Image

Oddo BHF AM Frenesia da intelligenza artificiale generativa

Oddo BHF AM : Motivi della sottoperformance delle small cap e prospettive


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da AdvisorWorld iscriviti alla Nostra Newsletter gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente


A cura di Brice Prunas, gestore del fondo Oddo BHF Artificial Intelligence


Nel momento in cui la stagione degli utili del primo trimestre 2023 è al termine, la si potrebbe riassumere nella frase “frenesia da intelligenza artificiale generativa”. Ci concentriamo quindi su alcuni esempi di società e settori che hanno fornito i primi indizi di questo movimento sismico.

NVIDIA: PREZZO DELLE AZIONI IN RIALZO DEL 24% IN UN SOLO GIORNO!

A marzo avevamo argomentato la convinzione secondo cui i progettisti di chip dedicati all’intelligenza artificiale sarebbero stati i primi vincitori della rivoluzione dell’intelligenza artificiale. In particolare, avevamo indicato Nvidia, leader mondiale dei processori grafici per computer (le famose “Gpu”),  come la società pronta a fare la parte del leone in questo mercato.

La nostra visione era corretta e il prezzo delle azioni Nvidia lo ha dimostrato il 25 maggio. Quel giorno, il titolo è salito del 24%! Nvidia era già una società molto grande, con una capitalizzazione di mercato di 750 miliardi di dollari. In poche ore Nvidia è balzata a mille miliardi, nonostante abbia solo 11 mila dipendenti e i suoi chip siano prodotti da subappaltatori a Taiwan.

Questa improvvisa e impressionante ascesa è stata la conseguenza delle previsioni finanziarie di Nvidia, con un fatturato previsto per il secondo trimestre di circa 11 miliardi di dollari. L’enorme divario (quasi il 50%) tra questa cifra e le aspettative del mercato (gli analisti si aspettavano solo 7,2 miliardi di dollari), ha dimostrato quanto gli investitori stessero chiaramente sottovalutando in modo significativo il ritmo di crescita dell’intelligenza artificiale. I clienti di Nvidia, in particolare i principali operatori cloud (ad esempio Microsoft, Google, Oracle e Amazon), stanno scegliendo in modo massiccio i chip di fascia alta di Nvidia, come l’H100 (che racchiude 80 miliardi di transistor in un singolo elemento), nonostante il suo prezzo unitario sia di 40 mila dollari. Le prestazioni delle Gpu di Nvidia sono tra le migliori del mercato. Sono indispensabili per soddisfare la crescita esponenziale dei requisiti di potenza di calcolo generati dall’intelligenza artificiale generativa.

PER EVITARE DI SOCCOMBERE ALLA CIECA IRRAZIONALITÀ, OCCORRE UNA VISIONE PIÙ ARTICOLATA

Alla luce dell’entusiasmo suscitato da Nvidia, vorremmo citare l’esempio di una società meno nota. Pur essendo esposta positivamente all’IA generativa, questa società non vi fa affidamento come unico fattore di successo futuro. Si tratta del produttore di videogiochi Take Two.

Da un lato, il suo visionario Ceo Strauss Zelnick è certamente entusiasta dell’IA generativa, sottolineando l’efficienza aggiuntiva che apporterà alla propria attività principale. Dall’altro, sottolinea come i giochi di successo continueranno a essere creati da talenti umani (in altre parole, la somma di lunghe serie di dati e di elevate capacità di calcolo non sarà in grado di emulare il genio umano). Questa posizione è piuttosto controcorrente nell’industria dei media (un gruppo come Disney ha una visione opposta, visto che investe pesantemente nell’IA per la creazione dei propri blockbuster, ad esempio).

SOFTWARE: IL PROSSIMO GRANDE BENEFICIARIO DELL’IA GENERATIVA

Vorremmo infine ribadire una delle nostre convinzioni: siamo decisamente ottimisti sul valore di borsa che si dovrebbe creare nel settore del software grazie all’IA generativa, con un focus su Microsoft.

Nelle ultime settimane diversi sviluppatori hanno fatto annunci dimostrando che:

  1. a) L’IA generativa esegue ora compiti di automazione considerati impossibili anche solo un anno fa;
  2. b) L’IA generativa sviluppa ragionamenti che gli ingegneri non sono stati in grado di anticipare e che oggi non riescono a spiegare completamente.

In questa sede commenteremo solo alcuni esempi di aziende di software:

o          Lo scorso maggio, in occasione dell’evento “Capital Markets Day”, ServiceNow ha mostrato molto bene come intende utilizzare l’IA generativa per aumentare il valore fornito ai clienti nel proprio core business: l’automazione dei processi aziendali interni. La partnership strategica con Nvidia è stata promossa con forza e convinzione sia da Bill Mc Dermott (Ceo di ServiceNow) sia da Jensen Huang (Ceo di Nvidia). Questo valore aggiunto si rifletterà in un aumento dei prezzi degli abbonamenti SaaS venduti da ServiceNow ai propri clienti.

o          SAP e Atlassian, da parte loro, hanno scelto la strada della partnership con Open AI (e quindi, indirettamente, con Microsoft) per implementare moduli di IA generativa nelle rispettive attività principali. Anche in questo caso, il valore aggiunto è chiaramente percepibile.

o          Elastic punta a differenziarsi grazie al proprio Elastic Search Relevance Engine e al proprio approccio di vettorizzazione del database, che consentirà alle società clienti di creare il proprio LLM (Large Language Model), simile a ChatGPT ma basato sui propri dati (non necessariamente provenienti da Internet).

Questa è solo un’idea della gamma di segmenti e società coinvolte nell’IA (in generale) e nell’IA generativa (in particolare). Insieme al rischio reale di sottovalutare enormemente il potenziale dell’intelligenza artificiale (come ha dimostrato in modo così evidente Nvidia), questa diversità di situazioni ci fa sperare di scoprire molte opportunità di investimento in futuro.

Fonte: AdvisorWorld.it


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.