A tre mesi dall’ultima quotazione di covered warrant su sottostanti italiani, Société Générale torna ad aggiornare la propria gamma di strumenti quotati sul SeDeX e destinati a coloro che mirano a prendere posizione, con un forte effetto…
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leva, sull’indice italiano FTSE MIB e sulle principali large cap del nostro Paese.
Martedì 27 gennaio sono andati, dunque, in quotazione 66 nuovi covered warrant di SG, con strike aggiornati. La nuova emissione si concentra – oltre che sul principale indice azionario italiano – sui titoli che più hanno oscillato negli ultimi mesi e che, quindi, più di altri richiedevano un aggiornamento degli strike: Saipem, Eni, FIAT Chrysler Automobiles.
Nel dettaglio l’emissione comprende:
10 nuovi CW sull’indice FTSE MIB, tutti con scadenza entro il 2015;
56 nuovi CW su 5 azioni italiane con scadenze fino a dicembre 2018: Saipem (20), Eni (16), FIAT Chrysler Automobiles (11), Tenaris (6), Enel (3).
La gamma di Covered Warrant di Société Générale quotati a Milano arriva così a 1005 e si conferma la più ampia in termini di strike e scadenze sull’indice FTSE MIB, il sottostante di CW più scambiato in assoluto sul segmento. I CW di SG sull’indice di riferimento del mercato italiano contano ora 340 strumenti e scambi che nel 2014 hanno superato Eur 2 miliardi (fonte Borsa Italiana dal 01/01/2014 al 31/12/2014).
I CW sono opzioni cartolarizzate emesse da Société Générale. La liquidità dei prodotti è fornita dall’attività di market making di Société Générale Corporate and Investment Banking.
L’investitore è quindi esposto al rischio di credito di Société Générale (rating: S&P A; Moody’s A2; Fitch A). In caso di default di Société Générale, l’investitore può incorrere in una perdita del capitale investito.
Questi CW sono strumenti finanziari complessi, altamente speculativi, e non sono a capitale garantito a scadenza; presuppongono un approccio di breve termine ed espongono l’investitore al rischio di perdita totale del capitale investito e pertanto necessitano di una buona conoscenza del loro funzionamento.
Fonte: AdvisorWorld.it
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