Nell’area euro l’attenzione sarà su riunione BCE, previsioni economiche d’autunno (e raccomandazioni nell’ambito dell’EDP) della Commissione UE e la possibile riunione informale dell’Eurogruppo sulla Grecia……
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L’agenda macro offre la tornata di dati sulla produzione industriale nei tre principali Paesi, che dovrebbero vedere in particolare in Italia e Francia una decisa correzione a settembre dopo l’anomalo balzo di agosto.
La settimana ha pochi dati in pubblicazione negli Stati Uniti. Il focus dei mercati sarà sulle elezioni per il rinnovo del Presidente, della Camera e di un terzo del Senato. A ottobre, l’ISM del settore non manifatturiero dovrebbe essere in moderato calo e i prezzi all’import dovrebbero aumentare di 0,2% m/m. Il deficit della bilancia commerciale a settembre è previsto in allargamento, conimportazioni ed esportazioni in crescita.
Lunedì 5 novembre
Stati Uniti
L’ISM del settore non manifatturiero a ottobre è previsto in calo a 53,5 da 55,1 di settembre. L’indagine a settembre era molto positiva, con ampi aumenti dell’attività e degli ordini (a 59,9 e 57,7, rispettivamente), pur in presenza di un livello più basso per gli occupati (a 51,1 da 53,8). L’indagine del settore servizi della Richmond Fed a ottobre ha registrato un indebolimento dell’attività e del fatturato, con occupazione stagnante. I dati di ottobre potrebbero risentire negativamente degli effetti dell’uragano Sandy negli ultimi giorni di raccolta dati
Martedì 6 novembre
Area euro
La seconda stima del PMI servizi di ottobre dovrebbe confermare la lettura preliminare a 46,2 (poco variato rispetto al mese precedente). Il livello è comunque ai minimi dal 2009 e ancora non compatibile con una ripresa del valore aggiunto nel settore. Di conseguenza il PMI composito dovrebbe essere rivisto verso l’alto di un decimo a 45,9 (in calo comunque di due decimi rispetto a settembre).
I prezzi alla produzione nell’area euro sono attesi invariati a settembre, in deciso rallentamento rispetto ai rincari del bimestre precedente. Su base annua il PPI rallenterebbe al 2,4%, dopo la vistosa accelerazione al 2,7% di agosto. La moderazione di settembre è dovuta principalmente alla componente energia.
Germania. Gli ordini all’industria sono visti calare ancora a settembre, anche se in minor misura (- 0,3% m/m, nelle nostre stime) rispetto ad agosto (-1,3% m/m); peraltro, il trend annuo rimarrebbe in territorio ampiamente negativo (-0,6% a/a, a nostro avviso)
Stati Uniti
L’esito delle elezioni presidenziali è molto incerto, con i sondaggi che registrano distacchi minimi fra i due candidati. E’ possibile che i risultati diano una maggioranza così risicata da indurre al riconteggio dei voti in qualche stato, prolungando l’incertezza. Per la Camera è probabile che la
maggioranza resti repubblicana; al Senato sono marginalmente favoriti i democratici: in ogni caso nessuno dei due partiti potrebbe avere una maggioranza a prova di ostruzionismo. L’elevata probabilità di un Congresso diviso riduce ampiamente il potere di agenda del Presidente. I mercati azionari reagirebbero comunque in modo decisamente più positivo a una vittoria di Romney, per via della piattaforma repubblicana che prevede tassazione più bassa rispetto all’alternativa democratica di dividendi, capital gain, successione, redditi alti. I mercati obbligazionari sarebbero più favorevoli invece in caso di vittoria di Obama, nell’aspettativa di maggiore continuità nella scelta del prossimo chairman della Fed. Tuttavia, l’impatto principale su economia e mercati nel 2013 sarà determinato dal funzionamento del Congresso e dalla sua capacità di trovare un compromesso per attuare il consolidamento fiscale, nonostante le divisioni politiche e agende pre-elettorali differenti.
Mercoledì 7 novembre
Area euro
Le vendite al dettaglio nell’area dell’euro sono attese tornare a calare a settembre, stimiamo di tre decimi dopo il +0,2% m/m di agosto. Il calo è dovuto soprattutto al crollo delle vendite in Spagna (-7,3% m/m) legato all’aumento dell’IVA, mentre in Germania si è registrata una netta accelerazione (+1,5% m/m). Il calo non impedirebbe un rimbalzo nel trimestre estivo, stimiamo di +0,4% dopo il -0,6% t/t primaverile.
Germania. La produzione industriale è vista ancora in calo a settembre (-0,7% m/m, dopo il – 0,5% m/m di agosto). Il dato si tradurrebbe in ritorno in positivo della crescita su base annua, anche se a nostro avviso di carattere temporaneo. Le indagini sono coerenti con un prosieguo del trend di rallentamento dell’attività industriale anche nella maggiore economia dell’area euro.
La Commissione UE diffonde le previsioni economiche d’autunno, che dovrebbero vedere rispetto alle stime primaverili una sostanziale revisione verso il basso delle stime di crescita in particolare per i Paesi periferici (per l’Italia saranno riviste sensibilmente al ribasso sia la stima 2012 che quella 2013, per la Spagna solo la previsione per l’anno prossimo); anche la previsione sul PIL area euro all’1% nel 2013 sarà senz’altro ritoccata. Sono attese anche, nell’ambito della procedura per i disavanzi eccessivi (EDP), le raccomandazioni alla Spagna, che tuttavia non dovrebbero imporre l’adozione di ulteriori misure correttive oltre a quella già incluse nel budget 2013.
Stati Uniti
Il deficit della bilancia commerciale a settembre dovrebbe ampliarsi a -45 mld da -44,2 mld di agosto. Le esportazioni sono previste in ripresa dopo il calo di agosto (-1% m/m per l’export totale, -1,6% m/m per i beni), ma le importazioni dovrebbero segnare un aumento maggiore, in parte spinto dal rialzo dei prezzi del petrolio. I prezzi all’import a settembre sono cresciuti di +1,1% m/m, con il petrolio in rialzo di +4,6% m/m; i prezzi all’export sono aumentati di 0,8% m/m: beni agricoli +1,1% m/m, alimentari, +0,9% m/m. Con un deficit in linea con le previsioni a settembre, non dovrebbero esserci modifiche sostanziali alla stima advance del PIL del 3° trimestre.
Giovedì 8 novembre
Area euro
Nuovi sviluppi alla riunione di novembre della BCE appaiono improbabili su tutti i fronti, dai tassi ufficiali alle misure non convenzionali, anche per i timori sulla dinamica inflativa in Germania. In conferenza-stampa Draghi continuerà la sua crociata per difendere le misure non convenzionali e dunque, indirettamente, l’indipendenza della BCE dall’immobilismo ideologico della Bundesbank.
L’Eurogruppo informale convocato per discutere della Grecia non dovrebbe prendere decisioni di rilievo ma solo preparare il terreno alla riunione ordinaria di lunedì 12, nella quale verosimilmente potrebbe essere sbloccata la tranche di aiuti (e formalizzato il pacchetto di salvataggio per Cipro). Si discuterà ovviamente anche della situazione spagnola, ma il Governo Rajoy dovrebbe ribadire la sua contrarietà ad una formale richiesta di aiuto in tempi brevi.
Venerdì 9 novembre
Area euro
Germania. L’inflazione di ottobre dovrebbe essere confermata stabile al 2% (2,1% in base all’armonizzato). Nel mese i prezzi dovrebbero essere confermati invariati sull’indice nazionale e in aumento di un decimo sull’armonizzato. A ottobre, la spinta al ribasso derivante dall’energia è stata compensata da alcuni rincari nel settore dei servizi. Nel nostro scenario, l’inflazione tedesca è destinata a moderare significativamente già a partire dal mese di novembre.
Francia. La produzione industriale è vista tornare a calare a settembre dopo l’inatteso balzo di un punto percentuale e mezzo registrato ad agosto (a nostro avvisto viziato dalla volatilità tipica del mese). Ci aspettiamo un calo di -0,8% m/m. L’output sull’anno tornerebbe lievemente in territorio positivo, dopo il -0,4% di agosto, e nel trimestre mostrerebbe il primo incremento da un anno e mezzo. Tuttavia, le indagini segnalano che il miglioramento dei mesi estivi potrebbe rivelarsi effimero.
Italia. La produzione industriale è attesa correggere a settembre dopo l’inatteso balzo di agosto (+1,7% m/m, a nostro avviso viziato da problemi di aggiustamento stagionale). La flessione sul mese potrebbe arrivare a due punti percentuali. Su base annua, l’output calerebbe a -7,9%. In ogni caso, il 3° trimestre dovrebbe aver visto una sostanziale stabilizzazione della produzione, che interrompe il trend di calo visto durante tutto l’ultimo anno. Tuttavia, vi sono segnali che l’output possa tornare a flettere negli ultimi tre mesi dell’anno.
Stati Uniti
I prezzi all’import a ottobre sono attesi in aumento di 0,2% m/m, dopo +1,1% m/m di settembre. I prezzi del petrolio negli ultimi 10 giorni del mese sono calati, mentre il dollaro è stato poco variato.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a novembre (preliminare) dovrebbe aumentare lievemente a 83 da 82,6 del dato finale di ottobre. A novembre i dati dovrebbero riportarsi sui livelli di inizio ottobre, seguendo l’andamento degli altri indici di fiducia che restano stabilmente più elevati rispetto a quanto visto nel 3° trimestre. La fiducia delle famiglie è supportata dalla ripresa del mercato immobiliare.
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