Mameli Paolo Intesa SanPaolo

Intesa SanPaolo : Italia – Sorprende in negativo la produzione industriale

Intesa SanPaolo : La produzione industriale italiana ha sorpreso ampiamente al ribasso a novembre, calando di -1,5% m/m e -3,1% a/a.


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da Investment World iscriviti alla Nostra Newsletter gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente


A cura di Paolo Mameli Economista – Italia


L’industria è tornata a frenare il PIL a fine 2023, il che segnala rischi al ribasso sulla nostra stima di una stagnazione dell’attività economica nel 4° trimestre dello scorso anno. Più in generale, i rischi sulla nostra previsione di un PIL italiano in crescita di 0,7% nel 2024 appaiono oggi orientati al ribasso.

La produzione industriale italiana è calata per il secondo mese a novembre, ben più di quanto atteso, di -1,5% m/m dopo il -0,2% di ottobre: è il calo congiunturale più ampio da aprile dello scorso anno. La contrazione su base annua (corretta per i giorni lavorativi e gli effetti del calendario) si accentua a -3,1% da un precedente -1,1% (ai minimi da agosto).

L’output risulta ora più basso di ben -5,2% rispetto a febbraio 2022 (prima della guerra in Ucraina) e di -2,6% rispetto a febbraio 2020 (prima dello shock pandemico). Il calo su base congiunturale è diffuso a tutti i raggruppamenti principali di industrie, ma il calo è solo lieve per i beni strumentali (-0,2% m/m), che su base annua sono l’unico macro-gruppo in
crescita (+0,6%), assieme all’energia (+1%), che viceversa ha corretto a novembre (-4% m/m) dopo l’incremento dei due mesi precedenti.

Lo spaccato per settore mostra che mezzi di trasporto e farmaceutici mantengono ampi progressi su base annua, sia pure in rallentamento rispetto al mese precedente (+8,8% e +8,2% a/a rispettivamente); l’elettronica risulta sostanzialmente invariata rispetto a un anno prima (+0,8%), e tutti gli altri comparti evidenziano un calo tendenziale, particolarmente accentuato per l’industria del legno, carta e stampa (-14,2%), tessile e abbigliamento (-6,8%) e chimica (-7,3%).

In sintesi, gli unici settori in crescita sono quelli che ancora godono della spinta derivante dalla “normalizzazione” post-pandemica dal lato dell’offerta (farmaceutico e mezzi di trasporto), mentre sia i comparti più legati alla domanda che, soprattutto, quelli energivori, restano in ampia contrazione.

A meno di un vigoroso rimbalzo a dicembre, la produzione industriale è in rotta per una ampia contrazione nell’ultimo trimestre del 2023 (-1,1% t/t), dopo che nei tre mesi precedenti si era interrotto il trend di caduta che era iniziato nell’estate del 2022. Ciò aumenta i rischi che il PIL possa essere tornato a contrarsi nei mesi autunnali (nostra previsione: crescita zero dopo il +0,1% t/t registrato in estate). Peraltro, la contrazione nell’industria in senso stretto potrebbe essere compensata da un contributo positivo delle costruzioni vista la corsa al completamento dei lavori legati al Superbonus; anche le evidenze aneddotiche legate all’attività nei servizi turistici nella stagione natalizia appaiono incoraggianti. In ogni caso, le indagini ancora non mostrano segnali di ripresa, particolarmente nel settore industriale (nemmeno guardando agli indicatori maggiormente anticipatori, come il differenziale tra nuovi ordini e scorte nell’indagine PMI per il settore manifatturiero). I rischi sulla nostra previsione di un PIL italiano in crescita di 0,7% nel 2024 appaiono oggi orientati al ribasso.

Fonte: InvestmentWorld.it


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.