Revisione al ribasso per l’euro: non torna sopra 1,30 EUR/USD in assenza di progressi sul fronte crisi. Come preannunciato, revisione al rialzo per la sterlina: la BoE non ha aumentato l’APF…
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EUR – Abbiamo rivisto leggermente al ribasso il profilo dell’euro a 1m-3m-6m da 1,32-1,33- 1,34 a 1,29-1,32-1,33 EUR/USD. Quella che più rileva è la revisione sull’1m, ovvero sul brevissimo termine. L’abbassamento da sopra 1,30 a poco sotto 1,30 vuole suggerire che, se nel breve non si compiono progressi concreti sul fronte della crisi del debito, il cambio fa fatica a risalire per stabilizzarsi sopra 1,30. L’euro infatti è in calo da tre settimane, periodo nel quale è sceso da 1,31 a 1,27.
Questa settimana (1) ci sono state le elezioni USA, che hanno moderatamente favorito il dollaro, (2) il Parlamento greco ha votato il pacchetto di austerity, necessario sì per ottenere gli aiuti ma non sufficiente, e quindi la preoccupazione non si è placata del tutto, (3) sulla Spagna, nell’incertezza e nell’attesa, la preoccupazione cresce, mentre (4) la BCE, nella sua ultima riunione, si è limitata a confermare che il quadro di crescita resta debole. A tali condizioni è normale che la moneta unica abbia continuato a scendere.
La prossima settimana, se si vuole evitare l’insolvenza della Grecia, l’iter per la concessione degli aiuti deve essere finalizzato. Se qualcosa andasse storto, o in presenza di altre notizie negative (dati e/o Eurogruppo/Ecofin), con il cambio che già si è portato sotto 1,2765 – limite di normale ritracciamento – si profilerebbe un deprezzamento ulteriore verso 1,25. Oltre il brevissimo termine manteniamo attese di recupero, sotto ipotesi che i nodi di Grecia e Spagna vengano tempestivamente sciolti, perché – ora che le presidenziali USA si sono chiuse – la preoccupazione per un eventuale fiscal cliff si fa, almeno temporaneamente, più reale.
GBP – All’opposto, abbiamo rivisto al rialzo il profilo della sterlina, da 1,62-1,58-1,60-1,62- 1,64 sull’orizzonte 1m-3m-6m-12m-24m a 1,62-1,64-1,66-1,67-1,68 GBP/USD. Come avevamo preannunciato, la revisione è collegata alla decisione della BoE di non fornire nuovo stimolo monetario alla riunione di questa settimana.
A nostro avviso se non lo ha fatto questo mese è probabile che ritenga chiusa la fase espansiva, a meno di un nuovo imprevisto e grave deterioramento del quadro di crescita. Il calo della sterlina da 1,62 a 1,58 tra l’1m e il 3m che avevamo nel profilo precedente era collegato all’ipotesi che la BoE avrebbe aumentato ancora l’APF. Alla luce dei dati recenti e del dibattito in corso all’interno della BoE ci sembra che il Funding for Lending Scheme possa risultare più efficace nel fornire sostegno alla crescita rispetto a un ulteriore incremento dell’APF. Comunque a chiarirci come veramente si sta orientando la BoE saranno il 14 novembre l’Inflation Report e il 21 novembre i verbali BoE.
JPY – Questa settimana lo yen ha smesso di scendere ed è risalito, da 80 a 79 USD/JPY, sorretto da quell’avversione al rischio collegata alla crisi dell’area euro. Per rivederlo sopra 80,00 USD/JPY è necessario un miglioramento di sentiment o dati USA molto positivi.
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