Frumento, gelo negli Usa rianima le quotazioni

Quotazioni rimbalzano dopo i minimi dal luglio ’10: Tornano a crescere le quotazioni del Frumento. Incremento di cinque punti percentuali nell’ultima settimana per questa commodity che al Chicago board of trade (Cbot) è risalita a quota 5,85 dollari per bushel. Dopo esser……

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stati spinti aiminimi dal luglio del 2010 dall’abbondanza del raccolto globale, le quotazioni di questa commodity hanno recuperato terreno in scia alla nuova ondata di freddo che sta colpendo i raccolti statunitensi (gli Usa sono il maggior esportatore mondiale di questa commodity) e della forza della domanda.  Nel corso dell’ultima ispezione i tecnici del Dipartimento dell’agricoltura statunitense (Usda, U.S. Department of Agriculture) hanno rilevato che la scorsa settimana solo il 35% del raccolto del primo produttore del Paese, il Kansas, era in condizioni “buone/eccellenti” contro il 58% registrato a dicembre. Sale invece la quota di raccolto in condizioni “scarse/molto scarse” che dal 6 passa al 20 per cento. Per quanto riguarda la domanda, spiccano gli ordini di acquisto in arrivo dal Nord Africa e dal Giappone. Dopo anni di latitanza, Egitto e Algeria nelle ultime settimane sono tornate in grande stile sul mercato piazzando gli ordini maggiori degli ultimi anni mentre gli acquirenti del Sol Levante, indispettiti dai ritardi registrati dai carichi in arrivo dal Canada, hanno annunciato di voler incrementare la quota di importazioni dal mercato a stelle e strisce.

Output e scorte riviste al rialzo
Dopo tre anni di raccolti deludenti, nella stagione 2013/2014 l’output globale di Frumento farà registrare un nuovo record attestandosi a 712,66 milioni di tonnellate, l’8,5 per cento in più rispetto al dato precedente. È questa la stima fornita dall’Usda che lo scorso 10 gennaio ha pubblicato il Wasde (World Agricultural Supply and Demand Estimates), il report mensile sull’andamento delle principali colture agricole a livello globale. Nel resoconto precedente il raccolto globale era visto a 711,42 milioni. Rivisto al rialzo anche il dato relativo le scorte, attese alla fi  ne della stagione corrente a 185,4 milioni di tonnellate, 2,6 milioni in più rispetto al Wasde di dicembre e +5,3% nel confronto con gli stock iniziali. Nonostante le stime sull’evoluzione dei raccolti delle commodity agricole siano spesso soggette a revisione a causa dell’aleatorietà delle condizioni climatiche (basti pensare all’eccezionale ondata di siccità, la peggiore da oltre 50 anni, che due estati fa ha colpito le coltivazioni statunitensi), l’abbondanza delle stime a livello globale dovrebbe mettere al riparo da sorprese. In particolare evidenza i dati relativi il raccolto canadese e quello australiano: il primo con una crescita annua del 38% farà segnare il secondo risultato migliore di sempre mentre il secondo è atteso in aumento del 16% annuo. Nel complesso, la palma di primo produttore sarà ancora appannaggio della Cina (121 tonnellate), al secondo posto stabile l’India (92,5 tonnellate) e al terzo troviamo gli Stati Uniti (587 tonnellate).

Prezzi attesi in risalita
Nonostante l’abbondanza dell’offerta, gli esperti stimano che la risalita dei prezzi dovrebbe continuare anche nei prossimi mesi. Secondo il consenso Bloomberg tra aprile e giugno un bushel di grano sarà scambiato in media a 6,1 dollari per salire a 6,3 e a 6,5 dollari nel terzo e nel quarto trimestre. La media 2014 è vista a 6,2 dollari, sei punti percentuali in più rispetto ai livelli attuali.

Fonte: RBS



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