici negativi preoccupati per imminenti manovre restrittive da parte della Cina, dopo che un’economista della Chinese Academy of Social Sciences ha affermato che Pechino avrebbe necessità di alzare i propri tassi d’interesse del 2%. Shanghai cede l’1,61%, mentre Hong Kong perde lo 0,68%. Male Tokyo (Nikkei -1,87%) dopo il dato negativo sull’occupazione nipponica, tornata a crescere in ottobre (al 5,1%). In rosso anche Sidney (-0,74%), mentre sale la borsa indiana dopo la pubblicazione del Pil del III trimestre del Paese, salito oltre le attese all’8,9%.
Ancora in rialzo i rendimenti italiani
– Sul monetario sale leggermente l’Euribor sulle scadenze a breve con il tasso ad 1M fissato allo 0,81%; stabile il 6M mentre cala leggermente il 12M. Sale invece il Libor USA su tutte le scadenze.
– Tornano a scendere i rendimenti sia in Area Euro che in USA con movimento più marcato sul tratto a lunga della curva. Continuano a salire invece i rendimenti italiani con il 2Y che si porta oltre il 3%. I timori che la crisi del debito possa degenerare impattano sui differenziali di rendimento vs bund 10Y dei paesi periferici ancora in allargamento. In particolare si ampliano il differenziale spagnolo e quello greco, e lo spread tra decennale italiano e bund tedesco ha superato per la prima volta dal debutto dell’euro i 200bps, per poi ripiegare leggermente. Monito del Financial Times secondo cui «i conti pubblici dell’Italia sono migliori che in altri Paesi, le banche sono solide e il debito privato è basso, ma le speculazioni dei mercati e le incertezze politiche sul futuro della coalizione al governo stanno aumentando i timori di contagio». Secondo indiscrezioni la BCE oggi sarebbe tornata ad operare sul mercato acquistando bond irlandesi a breve. Salgono i CDS 5Y dei periferici, in particolare in Italia e Spagna. Cala il CDS greco.
– L’euro scende per la prima volta da dieci settimane sotto la soglia di 1,30$ in intraday per poi recuperare leggermente a 1,304$. Avanza anche la sterlina nei confronti della valuta unica, con gli investitori che cominciano a considerare la valuta UK più sicura di quella europea. Euro debole anche nei confronti dello yen.
– Tra le commodity, avanza il rame (+1,7%) su speculazioni circa una possibile riduzione dell’offerta mondiale di questo metallo nei prossimi due anni. Torna a salire anche l’oro (+1,3%), bene rifugio per eccellenza. In ribasso petrolio e gas naturale (-1,6%).
Discaimer

Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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