Monete 2

Strategia di investimento: Motori di performance obbligazionarie

– Titoli di Stato: ci teniamo rigorosamente al di fuori dei crediti a basso rating A fronte dell’aumento dei costi di finanziamento di alcuni Stati comparso in questo inizio di anno, ci terremo rigorosamente alla larga degli emettenti a basso rating. Non siamo stati colpiti direttamente…

dalla crisi dei titoli sovrani europei; abbiamo comunque fatto la scelta ortodossa di sostituire la nostra allocazione in obbligazioni francesi con scadenza superiore a un anno con Bund tedeschi. La nostra sensibilità dovrebbe attestarsi tra 2 e 4 nel corso del trimestre.

– Valute: approfittare del ribasso dell’euro nei confronti del dollaro e delle valute emergenti. Le maggiori opportunità di plusvalenze dovrebbero, a nostro avviso, essere generate dal mercato dei cambi, nel quale la continua flessione dell’euro ci appare difficilmente evitabile, e dovrebbe essere ancora amplificata a fronte di una selezione di valute emergenti il cui miglioramento dei fondamentali si afferma di giorno in giorno. Considerando ormai la debolezza dell’euro come strutturale, la parte del portafoglio di Carmignac Patrimoine denominata nella valuta europea corrisponde a non più del 20%. Il portafoglio è invece investito per il 50% nella zona dollaro, al fine di beneficiare del differenziale di crescita a favore dell’economia americana. Il segmento debiti locali è stato altresì rinforzato nella misura del 6% del patrimonio del Fondo. Il rafforzamento di tale segmento permette infatti di beneficiare sia di tassi di rimunerazione elevati sia dell’apprezzamento di queste valute. Il segmento è ripartito tra 4 paesi: Brasile, Turchia, Polonia e Messico.

– Obbligazioni societarie: prospettive apportate dal miglioramento dell’attività e dei bilanci degli emittenti Nell’ambito di Carmignac Patrimoine, il segmento delle obbligazioni societarie ha registrato un leggero rialzo dal 30% al 36%. I nostri investimenti si sono concentrati sulle zone da noi ritenute più promettenti: i paesi emergenti e gli Stati Uniti. Pertanto, il 6% del nostro portafoglio è oramai investito in aziende americane. Contiamo di riapprofittare dell’apprezzamento del dollaro americano, ma anche dei fondamentali sani delle aziende di oltreoceano: a fine marzo 2010 le aziende americane dell’indice di borsa S&P 500 hanno riportato una posizione di liquidità pari a 831 miliardi di dollari, ovvero un nuovo massimo storico. A livello globale, la leva finanziaria (debiti rapportati al risultato lordo di gestione) delle aziende è anch’essa in calo, segno che le aziende sono riuscite a ridurre l’indebitamento in una congiuntura difficile. Le obbligazioni societarie dei paesi emergenti rappresentano il 6% del portafoglio. Denominate principalmente in dollari o euro, beneficano spesso di tutele migliori (aumento delle cedole in caso di abbassamento dei rating, ecc.), di remunerazioni superiori e di un contesto macro-economico favorevole. L’allocazione principale di Carmignac Patrimoine (pari al 24% degli attivi) resta ancora concentrata sulle aziende europee di primo piano, ma tale ponderazione dovrà continuare ad essere ridotta in maniera progressiva.

Fonte: BONDWorld – Carmignac Gestion


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