Il contesto regolamentare: una questione rilevante e una vera e propria sfida per l’industria……
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Dexia AM ha sempre considerato la Gestione Alternativa come una soluzione d’investimento a valore aggiunto per i clienti. In effetti, la grande varietà delle strategie disponibili e la capacità di questa industria di adeguarsi ai vari scenari di mercato sono i principali atout per gli investitori. Tuttavia, le recenti crisi finanziaria hanno mostrato la necessità di un’evoluzione del quadro normativo, al fine di ripristinare la fiducia degli investitori. A questo fine, a partire dal 2009 Dexia Asset Management ha perorato la causa di una più ampia regolamentazione e di una maggiore trasparenza.
«Una maggiore regolamentazione era allo stesso tempo inevitabile e necessaria per ripristinare la fiducia e l’industria ne era completamente consapevole – ricorda Fabrice Cuchet, Membro del Comitato Esecutivo e Responsabile della Gestione Alternativa di Dexia Asset Management. Tuttavia, una buona regolamentazione, per favorire lo sviluppo di un’industria forte e competitiva, deve mantenere una certa flessibilità e deve essere allo stesso modo chiara e stabile. Ora, dal 2009, constatiamo che una profusione di regolamentazioni si sono abbattute sulla gestione alternativa.»
Per Dexia AM, questo eccesso di regolamentazioni non offrono sempre risposte adatte alle necessità degli investitori comportando, in alcuni casi, un difetto di visibilità e di stabilità. Ad esempio, la mancanza di chiarezza esistente in merito alla nozione di delega della gestione e delle responsabilità del depositario, o la mancanza di coordinazione e di concertazione a livello internazionale, sono elementi altrettanto destabilizzanti.
«La visibilità e la stabilità che auspicavamo nel 2009 per costruire una buona regolamentazione non sono state realizzate – constata Fabrice Cuchet. – Il ritmo al quale le nuove regolamentazioni si succedono e i relativi costi rappresentano una vera e propria sfida per l’industria della gestione alternativa. In 25 anni, abbiamo avuto tre diverse versioni della regolamentazione Ucits e, nello spazio di soli 3 anni, ci apprestiamo al passaggio da Ucits III a Ucits VI».
Di conseguenza una regolamentazione esigente costituisce non solo una sfida importante per il futuro della Gestione Alternativa, ma anche una fonte di opportunità per gli attori del settore meglio preparati.
Le performance: gli investimenti alternativi mantengono sempre le loro promesse?
Il ripristino della fiducia degli investitori passa anche attraverso la stabilità delle performance che rappresenta l’altra sfida della gestione alternativa’industria. Dal 2008, l’osservazione dell’indice HFRI Fund of Funds, il più rappresentativo dell’industria, lascia supporre un calo dei rendimenti offerti dai fondi alternativi. A dispetto di tale evidenza, Dexia AM sottolinea che la sovraperformance dei fondi alternativi rispetto ai tassi privi di rischi rimane stabile nel tempo, attestandosi nell’ordine dal 3% al 4% su base annua dal 2002. La principale differenza fra il 2008 e oggi si sostanzia nel fatto che i tassi d’interesse sono passati dal 4% allo 0%.
Nel breve termine, ovvero da inizio anno, i rendimenti alternativi appaiono inferiori rispetto a quelli di altri investimenti rischiosi ma, il differenziale è principalmente imputabile ad uno scarto che si è andato costituendo fra giugno e luglio del 2012. In effetti, in una fase di rialzo del rischio sistemico legato alla crisi sovrana europea e alla forte incertezza sulla sostenibilità dell’Euro, a partire dal mese di maggio i gestori alternativi hanno adottato un approccio prudente allo scopo di preservare il capitale e di limitare le perdite, i cosiddetti «draw-down».
Secondo Fabrice Cuchet «in un ambiente in cui il futuro dell’Europa e della sua moneta continuava ad essere molto incerto, la soluzione ragionevole, nel quadro di una gestione a ritorno assoluto, era quella di mantenere un profilo prudente. Ciò spiega perché all’inizio di giugno, quando le incertezze si attestavano ancora al livello massimo, i gestori alternativi hanno solo parzialmente approfittato del rimbalzo delle asset class rischiose ».
D’altronde, Dexia AM fa notare che i livelli di dispersione delle performance alternative sono rimasti simili a quelli precedenti al 2008, sia fra le diverse strategie, sia tra i vari fondi che implementano la medesima strategia. Di conseguenza, Dexia AM é dell’opinione che nell’ambito dei fondi alternativi il tema della diversificazione è sempre di attualità; gli investitori possono identificare gli stili gestionali più adatti ad un determinato contesto e scegliere i migliori gestori nel quadro di una selezione dinamica.
Conclusione: Un’industria che deve rispondere ad alcune sfide e un mercato che continua a Crescere L’industria alternativa risponde alle sfide attuali dando prova di una forte capacità di adattamento e il patrimonio in gestione, a partire dal 2009, sta continuando a consolidarsi, fino a raggiungere i massimo storici. A fine giugno 2012 il patrimonio investito in fondi alternativi aveva superato i 2.000 miliardi di Euro.
Gli investitori istituzionali, sempre alla ricerca di una diversificazione di portafoglio, sono stati i primi ad avere contribuito al rialzo degli asset in gestione. In Europa, la crescita del patrimonio gestito è stata trainata dall’avvento dei fondi Ucits, che si sono rivelati essere prodotti di successo. Dal 2009 il numero dei fondi alternativi conformi alla normativa Ucits é consistentemente cresciuto con asset in gestione pari a circa 120 miliardi di dollari, ossia quasi il 6% del totale investito in fondi alternativi.
Fonte: IFAWorld.it
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