Bocciatura del “taglia-code”
Rialzo di circa 8 punti percentuali nell’ultimo mese per le quotazioni dell’Alluminio che stanno capitalizzando la decisione del giudice Stephen Phillips dell’Alta corte di Manchester……
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da AdvisorWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente
di bocciare la riforma “taglia-code” del London metal Exchange (Lme). Destinate a ridurre i tempi di attesa per ritirare il metallo fisico, che in alcuni magazzini del sistema Lme toccano i due anni, le nuove regole (che sarebbero dovute entrare in vigore lo scorso primo aprile) sono state definite da Phillips “ingiuste e illegittime”. L’accoglimento da parte della magistratura britannica del ricorso presentato dal primo produttore mondiale di Alluminio, il colosso russo Rusal, è stata motivato dall’insufficiente arco di tempo dedicato alle consultazioni con i grandi produttori e dal fatto che il Lme non ha offerto l’opzione alternativa di limitare o cancellare gli oneri di stoccaggio per il metallo bloccato troppo a lungo nei magazzini. Scesi in scia del timore che le nuove regole avrebbero riversato sul mercato enormi quantità di questo metallo, i prezzi, complice anche il miglioramento del contesto macro globale, hanno ripreso salire e attualmente si attestano in quota 1.840 dollari la tonnellata.
Offerta in calo e domanda tonica
Di fronte a quotazioni ancora il 40% sotto i picchi toccati nel 2008, due dei tre maggiori produttori di Alluminio hanno recentemente annunciato drastici tagli alla produzione: Rusal ha reso noto di aver ridotto la capacità produttiva di 1,2 milioni di tonnellate mentre la statunitense Alcoa ha diminuito l’output di 551 mila tonnellate. A un’offerta in discesa fa da contraltare la forza della domanda visto che questo metallo è uno dei più utilizzati nel comparto industriale (in particolare nell’automotive, nel settore delle bevande e nel comparto delle costruzioni).
Secondo le stime diffuse dall’Economist Intelligence Unit (Eiu), dopo il +4% del 2013 nel biennio 2014-15 la domanda di Alluminio dovrebbero segnare un aumento medio del 5,3%.
L’incremento delle richieste è evidente dai dati relativi le scorte stoccate nei magazzini del Lme che, nonostante si attestino a livelli da record in quota 5,3 milioni di tonnellate, per oltre la metà sono rappresentate da “cancelled warrants”, da metallo cioè non disponibile perché già prenotato per la consegna. Nel complesso, gli stock globali sono stimati in quota 10 milioni di tonnellate ma l’indisponibilità fi sica del metallo ha spinto i premi in Europa, Stati Uniti e Giappone (il sovrappiù da pagare rispetto al prezzo Lme) a livelli da record favorendo l’export cinese, salito a marzo ai massimi da quasi tre anni a 370 mila tonnellate, il secondo dato maggiore di sempre e più del doppio del risultato di febbraio (dati diffusi dalle autorità doganali cinesi).
Deficit di offerta favorirà i prezzi
In un contesto caratterizzato dalla scarsità dell’offerta e da una domanda destinata a capitalizzare il miglioramento della congiuntura globale, gli esperti dell’Eiu nell’anno corrente si attendono un defi cit di offerta di Alluminio di 227 mila tonnellate e le quotazioni dell’Alluminio nel terzo e quarto trimestre si dovrebbero attestere a 1.800 e a 1.950 dollari. I fondamentali spingeranno i prezzi anche l’anno prossimo quando una tonnellata di questo metallo dovrebbe attestarsi in media a 2.154 dollari, oltre diciassette punti percentuali in più rispetto ai livelli attuali.
Fonte: RBS
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it



