Nell’area euro l’attenzione sarà più sugli eventi che sui dati. La scadenza del 12 settembre è cruciale in quanto la..…..
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Corte tedesca si pronuncerà sulla costituzionalità di ESM e Fiscal Compact, Barroso presenterà la proposta UE sull’unione bancaria e si terranno le elezioni politiche in Olanda. Due giorni dopo è prevista la riunione dell’Eurogruppo, prima della quale il Governo greco è atteso presentare le misure fiscali aggiuntive per 11,5 miliardi. Il calendario dei dati congiunturali offre appena i dati sulla produzione industriale in Francia, Italia e nell’intera Eurozona, attesi in media confermare il trend di accentuata debolezza dell’attività produttiva.
La settimana è densa di dati ed eventi di rilievo negli Stati Uniti. Il focus del mercato sarà sulla riunione di due giorni del FOMC, che si dovrebbe concludere con revisioni verso il basso delle previsioni macroeconomiche e introduzione di un nuovo stimolo monetario. I dati di agosto dovrebbero segnalare il forte aumento degli indici di prezzo (CPI, PPI, prezzi all’import) dovuto all’energia. Le vendite al dettaglio sono attese in aumento, in parte gonfiate dai prezzi, ma in parte sostenute dalle vendite di auto. Il deficit commerciale dovrebbe riallargarsi, sulla scia degli ampi aumenti del prezzo del petrolio.
Lunedì 10 settembre
Area euro
– Francia. La produzione industriale di luglio è attesa in debole rimbalzo sul mese, dopo lo stallo segnato a giugno: l’indice dovrebbe crescere dello 0,3%, grazie in particolare alla componente energia; il manifatturiero dovrebbe registrare un limitato recupero. La variazione annua dovrebbe essere pari a -2,9%, dopo il -2,3% di giugno. Gli indici di fiducia del settore industriale si mantengono su livelli depressi, coerenti con il proseguimento della debolezza dell’attività produttiva anche nel corso dell’autunno.
– Italia. La seconda lettura del dato sul PIL nel 2° trimestre dovrebbe confermare la stima preliminare di una contrazione dell’attività produttiva di -0,7% t/t ovvero di entità analoga a quella vista nei due trimestri precedenti. Su base annua il prodotto risulta in calo di due punti percentuali e mezzo rispetto a un anno prima. Ci aspettiamo una flessione vicina a quella (di un punto percentuale) di inizio anno per i consumi e lievemente meno marcata che nei tre mesi precedenti per gli investimenti; la spesa pubblica è vista tornare a calare dopo il rimbalzo d’inizio anno; solo il commercio con l’estero dovrebbe continuare a dare un contribuito positivo alla crescita.
Martedì 11 settembre
Stati Uniti
– La bilancia commerciale dovrebbe registrare un deficit in allargamento a luglio, a -44,5 miliardi da -42,9 miliardi di giugno. Le esportazioni dovrebbero essere pressoché stabili a fronte di un aumento significativo delle importazioni nominali dovuto alla crescita dei prezzi del petrolio. Il trend dovrebbe proseguire ad agosto, anche se l’effetto sul deficit sarà mitigato dai rialzi dei prezzi degli alimentari che sosterranno le esportazioni.
Mercoledì 12 settembre
Area euro
– In calendario l’atteso pronunciamento della Corte Costituzionale tedesca in merito ai dubbi di costituzionalità sollevati dai trattati su Fiscal Compact ed ESM. Inoltre Barroso nella sua audizione al Parlamento europeo presenterà il piano UE sull’unione bancaria. Altro appuntamento istituzionale importante per l’Eurozona sono le elezioni politiche in Olanda.
– Francia. L’inflazione di agosto dovrebbe salire al 2%, dall’1,9% di luglio, con una crescita mensile dell’indice dei prezzi pari allo 0,6%; l’inflazione armonizzata dovrebbe essere pari al 2,3%, con una risalita dello 0,7% su base mensile dell’indice. L’incremento dell’inflazione dovrebbe essere guidato principalmente dalla componente energia, che ha sostenuto il prezzo della benzina. Negli ultimi mesi dell’anno è prevista una moderazione dell’inflazione, grazie al venir meno delle pressioni dai beni energetici e alla debolezza della domanda interna, che porteranno l’inflazione a chiudere il 2012 al di sotto del 2%.
– Germania. L’inflazione rilevata dall’indice nazionale dovrebbe confermare la lettura preliminare al 2% (1,7% a luglio), mentre quella armonizzata si dovrebbe attestare al 2,2%.
Nel mese i prezzi dovrebbero essere saliti di 0,3%. L’aumento dell’indice dei prezzi dovrebbe essere stato guidato dalla componente energia; in ogni caso le previsioni sono per un contenimento dell’inflazione tedesca nei prossimi mesi
– Spagna. La seconda lettura dell’inflazione di agosto in Spagna, dovrebbe confermare la stima preliminare al 2,7%, dal 2,2% di luglio (sia per l’indice nazionale sia per quello armonizzato).
L’accelerazione dei prezzi ad agosto è attribuibile sia ai rincari della benzina sia a un effetto base sfavorevole. In prospettiva, l’inflazione dovrebbe proseguire nel suo trend al rialzo, complice l’incremento dell’IVA in vigore dal 1° settembre. Nelle nostre stime, ciò porta l’inflazione a chiudere il 2012 al 2,6% e il 2013 al 2,8%.
– Italia. La produzione industriale è vista ancora in calo a luglio, stimiamo di mezzo punto su base congiunturale. Su base annua, l’output recupererebbe a -5,2% (da -8,2%) in termini grezzi, ma resterebbe pressoché invariato a -8,1% se rettificato per i giorni lavorativi (uno in più rispetto allo scorso anno). Il 3° trimestre sembra impostato per una flessione della produzione non molto diversa da quella vista nei tre mesi precedenti (-1,7% t/t). Il livello delle indagini di fiducia e l’evolversi delle condizioni finanziarie appaiono coerenti con una contrazione della produzione almeno per il resto dell’anno.
– La produzione industriale nell’area euro dovrebbe essere rimasta stagnante a luglio dopo la contrazione di sei decimi registrata a giugno. Ciò si dovrebbe tradurre in una contrazione del 3,3% sull’anno, dopo il -2,2% di giugno; si tratterebbe di un minimo dal 2009. L’attività produttiva è prevista ancora in netto deterioramento nel corso del 3° trimestre dell’anno, per poi scendere a ritmi meno severi in chiusura d’anno.
Stati Uniti
– I prezzi all’import ad agosto sono previsti in aumento di +1,5% m/m, spinti dai rialzi dell’energia, segnando la prima variazione positiva dopo 3 mesi di contrazioni. Il dollaro ha registrato una modesta correzione nel mese e dovrebbe contribuire alla dinamica dei prezzi all’import. Su base tendenziale i prezzi dovrebbero essere ancora in calo (-1,2% a/a).
Giovedì 13 settembre
Area euro
– Italia. L’inflazione di agosto dovrebbe essere confermata al 3,2% sul NIC (0,4% la variazione mensile, con qualche rischio di revisione al ribasso) e al 3,5% sull’armonizzato. L’aumento mensile è interamente imputabile ai trasporti (+2,7%, sulla scia dei forti rincari dei carburanti); in linea con la stagionalità del mese gli aumenti nei capitoli “comunicazioni” e “tempo libero e cultura”; gli unici settori che mostrano un calo dei prezzi (comunque anche questo caso non sorprendente perché in linea con la stagionalità di agosto) sono risultati abbigliamento e alimentari. Anche per l’inflazione italiana ci attendiamo una flessione di qualche decimo da qui a fine anno.
Stati Uniti
– Il PPI ad agosto è atteso in crescita di +1% m/m. L’indice core dovrebbe aumentare di 0,2% m/m. L’indice headline risentirà dell’aumento dei prezzi energetici; la componente prezzi pagati dell’ISM ha registrato un ampio incremento (a 54 ad agosto, da 39,5 di luglio). La dinamica dei prezzi core tuttavia dovrebbe restare contenuta e segnalare l’assenza di pressioni inflazionistiche sottostanti: a luglio l’indice dei prezzi intermedi core era in calo di -0,9% m/m.
– La riunione del FOMC si dovrebbe concludere con l’introduzione di nuove misure di stimolo e revisioni verso il basso delle previsioni di crescita e di inflazione. I verbali della riunione di agosto avevano segnalato che in assenza di un rafforzamento della crescita ci sarebbero le condizioni per introdurre nuovo stimolo monetario, anche alla luce dei rischi verso il basso derivanti dalla crisi europea e soprattutto dall’incertezza fiscale. I dati usciti da allora non hanno evidenziato un’accelerazione della crescita, anzi, in generale sono stati deboli.
Prevediamo che il comunicato del FOMC e la conferenza stampa di Bernanke sottolineino che su entrambi gli obiettivi di massima occupazione e stabilità dei prezzi non verrà raggiunto il mandato della Fed per tutto il 2013, con rischi verso il basso anche sull’orizzonte fino al 2015.
La nostra aspettativa è che venga spostata in avanti la data attesa del primo rialzo dei tassi, alla prima metà del 2015. Per quanto riguarda QE3, potrebbe essere annunciato un programma di acquisto titoli “flessibile”, con un’indicazione della dimensione mensile degli interventi (circa 100 miliardi) per almeno 3-4 mesi, da rivedere man mano che il ciclo si evolve e che si chiarisce lo scenario della politica fiscale del 2013. Gli acquisti potrebbero riguardare in gran parte MBS a lungo termine, e in parte minore Treasuries, forse su scadenze brevi per riportare un po’ di equilibrio nel portafoglio della Fed dopo la riduzione della quota del breve dovuta a Operation Twist. Gli effetti sui mercati di QE3 si vedono già da settimane, ma dovrebbero proseguire nel 4° trimestre.
Venerdì 14 settembre
Area euro
– In calendario la riunione dell’Eurogruppo, prima della quale il Governo greco dovrebbe aver presentato le ulteriori misure fiscali per 11,5 miliardi necessarie per il proseguimento del programma di aiuti.
– L’inflazione di agosto nell’area euro è attesa confermare la lettura preliminare al 2,6% dal 2,4% di luglio; il dato è compatibile con una crescita dei prezzi di 0,4% su base mensile. La componente energia dovrebbe aver guidato la salita dei prezzi nel mese. L’indice core potrebbe essere sceso di due decimi all’1,5%. Il dato di agosto potrebbe rappresentare un picco per l’inflazione area euro, che vediamo scendere di quasi mezzo punto per fine anno.
Stati Uniti
– Il CPI ad agosto dovrebbe registrare un aumento di 0,5% m/m. L’indice core dovrebbe aumentare di +0,2% m/m. La spinta sui prezzi totali viene, come per tutti gli altri indici di prezzo di agosto, dall’energia e dovrebbe determinare la variazione più ampia del CPI dal 2009. Nel mese di agosto la benzina ha segnato un incremento dell’8% m/m, che in termini destagionalizzati sarà aumentato dai fattori stagionali. Il core aveva rallentato a luglio a +0,1% m/m, con variazioni deboli per diversi settori (in particolare, auto e soprattutto alberghi, con effetti ampi sulla voce abitazione); ad agosto la dinamica mensile dovrebbe tornare in linea con il trend precedente.
– Le vendite al dettaglio ad agosto sono attese in crescita dello 0,7% m/m; al netto delle auto, le vendite dovrebbero aumentare di 0,6% m/m. I dati risentiranno della dinamica sostenuta dei prezzi, con effetti ampi sulla voce benzina, ma anche della ripresa delle vendite di auto. Ad agosto le vendite di auto hanno registrato un incremento inatteso (+2,9%). Gli indicatori delle vendite settimanali sono stati discreti. In termini reali le vendite dovrebbero essere in linea con una crescita dei consumi in modesta accelerazione rispetto a +1,7% t/t ann. del 2° trimestre.
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