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Oddo BHF AM Il boom del settore medicale in Cina

Oddo BHF AM : A soli 30 minuti da Shanghai con un treno ad alta velocità, Sozhou è una città con più di 2000 anni di storia, famosa per i suoi secolari e sontuosi giardini privati.


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A cura di Yanxiu Gu, product specialist Chinese equities di ODDO BHF AM


Il cuore industriale di Suzhou si chiama BioBay, sede delle più avanzate società biomediche della Cina. Per rendere l’idea, camminando lungo la strada principale vedrete oltre 2 mila società biomediche, delle quali più di 20 sono quotate.

Suzhou è solo un esempio dei cluster biomedici cinesi. Guangzhou, Jiangsu (dove si trova Suzhou), Zhejiang, Shanghai e Pechino sono le cinque aree in cui le società biomediche si raggruppano al fine di sfruttare un’offerta straordinariamente concentrata di talenti, capitali e logistica.

Oggi le società biomedicali cinesi sono sullo stesso livello dei principali operatori globali. Solo nell’ultimo decennio, Innovent Biologics (biofarmaceutica), Wuxi Biologics (sviluppo della ricerca e produzione a contratto), Beigene (biotecnologica) e molte altre sono diventate partner nella ricerca&sviluppo, o anche concorrenti, di colossi come Johnson&Johnson, Mercer, GlaxoSmithKline, Roche, Pfizer.

L’OFFERTA DI TALENTI È LA CHIAVE DEL SUCCESSO PER LA CINA

Nel 2009, la biomedicina è stata riconosciuta dal governo cinese come una componente importante dello sviluppo scientifico, tecnologico e industriale. Da allora, molti scienziati, sia cinesi sia stranieri, hanno iniziato a capire che stava per iniziare una fase di sviluppo di farmaci innovativi in Cina. Di conseguenza, molti degli scienziati che vivevano all’estero sono gradualmente tornati in patria.

Un esempio è Michael Yu, medico con 13 anni di esperienza nella ricerca di farmaci innovativi negli Stati Uniti, che a Suzhou ha fondato Innovent Biologics. La società è salita agli onori della ribalta registrando il record per il più grande finanziamento nel settore biofarmaceutico cinese.

Il successo del settore si basa molto sui talenti. I governi locali hanno cercato di attrarre scienziati e ricercatori cinesi e mondiali, trasformando al contempo la filosofia educativa per coltivare i giovani talenti. Nella Suzhou BioBay ci sono già più di 35 mila ricercatori di “alta qualità”, che si dedicano allo sviluppo di terapie innovative, attrezzature mediche di alto livello e biotecnologie. I governi locali forniscono generosi incentivi, con sussidi alle società, ai talenti e persino ai cacciatori di teste con l’obiettivo di attrarre professionalità a livello globale. Alcune scuole private locali rinunciano a parte delle tasse scolastiche per i figli di queste persone. Per gli scienziati stranieri qualificati, i governi locali si adoperano anche per facilitare i permessi di lavoro e fornire sussidi per l’affitto al fine di rimuovere gli ostacoli. Si tratta di una riforma pionieristica della decennale filosofia educativa cinese secondo cui “la pratica rende perfetti”.

INCENTIVI E PENALIZZAZIONI DA PARTE DEI REGOLATORI CINESI – SI SOFFRE PER VINCERE, MA CHI VINCE SI PRENDE TUTTO

Le politiche cinesi nel settore medicale sono sempre state improntate alla “promozione dell’innovazione nazionale” e alla “garanzia delle esigenze di base per la vasta popolazione”. Sebbene il settore delle apparecchiature di fascia alta, come i sequenziatori genetici e i robot chirurgici, sia ancora dominato da società straniere, gli ospedali pubblici cinesi sono incoraggiati ad acquistare dispositivi medici nazionali.

Per utilizzare apparecchiature mediche straniere, si devono infatti seguire complicate procedure amministrative, a meno che non siano disponibili soluzioni nazionali equivalenti, e questo dà ai produttori locali tempo e incentivi per investire nell’innovazione. Secondo Medtec China, i prodotti nazionali hanno conquistato la maggior parte delle quote di mercato in alcuni settori, come la diagnostica molecolare (70%) e la diagnostica biochimica (55%).

Il governo cinese ha un potere negoziale assoluto nel medicale. Nel 2018 è stata istituita la National Healthcare Security Administration (Nhsa) con il ruolo di alleviare l’onere del sistema sanitario e dei residenti e di incoraggiare l’innovazione). L’Nhsa valuta il valore di ogni nuovo prodotto, stabilisce i prezzi e centralizza l’approvvigionamento di questi prodotti. Se non sono inseriti nel catalogo delle assicurazioni sanitarie, i prodotti saranno difficilmente accessibili ai pazienti, con un conseguente fallimento commerciale.

Il governo cinese richiede prezzi bassi e allo stesso tempo elevata qualità, accelerando il fallimento di società non competitive e avvantaggiando gli operatori nazionali più efficienti. Dopo la negoziazione della Nhsa, la riduzione media dei prezzi è circa del 50%. Ciò rappresenta una sfida per molte società farmaceutiche internazionali, abituate a fissare prezzi elevati per i farmaci nell’ambito di schemi di tariffazione internazionali. Allo stesso tempo, spinge le principali società medicali cinesi a cercare una maggiore redditività sul mercato internazionale.

LE SOCIETÀ MEDICALI CINESI DEVONO COMPETERE SUL MERCATO GLOBALE

Normative rigorose ed elevata concorrenza rendono difficile la sopravvivenza delle società medicali cinesi con un focus esclusivo sul mercato domestico. Attualmente, società come Junshi Biosciences, Innovent Biologics e CStone Pharmaceuticals si stanno espandendo nel Sud-est asiatico, mentre BeiGene ha aperto sedi a Cambridge (Massachusetts) e a Basilea. I Paesi del sud-est asiatico, come Singapore, sono etnicamente e culturalmente più vicini alla Cina e quindi concedono un maggiore riconoscimento ai dati clinici provenienti dalla Cina e forse una maggiore accettazione delle loro strategie commerciali rispetto ai mercati europei e statunitensi.

Le autorità di regolamentazione cinesi favoriscono gli innovatori nazionali. Sebbene sia difficile soddisfare i requisiti, il potenziale di mercato della Cina è enorme a causa dell’invecchiamento della popolazione e dell’elevata incidenza dei tumori. Per valutare il successo finanziario di queste società, gli investitori non devono solo avere competenze tecniche e comprendere le normative e le performance cliniche, ma anche tenere nella giusta considerazione i progressi commerciali al di fuori della Cina.

Fonte: AdvisorWorld.it


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