28102011_1

Sul Rame pesano notizie in arrivo da Pechino

Prezzi ai minimi a tre mesi: Le tensioni in arrivo dalla Cina nelle ultime sedute hanno spinto il derivato sul Rame scambiato al London Metal Exchange sotto quota 7 mila dollari la tonnellata, il livello più basso a circa tre mesi. L’ampio utilizzo del Rame nel……

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da AdvisorWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.  Clicca qui per iscriverti gratuitamente


comparto industriale fa sì che le richieste di questo metallo rispecchino in maniera abbastanza fedele l’andamento dell’economia, tanto che il metallo rosso è stato soprannominato “Dr. Copper” per la sua capacità di preannunciare i mutamenti nella congiuntura economica. In particolare evidenza c’è la domanda in arrivo dalla Cina, pari a circa il 40% del totale a livello globale, che oltre a fare i conti con il rallentamento della seconda economia è destinata a fronteggiare anche il recente calo dello yuan. Le ultime indicazioni arrivate dal manifatturiero cinese diffuse dalla Cfl  p (China federation of logistics and purchasing) hanno rilevato un calo da 50,5 a 50,2 punti dell’indice che misura il sentiment dei direttori degli acquisti del manifatturiero. Si tratta del livello minore dallo scorso mese di luglio.

Domanda cinese favorita dalla stretta monetaria
Secondo l’International Copper Study Group (Icsg), nei primi 11 mesi del 2013 il +6,5% messo a segno dalla domanda cinese ha permesso alle richieste globali di crescere su base annua del 3,5% (654 mila tonnellate). I dati relativi le richieste in arrivo da Pechino vanno però presi con le molle poiché si riferiscono al “consumo apparente”, ossia alla produzione di Rame più o meno la variazione delle giacenze, più le importazioni nette. Una cospicua parte dell’import del dragone è riconducibile all’utilizzo di questo metallo come collaterale per operazioni fi  nanziarie: tornata prepotentemente alla ribalta negli ultimi mesi del 2013 in scia del balzo dei tassi interbancari, la diffi  coltà delle imprese locali nel procurarsi liquidità sta favorendo la crescita dello “shadow banking”, le attività di intermediazione fi  nanziaria esterne al sistema uffi  ciale. Per ottenere liquidità le imprese richiedono una lettera di credito per importare Rame che invece di essere utilizzato come “ingrediente” per produrre beni viene stoccato nei magazzini e utilizzato per chiedere prestiti sul mercato locale. Non a caso a gennaio i dati diffusi dalle autorità doganali cinesi hanno evidenziato importazioni di Rame per 397.459 tonnellate: un quarto in più rispetto al mese precedente, +63,5% nel confronto con un anno prima e secondo miglior dato di sempre. Il boom dell’import si è riversato sugli stoccaggi, saliti nei magazzini gestiti dallo Shanghai futures exchange ai massimi degli ultimi nove mesi. Segno più anche per l’output minerario, che l’Icsg calcola in aumento tra gennaio e novembre dell’8% in scia, si legge nel report dell’associazione con sede a Lisbona, “della ripresa dei livelli produttivi e dell’avvio di nuove miniere”.

Risalita dei prezzi frenata dal surplus di offerta
Gli esperti dell’Economist intelligence unit (Eiu) stimano per i prezzi un incremento in quota 7.400 dollari nel secondo trimestre, mentre nella seconda metà dell’anno le quotazioni del metallo rosso torneranno a scendere per attestarsi in media a 7.200 dollari. “L’outlook sul mercato del Rame – si legge nel resoconto pubblicato lo scorso 12 febbraio dall’autorevole testata britannica – è caratterizzato da un ampio surplus di offerta e quindi qualsiasi incremento dei prezzi sarà interpretato come un’opportunità per vendere il metallo”.

Fonte: RBS



Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.