In un contesto di mercato in cui e’ sempre piu’ difficile trovare valide opportunita’ di rendimento a basso rischio o comunque alternative d’ investimento di buon interesse, il mercato dei certificati puo’ rivestire un ruolo importante….
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Parlare di “certificati” in modo cosi’ generale, scrive MF, non ha però molto senso, dal momento che, all’ interno di questa macrocategoria, figurano prodotti molto diversi tra loro, che vanno dall’ estremo piu’ speculativo di quelli con leva, decisamente piu’ adatti al trading di brevissimo termine, al gruppo diametralmente opposto di quelli a capitale protetto, che per loro natura sono in qualche caso equiparabili anche a titoli obbligazionari e quindi appropriati per un’ operativita’ di medio-lungo termine. Troppo spesso si valuta l’ efficacia di questi strumenti senza tenere conto del fatto che gia’ al loro interno i certificati presentano caratteri estremamente diversi e quindi non e’ possibile stilare un semplice elenco di pregi e difetti.
Acepi, l’ Associazione italiana certificati e prodotti di investimento, suddivide i certificati di investimento in tre classi: a capitale protetto, condizionatamente protetto e non protetto. Le reali differenze tra i prodotti vanno pero’ molto piu’ in profondita’, quindi non esistono certificati buoni o cattivi in assoluto, ma semmai certificati adatti o no a valorizzare un determinato contesto. Acepi ha recentemente redatto una ricerca concentrando l’ analisi solo su due categorie di certificati, nello specifico, su “Bonus” e “Capitale protetto”, emessi in Italia a partire dall’ 1 gennaio 2004 e scaduti entro il 31 dicembre 2012.
In riferimento alla categoria “Bonus” dalla ricerca si nota che, nel periodo considerato, hanno rispettato le aspettative, infatti, nei casi di forte ribasso hanno maturato, in media, una perdita simile, mentre in caso di scenario poco volatile hanno maturato l’ extra-rendimento atteso. Infine in caso di scenario positivo, i Bonus, hanno guadagnato mediamente di piu’ rispetto ai prodotti “Cap”. Per quanto riguarda questi ultimi, dalla studio e’ emerso che tali strumenti hanno rispettato le promesse, nei casi di forte ribasso, facendo valere la protezione e nei casi di scenario neutrale o positivo hanno partecipato alla performance del sottostante.
Fonte: AdvisorWorld – MF-DJ
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