Moëc Gilles AXA IM

AXA IM – I messaggi delle banche centrali resteranno inascoltati?

AXA IM : Christine Lagarde ha colto l’occasione di Davos per lanciare un avvertimento sulle aspettative del mercato riguardo alla traiettoria della BCE – ci aspettiamo che ciò si ripeta in occasione meeting di gennaio


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Gilles Moëc, AXA Group Chief Economist and Head of AXA IM Research


Davos può essere un’ottima occasione anche per i banchieri centrali per comunicare con i mercati, e l’evento principale da questo punto di vista è stata la puntualizzazione di Christine Lagarde sulla probabile tempistica per l’allentamento monetario da parte Banca Centrale Europea (BCE). Nella conferenza stampa di dicembre, aveva già commentato le valutazioni aggressive del mercato. In un’intervista – in risposta a una domanda sulla sua opinione riguardo alle dichiarazioni degli altri membri del Consiglio direttivo sul probabile taglio dei tassi entro l’estate – è persino andata oltre, commentando che “ritiene sia probabile”.
Non sorprende che ciò sia stato accompagnato da una serie di condizioni e precisazioni – la Bce rimane dipendente dai dati; tuttavia, ha affrontato apertamente le previsioni del mercato per un taglio già in primavera, dichiarando che “non sono d’aiuto alla lotta contro l’inflazione, se l’aspettativa è tale da portarle ad essere nettamente troppo alte rispetto a ciò che è probabile che accada”.

A nostro avviso, l’allentamento delle condizioni finanziarie di mercato è più un problema per gli Stati Uniti che per la zona Euro, dato lo scarso sviluppo dell’economia reale sul lato orientale dell’Atlantico. Eppure, il fatto stesso che i rappresentanti della Bce critichino esplicitamente le valutazioni di mercato dovrebbe essere considerato come un avvertimento significativo. L’antica saggezza di mercato afferma che “non si vince contro la Banca Centrale”. Qualunque cosa si pensi della validità del messaggio attuale della Bce – e abbiamo dei dubbi in merito – non ascoltare affatto un messaggio sempre più coerente ed esplicito è quantomeno “coraggioso”.

La Federal Reserve (Fed) non ha lanciato un messaggio altrettanto incisivo a Davos, ma i membri del Federal Open Market Committee (FOMC) sono comunque intervenuti e la dichiarazione chiave, secondo noi, è giunta da Christopher Waller. Mentre la sua idea sul fatto che l’inflazione negli Stati Uniti è “vicina al target” potrebbe essere visto come accomodante – abbiamo infatti delle riserve su alcuni aspetti settoriali dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) degli Stati Uniti. Il suo tono generale, tuttavia non lascia intendere che il FOMC sia propenso a un taglio imminente, considerando che ha dichiarato che il fatto che l’economia “sta ancora andando bene ci dà la flessibilità di muoverci con attenzione e metodicamente” e che “la cosa peggiore che potremmo ottenere è che tutto si inverta dopo aver già avviato i tagli”.

Non riteniamo impensabile che la Fed possa decidere di procedere a un taglio dei tassi a marzo (il mercato prevedeva una probabilità del 46% per tale evento venerdì scorso, in calo dall’83% del 12 gennaio), ma perché ciò avvenga le prossime due serie di dati sull’inflazione e sui salari dovrebbero essere “perfette” – con una diminuzione più ampia dell’inflazione core e una crescita salariale meno esuberante. Ciò ci conforta nella nostra previsione a lungo termine di un taglio a giugno.

Fonte: InvestmentWorld.it


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