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Amundi: Impatto sui Mercati emergenti della crisi Russia-Ucrania

Amundi : Un contesto più frammentato per i mercati emergenti con la crisi Russia-Ucraina.


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A cura di Yerlan SYZDYKOV, Global Head of Emerging Markets di AMUNDI


    I danni economici causati dal conflitto Russia-Ucraina hanno reso più incerte le prospettive dei mercati emergenti. Mentre l’incertezza persiste e l’esito finale della guerra è ancora difficile da prevedere, crediamo che i fondamentali macroeconomici saranno influenzati da un’inflazione indiscriminatamente più elevata insieme a una crescita più contenuta e al deterioramento delle condizioni fiscali, in particolare per gli importatori di materie prime. Detto questo, un’inflazione complessivamente più elevata, quando molte banche centrali nei paesi emergenti si stavano avvicinando alla fine dei loro cicli di tightening, aumenterà la probabilità di prolungare ulteriormente la fase di inasprimento, rappresentando una sfida per i prossimi percorsi di politica monetaria.

I diversi gradi di impatto economico del conflitto indicano una maggiore frammentazione nei mercati emergenti. L’Europa orientale avrà più effetti negativi a causa della sua esposizione diretta al commercio e agli investimenti nella zona del conflitto e per l’esposizione indiretta al deterioramento economico europeo nonché all’aumento dei prezzi dell’energia. L’impatto del forte aumento dei prezzi delle materie prime non è uniforme nei mercati emergenti e alcuni paesi o regioni potrebbero anche beneficiare di prezzi più elevati, dal Medio Oriente che beneficia dei prezzi del petrolio più elevati all’America Latina dove la maggior parte dei paesi sono esportatori netti di materie prime soprattutto per i metalli industriali e i prodotti agricoli. L’Asia potrebbe essere più resiliente a patto che le due principali economie, India e Cina, non incorrano in alcun tipo di sanzioni. La Cina sembra inoltre più isolata in termini di possibili ricadute economiche.

View sulle azioni: sebbene le valutazioni per i mercati azionari emergenti rispetto a quelle dei paesi sviluppati appaiano piuttosto interessanti, manteniamo una posizione conservativa, dato che è necessaria maggiore chiarezza sull’evoluzione della crisi, ma gli investitori dovrebbero essere consapevoli che qualsiasi de-escalation geopolitica potrebbe innescare un forte recupero delle attività rischiose. Privilegiamo le aree in cui siamo meno preoccupati per il deterioramento degli utili a causa dell’aumento dei prezzi o che potrebbero beneficiare direttamente dell’aumento dei prezzi del petrolio e delle materie prime (mercati di America Latina, Emirati Arabi Uniti).

View su reddito fisso e valute: continuiamo ad essere cauti e cerchiamo di esplorare punti di ingresso interessanti, in modo dinamico, con un forte orientamento bottom-up. La nostra preferenza va al debito in valuta forte, in un contesto di prezzi del petrolio elevati e prospettive più incerte per la crescita e l’inflazione che penalizzano il debito locale. Nella ricerca di tassi reali positivi, gli investitori dovrebbero considerare il debito sovrano cinese, in quanto beneficerà di ulteriore allentamento monetario. Siamo molto cauti nei confronti delle valute dei mercati emergenti, che saranno influenzate negativamente da un’inflazione costantemente elevata e da un’ulteriore stretta monetaria. D’altra parte, il ruolo crescente del renminbi come valuta internazionale è di supporto per la valuta cinese.

Fonte: AdvisorWorld.it


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