05112010 fin

Rame, l’ago della bilancia è la Cina

Prezzi ai minimi dal 2010
Minimi da tre anni per le quotazioni del rame. I prezzi del metallo rosso nelle ultime sedute al London Metal Exchange si sono riportati in quota 6.600 dollari la tonnellata, il livello minore dal luglio del 2010. Le quotazioni risultano appesantite dalla debolezza del contesto macro, dal progressivo ritiro delle misure di stimolo da parte della statunitense…

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Federal Reserve, dalla parziale riapertura della miniera indonesiana Grasberg (il secondo sito per l´estrazione del rame al mondo) e, soprattutto, dal timore di una stretta monetaria che finirebbe per intensifi care il rallentamento dell’economia cinese, che da sola rappresenta il 40% della domanda mondiale (anche a giugno il Pmi manifatturiero del Dragone, in versione preliminare, si è confermato sotto la fatidica soglia dei 50 punti). Il sentiment degli operatori è ben rappresentato dagli ultimi dati diffusi dalla statunitense Cftc (Commodity futures trading commission) che hanno evidenziato che in una settimana i contratti ribassisti sul Rame sono cresciuti di oltre 11 mila lotti (+843 per i contratti “long”) portando l’esposizione netta di vendita sopra quota 29 mila, il 55% in più rispetto a una settimana prima.

Atteso un surplus di offerta nel 2013
Secondo i dati diffusi dall’International Copper Study Group (Icsg) lo scorso 26 aprile, nel 2013, dopo tre anni di defi cit, l’offerta di Rame supererà la domanda di 415 mila tonnellate (-426 mila tonnellate del 2012 e -214 mila nel 2011). Il surplus di offerta sarà causato dal contemporaneo aumento della produzione mineraria, il cui incremento quest’anno dovrebbe far registrare il dato maggiore da 13 anni, e dalla stagnazione della domanda innescata dal rallentamento della crescita globale (il diffuso utilizzo del Rame nel comparto manifatturiero fa sì che le richieste di questo metallo rispecchino fedelmente l’andamento dell’economia). A fronte di un incremento dell’offerta del 4-5%, nell’anno corrente gli esperti dell’Economist Intelligence Unit (Eiu) stimano una crescita delle richieste del 2,8% “visto che –si legge nel report dell’Eiu- gli acquirenti cinesi ricorreranno alle scorte accumulate nel 2012, deprimendo il consumo apparente (produzione di Rame più o meno la variazione delle giacenze, più le importazioni nette, ndr)”. Le richieste in arrivo da Pechino sono viste in calo anche alla luce della volontà delle autorità del Dragone di fermare la pratica di utilizzare il metallo rosso come collaterale nelle operazioni fi nanziarie (un’attività che negli anni scorsi aveva spesso gonfi ato i dati relativi la domanda).

Quotazioni pronte a ripartire
Grazie al miglioramento del quadro macro globale atteso nella seconda parte dell’anno, gli analisti contattati da Bloomberg stimano che nel terzo e nel quarto trimestre le quotazioni del Rame si riporteranno in quota 7.600 dollari. “Nel 2014 – si legge nel report preparato dagli esperti dell’autorevole testata britannica – stimiamo un incremento globale dei consumi del 4,5%” in scia “della stabilizzazione del contesto politico e fi scale negli Stati Uniti, del ritorno della crescita in Eurolandia e del rinnovato vigore delle economie emergenti”.

 

Fonte: RBS


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