Analizzando lo scenario europeo Can Elbi, gestore del fondo JB Europe Focus di Swiss & Global Asset Management, ha evidenziato che siamo solo all’inizio di una autentica ripresa economica in Europa, con un tasso di crescita reale del PIL stimato per il 2014 tra l’1% e l’1,5%…..
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Can Elbi, gestore del fondo JB Europe Focus di Swiss & Global Asset Management
rispetto alla contrazione di -0,4% del 2013 e di -0,6% nel 2012: l’Eurozona registrerà quindi la maggiore variazione a livello globale. I nuovi ordini PMI dell’area della moneta unica sono saliti a gennaio ai massimi da 4 anni e, se dovessero continuare su questo trend, sarebbero coerenti con una crescita del PIL tra l’1,5% e il 2%. Secondo Can Elbi, la ripresa si basa su questi fattori:
1) Il peso dell’austerità fiscale si sta alleggerendo, dall’1,1% del PIL nel 2013 allo 0,4% stimato per il 2014, aggiungendo così lo 0,7% alla crescita totale del PIL;
2) La BCE è riuscita con successo a controbilanciare i rischi di coda di una possibile stretta del credito in Europa, tramite le operazioni LTRO e l’annuncio del programma OMT nel 2012; la fiducia sta finalmente tornando, come dimostrato anche dall’allentamento da parte delle banche sulle condizioni di prestito;
3) Si sta delineando una ripresa della domanda interna, e i tassi di interesse reali negativi in Germania e Francia sono chiaramente utili in tal senso;
4) Ripresa delle esportazioni dei paesi periferici, trainata dal calo del costo dell’unità lavoro, con in particolare l’export spagnolo in aumento dell’8% annualizzato negli ultimi mesi.
I ritorni azionari in Europa nel 2012 e nel 2013 sono stati guidati da un re-rating al 70% dei multipli azionari europei, a motivo della normalizzazione dei premi al rischio. Nonostante tale significativo processo di re-rating, i mercati equity europei continuano a essere interessanti sia relativamente ai livelli storici, che al mercato equity globale. I multipli P/E forward attorno ai 13,6x, rispetto al livello storico di 14x, sembrano ragionevoli anche alla luce dell’attuale fase del ciclo, con la ripresa degli utili ancora all’inizio. Le stime forward a 12 mesi degli EPS per l’Europa sono rimaste quasi invariate negli ultimi due anni e sono del 32% inferiori all’ultimo picco del 2008.
Gli utili potrebbero crescere di un 30-40% cumulativo tra il 2014 e il 2016, trainati dal miglioramento dell’economia degli Stati Uniti e dell’Europa e da una significativa leva operativa. Nonostante un avvio volatile, siamo molto positivi sull’equity europeo, con un potenziale ritorno tra il 10 e il 15% nel 2014.
JB Europe Focus: lo strumento ideale per trarre beneficio dall’ulteriore rialzo dell’equity europeo.
In quanto investitore bottom-up, Can Elbi, gestore del fondo JB Europe Focus di Swiss & Global Asset Management, persegue un approccio attivo di stock picking. Tramite una strategia di investimento bottom-up, cioè analisi dei fondamentali, focalizzata sulle valutazioni e frequentemente contrarian, Can Elbi cerca di sovraperformare il benchmark MSCI Europe in tutti i contesti di mercato, in un periodo di 12 mesi rolling. Per raggiungere questo obiettivo, Can Elbi non aderisce a nessuno stile o indice, né segue una esposizione specifica per settori o paesi in maniera indipendente dallo scostamento di performance.
In un fondo generalmente concentrato in non più di 30-35 posizioni, la ricerca approfondita e i frequenti incontri societari (in media 400 ogni anno) permettono a Can Elbi di identificare e sfruttare significative asimmetrie informative, quando le sue opinioni si discostano dal consensus prevalente. Il suo approccio prevede l’identificazione di quelle società con solida e sostenibile posizione competitiva nel proprio settore, e la cui capacità di generare flussi di cassa sia fortemente sottostimata.
Una volta costruita una robusta argomentazione teorica, vengono attuate ulteriori analisi per comprendere appieno i driver di valore responsabili dell’asimmetria riscontrata e immaginare l’intervallo di tempo, tra i 6 mesi e i due anni, in cui si chiuda il gap tra il prezzo attuale e il realistico prezzo obiettivo della società.
In questo avvio di anno JB Europe Focus Fund detiene 35 investimenti, con le prime 10 posizioni che contribuiscono al 45% del NAV e le prime 20 che contano per il 75% del NAV. Tra i titoli in cui Can Elbi crede maggiormente ci sono SAP (incremento di quote di mercato legate al ciclo di prodotto che portano a una crescita topline superiore al 10%); Michelin (ripresa nei mercati europeo ed americano di sostituzione pneumatici e miglioramenti di margine); Kingfisher (ripresa del settore “fai da te” in Gran Bretagna dopo un calo decennale che porterà a una crescita dei profitti del 12,5% nei prossimi 2-3 anni); Syngenta (flussi di cassa, dopo interessi e dividendi, previsti sopra il miliardo di franchi svizzeri nel 2014, dopo due anni negativi, creando un potenziale di rialzo del 25%); Airbus Group (ulteriore realizzazione sul lancio dell’A350 e sulla ristrutturazione di successo del business Difesa, che aprono la strada a margine EBIT presunto del 10% entro il 2018, rispetto al 7,5% stimato per il 2015)

Guido Marveggio, gestore del fondo JB Small & Mid Cap Stock Fund di Swiss & Global Asset Management
Buone prospettive per le small e mid cap europee: Il JB Small & Mid Cap Stock Fund
Nella sua panoramica sul segmento delle small e mid cap europee Guido Marveggio, gestore del fondo JB Small & Mid Cap Stock Fund di Swiss & Global Asset Management ha evidenziato che ci sono buone prospettive di crescita e di diversificazione per il 2014.
Questi titoli proiettano attese di rendimento superiori nel lungo termine, adottano modelli di business semplici, flessibili e trasparenti, hanno potenziali di crescita in mercati di nicchia, e sono un segmento poco battuto dal mercato.
Secondo Marveggio in questo segmento bisogna privilegiare le società che si distinguono dalla concorrenza per la crescita dei loro profitto sopra la media e che siano leader di mercato nella nicchia internazionale in cui operano, che siano in grado di reinvestire la liquidità nel core business o in acquisizioni che ne accrescano il valore.
Per individuare le 40-80 società su cui il fondo è investito, applichiamo un processo di selezione articolato in tre fasi. Partendo da un universo di 1.000
società procediamo con l’analisi fondamentale della società, incontriamo il management, valutiamo i possibili driver di crescita. Vengono così individuate circa 250 società. Una ulteriore e approfondita analisi porta alla selezione dei 40-80 titoli che fanno parte del portafoglio.
Fonte: AdvisorWorld.it
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