Il budget spagnolo 2013 cerca di conciliare pressioni domestiche e le richieste di Bruxelles, che si è espressa positivamente. Rimangono rischi verso l’alto per i deficit spagnolo 2013-14. Previsioni relativamente ottimistiche sulla crescita caratterizzano anche il budget francese. Accordo in Grecia sulla manovra, ma la partita rimane ad alto rischio…….
In Spagna, il Governo ha presentato giovedì 27 la proposta di legge di bilancio per il 2013 e la strategia di politica economica per il prossimo semestre. E’ mantenuto l’obiettivo di calo del deficit pubblico al 4,5% nel 2013 dal 6,3% atteso per l’anno in corso. Il Governo ha anche confermato le previsioni di una contrazione del PIL reale di appena -0,5%, stima che appare molto ottimistica e introduce rischi non trascurabili per la dinamica della spesa e delle entrate. Il deficit dello Stato e della sicurezza sociale è atteso calare al 3,8% del PIL dal 4,5% del 2012. Sono delineate nuove misure sulle entrate per 4,4 miliardi di euro (0,4% del PIL), di cui circa la metà dovrebbe derivare dalla modifica del trattamento fiscale dei piani di ammortamento aziendali. Il resto arriverà da un’imposta sul lotto (0,8 miliardi) e dalla proroga al 2013 dell’imposta straordinaria sul patrimonio (0,7 miliardi). Sul lato delle uscite, i tagli alla spesa per i Ministeri (-3,9 miliardi), dei trasferimenti alle Comunità Autonome (-1,7 miliardi) e la proroga del blocco dei salari e stipendi per i dipendenti pubblici (-3,9%) non compensano pienamente l’aumento della spesa previdenziale (+5,7 miliardi di euro dovuti ad una parziale rivalutazione dell’1%) e della spesa interessi (38,6 miliardi di euro dai 28,8 del 2012). La stima della spesa per interessi appare prudente per il 2012 e un po’ alta per il 2013.
Date le nostre previsioni di crescita meno rosee di quelle di Governo e considerando l’incertezza sull’efficacia delle misure di controllo della spesa degli enti locali, è probabile che il deficit spagnolo nel 2013 si collochi poco sopra il 5%. La strategia di politica economica si articola su 43 nuove leggi di riforma in diverse aree (lavoro, istruzione, giustizia, energia, impresa, servizi professionali, aiuto all’export, telecomunicazioni, settore alimentare). Il Governo si è impegnato a procedere sul fronte delle riforme in linea con le raccomandazioni del Consiglio europeo dello scorso luglio, fra l’altro annunciando la costituzione di un consiglio fiscale indipendente.
La valutazione è moderatamente positiva. Non ci aspettavamo significative misure aggiuntive per il 2013 rispetto alle indicazioni da Piano di Budget 2013. Alcune delle misure adottate sembrano guadagnare tempo: non sono esclusi nuovi annunci dopo le elezioni regionali del prossimo 21 ottobre e 25 novembre. L’impegno sul fronte delle riforme è positivo. Nel complesso, ci sembra che il Budget possa rappresentare un punto di partenza per negoziare un eventuale programma di aiuto con Bruxelles, che pensiamo possa arrivare entro fine anno.
La presentazione della legge di bilancio 2013 per la Francia ha confermato l’obiettivo del Governo di raggiungere un deficit/PIL del 3% nel 2013, con un’ipotesi di crescita dello 0,8%. Lo sforzo fiscale è pari a 30 miliardi di euro: due terzi delle risorse verranno reperite attraverso l’aumento della tassazione su imprese e redditi elevati e la restante congelando la spesa. Le proiezioni di crescita del Governo sono relativamente ottimistiche, per quanto non lontane dal consenso; per confronto, la nostra stima 2013 è di 0,4-0,5%. Se si crede alla piena efficacia dei provvedimenti, il gap risultante sarebbe modesto.
In Grecia, infine, la maggioranza parlamentare ha raggiunto un accordo in merito alla manovra fiscale aggiuntiva richiesta dalla Troika per il biennio 2013-14. I creditori ufficiali esamineranno il pacchetto fiscale nel corso del fine settimana, così che, se riceverà la loro approvazione, potrà passare in Parlamento ed essere ratificato prima dell’Eurogruppo dell’8 ottobre. Secondo il Governo, la manovra dovrebbe permettere non soltanto l’esborso della seconda tranche del pacchetto di aiuti ufficiali (di circa 40 miliardi di euro), e anche l’estensione di quattro anni del piano di rientro fiscale. La manovra prevede 10,5 miliardi di tagli alla spesa (6,5 dei quali saranno ottenuti da tagli a salari pubblici e pensioni) e 3 miliardi di nuova tassazione. Al momento non sono ancora note le ipotesi di crescita economica sottostanti le valutazioni del Governo, né come si intende far fronte al maggior fabbisogno finanziario risultante dalla diluizione degli obiettivi
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