In settimana nell’area euro l’attenzione sarà sulla riunione della BCE. I dati macroeconomici in calendario non dovrebbero avere un impatto rilevante sui mercati, confermando comunque il livello depresso dei PMI, la persistente debolezza delle vendite al dettaglio sia in Germania sia nell’intera area euro, la tendenza all’ulteriore aumento della disoccupazione in Italia e nell’intera Eurozona e mostrando un probabile calo degli ordini all’industria in Germania……
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La settimana è piena di dati importanti negli Stati Uniti. A settembre, l’employment report dovrebbe mostrare una variazione di occupati non agricoli di poco superiore a quella di agosto, con un possibile rialzo del tasso di disoccupazione causato da un aumento della partecipazione.
Gli indici ISM dovrebbero essere poco variati a settembre e segnalare stagnazione nel manifatturiero e modesta espansione nei servizi: la spesa in costruzioni dovrebbe crescere modestamente. Le vendite di auto dovrebbero essere in linea con i dati di agosto. I verbali della riunione del FOMC di settembre dovrebbero mostrare diffuso consenso per una probabile estensione di QE3 nel 2013.
Lunedì 1 ottobre
Area euro
L’indice PMI manifatturiero di settembre dovrebbe confermare la stima preliminare di 46 (in ripresa dal 45,1 di settembre). Sarà confermata la divergenza tra indice tedesco in salita e indice francese in calo. La prima lettura del PMI italiano potrebbe mostrare un minor pessimismo, a 44,1 da 43,6. Il livello del PMI nell’area euro resta coerente con una contrazione del PIL.
Il tasso di disoccupazione di agosto nell’area euro è visto salire di un decimo all’11,4%; si tratterebbe di un nuovo massimo storico negli oltre vent’anni di rilevazione della serie. La disoccupazione potrebbe essere rimasta stabile nella core Europe e salita ancora nei Periferici. Le prospettive per il futuro sono per la prosecuzione del trend di deterioramento del mercato del lavoro fino alla prima metà del 2013.
Italia. Il tasso di disoccupazione potrebbe tornare a salire ad agosto, stimiamo al 10,8% dopo la stabilità al 10,7% a luglio. La disoccupazione giovanile potrebbe toccare un nuovo massimo storico. Il deterioramento del mercato del lavoro dovrebbe proseguire fino a tutta la prima metà del 2013.
Germania. Le vendite al dettaglio di agosto sono attese in modesto recupero a +0,2% m/m dopo il -1% m/m di luglio. Sull’anno la marginale risalita attesa ad agosto si tradurrebbe in una contrazione di -0,9%. Anche in Germania la dinamica della spesa per consumi non è certo brillante e dovrebbe essersi affievolita nel trimestre corrente.
Stati Uniti
L’ISM del settore manifatturiero dovrebbe risalire a 50 a settembre, da 49,6 di agosto. Gli indici Philly Fed e Dallas Fed sono rimasti in territorio negativo, ma hanno segnato moderati rimbalzi; l’indice della Richmond Fed è salito a 4 a settembre da -9 di agosto, primo dato sopra lo zero da maggio. L’Empire, invece, è sceso ancora più in basso, ma lo spaccato dell’indagine era decisamente meno cupo rispetto all’indice di attività, suggerendo che il dato complessivo incorporava un eccesso di pessimismo. In ogni caso non ci sono indicazioni che segnalino un rialzo dell’ISM al di sopra di 50: l’indice rimarrebbe intorno a 50 per il quarto mese consecutivo, confermando l’assenza di trend e la stagnazione dell’attività. E’ probabile che fino a quando non si farà chiarezza sull’orizzonte fiscale e sul fiscal cliff, le imprese resteranno estremamente caute, rimandando decisioni di spesa e assunzioni. Questo implica ancora significativa debolezza almeno fino a novembre.
La spesa in costruzioni ad agosto è prevista in aumento di +0,2% m/m, dopo un calo a sorpresa a luglio (-0,9% m/m). La spesa residenziale nei mesi scorsi aveva segnato incrementi superiori a quanto giustificato dal trend, pure positivo, dei cantieri; pertanto il settore dovrebbe essere in crescita modesta. Le altre componenti di spesa per costruzioni (commerciale e pubblica, che insieme rappresentano circa l’80% della spesa totale) dovrebbero essere stagnanti, contenendo la dinamica complessiva nonostante il trend generalmente positivo nel settore residenziale.
Martedì 2 ottobre
Area Euro
Il PPI mostrerà un deciso aumento ad agosto, sia su base mensile (stimiamo di 0,9% m/m) che su base annua (salendo da 1,8% a 2,8%), sulla scia degli aumenti riscontrati in tutti i principali Paesi (Germania +0,5%, Francia +1,2%, Italia +0,8%, Spagna +1,1%). L’energia è stata la principale responsabile dei rincari. Tuttavia in prospettiva, specie al netto delle componenti più volatili le pressioni a monte della catena produttiva non sembrano rappresentare un rischio rilevante per lo scenario.
Stati Uniti
Le vendite di autoveicoli a settembre sono attese circa stabili a 14,4 mln di unità ann.; il mese di settembre vede ancora la coda delle vendite dei modelli 2012, in attesa delle consegne dei nuovi modelli da ottobre in poi. Le vendite dovrebbero restare sui livelli attuali nella parte finale dell’anno.
Mercoledì 3 ottobre
Area euro
L’indice PMI composito di settembre potrebbe confermare la lettura preliminare a 45,9, in marginale discesa dal 46,3 di agosto. Anche l’indice dei servizi potrebbe confermarsi a 46 (in calo da 47,2 del mese precedente). Anche nei servizi dovrebbe confermarsi la divergenza vista nel manifatturiero, con l’indice tedesco in ripresa e quello francese in calo; la prima stima del PMI servizi italiano potrebbe vedere un calo a 41 dopo il rimbalzo a 44 di agosto.
Le vendite al dettaglio di agosto nell’area euro sono attese ancora in contrazione sul mese, stimiamo di almeno due decimi. La debolezza della domanda dovrebbe essere diffusa a tutti i paesi e il basso livello della fiducia dei consumatori non permette ancora di ipotizzare un’inversione di tendenza per i consumi nei prossimi mesi.
Stati Uniti
L’ISM del settore non manifatturiero dovrebbe essere poco variato a settembre, e restare a 53,5, vicino a 53,7 di agosto, in linea con la media degli ultimi 5 mesi. Lo spaccato dell’indagine ad agosto era circa in linea con quello di luglio. Il settore resta in espansione moderata, senza indicazioni di accelerazione.
Giovedì 4 ottobre
Stati Uniti
I verbali della riunione del FOMC di settembre saranno importanti per avere informazioni sulle opinioni dei partecipanti riguardo al futuro di QE3. Riteniamo che ci sia un diffuso consenso a favore di prosecuzione del programma anche nei primi trimestri del 2013, insieme a un’espansione del totale di titoli acquistati a titolo definitivo per mantenere circa stabile il quantitativo di acquisti sul tratto lungo della curva: ai 40 miliardi di MBS inclusi nel programma già annunciato, il FOMC dovrebbe annunciare acquisti di Treasuries per circa altri 40-45 miliardi quando Operation Twist sarà conclusa (fine 2012). I verbali dovrebbero mostrare anche un ampio consenso riguardo alla previsione di condizioni del mercato del lavoro poco variate nei prossimi due trimestri. Dal documento dovrebbe anche emergere una discussione ampia (e per ora non conclusa) sull’ancoraggio delle nuove misure di stimolo al “miglioramento sostanziale” del mercato del lavoro. Per ora la condizione per proseguire sul programma di stimolo dovrebbe rimanere volutamente vaga, vista la difficoltà a trovare un accordo su condizioni più specifiche.
Venerdì 5 ottobre
Area euro
Germania. Dopo la risalita di luglio (+0,5%), gli ordini all’industria sono attesi tornare a calare ad agosto, stimiamo di -0,4%. Dovrebbe confermarsi il trend di indebolimento delle commesse dall’estero e in particolare dagli altri paesi dell’Eurozona. Le indicazioni che sono giunte dagli indicatori anticipatori supportano l’idea di un ulteriore indebolimento della domanda nel corso del 2° trimestre.
Stati Uniti
L’employment report di settembre dovrebbe mostrare una variazione degli occupati non agricoli di 110 mila, dopo 96 mila di agosto (media ultimi tre mesi: 94 mila). Ad agosto i dati degli occupati sono stati distorti dalle chiusure degli stabilimenti automobilistici per la manutenzione estiva: con settembre si dovrebbe tornare a vedere il trend sottostante di creazione di nuovi posti vicino a 120-130 mila (media da inizio anno: 139 mila). Gli occupati nel settore privato dovrebbero essere in aumento di 120 mila. Il tasso di disoccupazione potrebbe risalire a 8,2% sulla scia di un modesto recupero della partecipazione dopo la correzione di due decimi vista ad agosto. I salari orari dovrebbero segnare una crescita di 0,2% m/m.
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