Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
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• Crolla invece la produzione industriale sempre ad agosto (-1,2% m/m), contrazione congiunturale maggiore dal 2009. Sul mercato del lavoro, le richieste settimanali di sussidio di disoccupazione salgono più delle attese la scorsa settimana (a 382.000 unità da 367.000). In Area Euro la produzione industriale a luglio continua ad essere negativa (-2,3% a/a) ma meno del temuto (consensus a -3,3% a/a). L’inflazione di agosto sale del 2,6% a/a, in scia all’incremento dei prezzi energetici. In Germania, il tasso d’inflazione armonizzato di agosto conferma la lettura preliminare al 2,2% a/a, dall’1,9% a/a nel mese di luglio. In Italia, il Pil finale relativo al secondo trimestre dell’anno è stato rivisto al ribasso al -2,6% a/a dal -1,5% del trimestre precedente. Prosegue il crollo della produzione industriale che a luglio arretra del 7,3% a/a dal -7,9% di giugno.
•Tassi di interesse: negli USA tassi in aumento sulla parte lunga della curva con lo spread 2-10 anni a 162 pb. Da segnalare le nuove misure di politica monetaria (QE-3) annunciate dalla FED che includono il piano di acquisto su base mensile di titoli legati ai mutui per un importo pari a 40Mld$ (senza indicazione di limiti temporali a tali interventi) ed il mantenimento di tassi fermi almeno fino al 2015. In Area Euro salgono i tassi su tutta la curva. Allo stesso tempo lo spread italiano e spagnolo scendono rispettivamente sotto i 340 pb ed in prossimità dei 400 pb. Sul monetario continua a flettere l’Euribor a tre mesi che venerdì fissava lo 0,25%.
• Valute: settimana caratterizzata dall’apprezzamento dell’euro rispetto alle principali valute mondiali, soprattutto contro rand, dollaro e yen. Il cross euro/dollaro quota sopra 1,3 raggiungendo nuovi massimi da inizio maggio; il biglietto verde risente infatti delle misure di politica monetaria profuse da Bernanke e si deprezza verso le principali valute. La BC Svizzera lascia invariati i tassi, mentre quella Russa aumenta il tasso di riferimento all’ 8,25%.
• Materie prime: settimana caratterizzata dall’aumento dei prezzi degli energetici, in particolare del gas naturale, dei metalli preziosi e degli industriali. Bene anche i coloniali, misti gli agricoli.
• Borse: settimana positiva per le borse mondiali. All’interno dell’Eurostoxx 600 i comparti che hanno registrato i maggiori rialzi risultano l’automotive, i bancari e le materie prime. La peggiore performance è stata registrata dal settore alimentare.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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