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I mercati valutari: Ultima chiamata per la Grecia la prossima settimana

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Ultima possibilità per l’euro di evitare l’1,25 EUR/USD. L’Inflation Report ha fatto indebolire la sterlina, ma riteniamo che questa reazione del mercato sia un po’ “miope”, perché non ha tenuto conto della vera novità emersa da questo IR. …


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Mercoledì prossimo i verbali BoE ci diranno se la decisione sull’APF di novembre è stata presa all’unanimità o a maggioranza: propendiamo per l’unanimità. Lo yen, inaspettatamente, ha registrato un bel calo questa settimana: avrà modo di proseguire?

EUR – L’euro è sceso ulteriormente, sfondando il supporto chiave di 1,2765 e raggiungendo un minimo a 1,2662 EUR/USD. A penalizzare la moneta unica è stato l’ulteriore complicarsi della questione greca. Tuttavia, appena risolti un paio di punti poco chiari, il cambio è prontamente risalito, seppure di poco. Tecnicamente non è riuscito a ripristinare il supporto a 1,2765, e questo lascia l’euro al di fuori del fronte rialzista. Ciononostante, la sensazione che a fine settimana si ricava è che ancora una volta l’euro ha “tutto sommato” retto. Avrebbe potuto scendere in una sola mossa a 1,25, ma l’ha evitato.

La prossima settimana dovrebbe essere quella decisiva, almeno per quanto riguarda la “Grecia”. Se la questione verrà risolta positivamente e senza ulteriori rinvii l’1,25 potrebbe essere evitato e si potrebbe anzi assistere a un recupero almeno fino in area 1,29. Anche i dati in uscita saranno importanti, perché vengono pubblicati i PMI e l’IFO di novembre. Supporti a 1,2700-1,2662-1,2626-1,2585-1,2524. Resistenze a 1,2765-1,2800-1,2843-1,2876-1,2900- 1,2946.

GBP – La sterlina è scesa questa settimana, da 1,59 a 1,58 GBP/USD e da 0,79 a 0,80 EUR/GBP. L’Inflation Report ha contribuito in misura significativa a questo calo. Infatti: (1) ha mostrato un profilo di crescita un po’ più debole rispetto ad agosto, e, nel presentarlo, Mervyn King ha chiarito che (2) non aver aumentato l’APF a novembre non implica che la BoE abbia scartato questa opzione per il futuro. Letta così, la reazione del mercato appare coerente.

Riteniamo però che si tratti di una reazione “miope”. Il mercato infatti non ha prestato alcuna attenzione a quella che rappresenta la novità più significativa che lo stesso King non ha omesso di sottolineare: una delle ragioni che ha indotto la BoE a non aumentare l’APF questo mese è stata la decisione di trasferire al Tesoro gli utili derivanti dai titoli acquistati dalla BoE sotto il programma APF affinché siano utilizzati per ridurre lo stock di debito. Il Governatore della BoE ha dichiarato che tale trasferimento di liquidità in eccesso (“excess cash”) al Tesoro produce effetti equivalenti a un quantitative easing BoE condotto mediante aumento dell’APF, in quanto ridurrebbe l’ammontare di gilt detenuti dal settore privato e aumenterebbe la quantità di moneta nel sistema. Attualmente si stima che l’excess cash accumulato per fine marzo 2013 potrà ammontare a circa 35 miliardi di sterline. Secondo l’equivalenza di King questo equivarrebbe a un aumento dell’APF di pari entità.

L’altra ragione che, come ha detto King, ha portato la BoE a non aumentare l’APF questo mese è la revisione al rialzo del profilo di inflazione – sopra target – nel breve. Riteniamo che la suddetta decisione, unitamente all’allentamento monetario attuato finora, e all’introduzione del Funding for Lending Scheme, sia un ulteriore strumento per affrontare la grave situazione dell’economia britannica in modo mirato e non “generico”, e dovrebbe quindi rappresentare un fattore di forza, piuttosto che di debolezza, della sterlina. Il fatto che al momento il mercato non abbia colto questo potenziale “nascosto” è da interpretarsi, a nostro avviso, come un segnale di upside che la valuta britannica potrà esprimere prossimamente.

Per quanto riguarda le prossime mosse della BoE, alla luce dell’IR e del discorso di King, restiamo dell’idea che la BoE non introdurrà nuovo stimolo aumentando ancora l’APF nei prossimi mesi, a meno di un deterioramento (1) grave e (2) imprevisto del quadro di crescita dell’area euro, domestico, o internazionale.

Mercoledì prossimo, 21 novembre, verranno pubblicati i verbali BoE. Questa volta la cosa più interessante sarà vedere se la decisione di lasciare l’APF invariato è stata presa all’unanimità oppure no. Se qualcuno avesse votato per un altro immediato aumento dell’APF, la sterlina reagirebbe infatti indebolendosi ulteriormente, sia contro dollaro, sia contro euro. La nostra aspettativa è che tale decisione sia stata presa all’unanimità.

JPY – Lo yen è tornato a dare segnali di vita, ed è sceso: sarà in grado di proseguire il calo intrapreso? Questa settimana, inaspettatamente, lo yen ha fatto un bel movimento verso il basso, portandosi da 79,00 a 81,50 USD/JPY, livello abbandonato in aprile, infrangendo finalmente il muro di quota 80 USD/JPY.

A generare questo movimento sono state le dichiarazioni di Shinzo Abe, attuale capo dell’opposizione, che ha sostenuto la necessità che la BoJ metta in atto una politica massimamente espansiva. Martedì prossimo, il 20 novembre, si terrà la prossima riunione BoJ, pertanto la vicinanza dell’appuntamento ha “scaldato” i mercati.

In realtà però la ragione per cui le dichiarazioni di Abe hanno avuto tanta eco sul mercato è che contestualmente sono state annunciate elezioni anticipate (16 dicembre) e vi è una buona probabilità che sarà proprio l’attuale capo dell’opposizione a rimpiazzare il primo ministro attuale, Yoshihiko Noda.

Riteniamo che se martedì la BoJ adotterà nuove misure di stimolo questo potrebbe aiutare a indebolire ulteriormente la valuta nipponica. Il punto è che potrebbero non essere sufficienti a fare in modo che il calo prosegua al di là della reazione di impatto. Affinché ciò avvenga pensiamo infatti sia necessario che vi siano le condizioni di mercato “giuste”, in particolare che si riduca quello zoccolo duro di risk aversion che tuttora permane a causa dei problemi ancora irrisolti sul fronte della crisi del debito nell’area euro.


Tassi di cambio: previsioni

16/11/2012 1m 3m 6m 12m 24m

EUR/USD 1.2738 1.29 1.32 1.33 1.35 1.36

USD/JPY 80.97 80 82 86 89 92

GBP/USD 1.5880 1.62 1.64 1.66 1.67 1.68

EUR/CHF 1.2040 1.22 1.23 1.24 1.25 1.27

EUR/SEK 8.6335 8.50 8.35 8.30 8.35 8.60

EUR/NOK 7.3539 7.35 7.20 7.25 7.30 7.50

EUR/DKK 7.4588 7.45 7.45 7.45 7.45 7.46

USD/CAD 1.0007 0.96 0.95 0.94 0.95 1.00

AUD/USD 1.0329 1.03 1.00 0.98 0.94 0.92

NZD/USD 0.8098 0.83 0.78 0.75 0.72 0.69

EUR/JPY 103.16 103 108 114 120 125

EUR/GBP 0.8020 0.79 0.80 0.80 0.81 0.81

EUR/CAD 1.2746 1.23 1.25 1.25 1.28 1.36

EUR/AUD 1.2324 1.25 1.32 1.35 1.44 1.47

EUR/NZD 1.5722 1.55 1.69 1.77 1.88 1.96

Fonte: Thomson Reuters ed elaborazioni Intesa Sanpaolo


Tassi di cambio: variazioni % attese

1m 3m 6m 12m 24m

EUR/USD 0.9% 3.2% 4.0% 6.0% 6.4%

USD/JPY -1.2% 1.3% 6.2% 9.9% 13.6%

GBP/USD 2.3% 3.5% 4.8% 5.2% 5.8%

EUR/CHF 1.3% 2.2% 3.0% 3.8% 5.5%

EUR/SEK -1.5% -3.3% -3.9% -3.3% -0.4%

EUR/NOK -0.1% -2.1% -1.4% -0.7% 2.0%

EUR/DKK -0.1% -0.1% -0.1% -0.1% -0.1%

USD/CAD -4.1% -5.1% -6.1% -5.1% -0.1%

AUD/USD -0.3% -3.2% -5.1% -9.0% -10.9%

NZD/USD 2.5% -3.7% -7.4% -11.1% -14.8%

EUR/JPY -0.3% 4.5% 10.5% 16.5% 20.8%

EUR/GBP -1.3% -0.3% -0.7% 0.8% 0.6%

EUR/CAD -3.2% -2.0% -2.3% 0.6% 6.3%

EUR/AUD 1.2% 6.7% 9.7% 16.5% 19.5%

EUR/NZD -1.5% 7.2% 12.4% 19.3% 24.9%

Fonte: Thomson Reuters ed elaborazioni Intesa Sanpaolo


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Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:

  1. Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;

  2. Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

Comunicazioni importanti

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