Nell’area euro, la settimana è ricca di dati congiunturali. Il primo dato sul PIL del 4° trimestre (in Spagna) dovrebbe confermare la stima della Banca di Spagna per una contrazione di 0,6% t/t. ……
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L’indice di fiducia economica della Commissione e le indagini di fiducia delle imprese e delle famiglie in Italia completeranno la tornata di indagini di gennaio, mostrando un recupero del morale (che in ogni caso resta su livelli storicamente depressi). L’inflazione di gennaio è vista in calo anche per un effetto di stagionalità. La disoccupazione invece resterà su un trend di aumento ancora per diversi mesi.
La settimana è densa di dati ed eventi di rilievo negli Stati Uniti. Per quanto riguarda i dati di gennaio, l’employment report dovrebbe mostrare un’accelerazione della dinamica occupazionale e stabilità del tasso di disoccupazione; le vendite di auto dovrebbero restare sostenute. Gli effetti dell’accordo sul fiscal cliff dovrebbero avere un impatto negativo sulle indagini del settore manifatturiero, attese in calo, e sulla fiducia dei consumatori. Per dicembre, gli ordini di beni durevoli dovrebbero essere modestamente positivi, la spesa in costruzioni dovrebbe rimbalzare ampiamente dopo il calo legato all’uragano Sandy. La stima advance del PIL del 4° trimestre sarà molto debole, con ampi freni derivanti da scorte e canale estero, la domanda finale privata però dovrebbe essere in miglioramento. La riunione del FOMC si dovrebbe concludere senza novità di rilievo.
Lunedì 28 gennaio
Area euro
La massa monetaria M3 è attesa rallentare ancora di un decimo al 3,7% a/a a dicembre, per una media mobile a 3 mesi in salita al 3,8% dal 3,4%. Sta gradualmente venendo meno il balzo di ottobre, che era stato determinato da una forte riduzione degli strumenti negoziabili, in larga parte compensata da afflussi a favore dei depositi overnight nel contesto di appiattimento della curva dei rendimenti. Potrebbe rimanere in forte flessione la crescita dei prestiti alle imprese (-1,8% tra ottobre e novembre).
Italia. La fiducia dei consumatori potrebbe mostrare una lieve ripresa a 86 a gennaio, rimanendo in ogni caso in linea con i minimi storici che hanno caratterizzato l’ultimo semestre. Potrebbero essere improntati a minore pessimismo i giudizi soprattutto prospettici sull’andamento dell’economia in generale, non tanto la condizione corrente delle famiglie. Il livello della fiducia non segnala in ogni caso alcuna ripresa al momento per i consumi.
Stati Uniti Gli ordini di beni durevoli a dicembre sono previsti in aumento di 1,2% m/m dopo +0,8% m/m di novembre. Al netto dei trasporti, gli ordini dovrebbero essere in crescita di 0,4% m/m, dopo +1,6% m/m. La componente ordini dell’ISM a dicembre era appena sopra 50 segnalando un netto rallentamento per l’aggregato dopo 3 mesi consecutivi di rialzi sostenuti. Gli ordini di beni capitali sono attesi in aumento dopo la correzione di novembre.
Martedì 29 gennaio
Stati Uniti
La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a gennaio dovrebbe segnare un ulteriore calo scendendo a 64,5 da 65,1 di dicembre. A dicembre la fiducia ha subito un forte calo (-6,4 punti), concentrato sull’indice delle aspettative (-14,4 punti). Gli altri indici di fiducia sono calati anche a gennaio, sulla scia dell’aspettativa di rialzo delle imposte in arrivo con l’accordo sul fiscal cliff. L’indice del Conference Board a gennaio dovrebbe vedere un modesto miglioramento per le aspettative, ma registrare un calo sull’indice delle condizioni correnti.
Mercoledì 30 gennaio
Area euro
BCE. La Bank Lending survey relativa all’ultimo trimestre dello scorso anno offrirà indicazioni sull’ evoluzione delle condizioni a fronte del rientro delle pressioni nei mercati finanziari. E’ possibile che l’indagine mostri anche per le banche della periferia condizioni di accesso al mercato più normali, ma difficilmente si vedrà un netto rilassamento del credito.
Spagna. La stima preliminare per il PIL nel 4° trimestre segnalerà l’aggravamento della recessione. Ci aspettiamo, in linea con le stime pubblicate dalla Banca di Spagna, un calo dello 0,6% t/t (il doppio di quello registrato nei mesi estivi). Sull’anno, il PIL peggiorerà di un decimo a -1,7%. E’ possibile che, a differenza che nella media dell’eurozona, la recessione si aggravi ulteriormente a inizio 2013, per effetto delle misure di politica fiscale approvate a fine estate e che hanno gravato sui mesi finali dell’anno.
L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione UE è atteso migliorare a 88,5 a gennaio da 87 di dicembre. Sarebbe il terzo miglioramento consecutivo dai minimi di 84,3 toccati a ottobre. La fiducia dei consumatori in base alla stima preliminare è salita a -23,9 da – 26,3, la fiducia delle imprese potrebbe migliorare a -13 da -14,4. Ci aspettiamo un recupero meno marcato per la fiducia nei servizi (-9.3 da -9,8), nelle costruzioni e nel retail.
Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è attesa proseguire il trend di lievissimo recupero intrapreso negli ultimi mesi, attestandosi nelle nostre stime a 89,5 da 88,9 di dicembre. Il livello resta ampiamente al di sotto della media storica (100,2). Le indagini segnalano che l’industria resta in recessione ma il punto di minimo del ciclo sembra passato, soprattutto grazie ai segnali di riaccelerazione della domanda dall’estero.
Stati Uniti
La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli del settore privato è vista dal consenso a 163 mila, una correzione dal dato molto forte di dicembre (215 mila), che non aveva avuto conferma dalla crescita di occupati dell’employment report.
La stima advance del PIL del 4° trimestre dovrebbe registrare un netto rallentamento della crescita, con una variazione di 0,8% t/t ann. dopo 3,1% t/t ann. del 3° trimestre. I dati saranno ampiamente influenzati in direzione negativa da scorte e commercio estero, che dovrebbero determinare ampi freni alla crescita, controbilanciando gli ampi contributi positivi che queste due voci avevano dato al PIL del 3° trimestre. Le voci della domanda domestica finale dovrebbero essere però più favorevoli, con un’accelerazione attesa dei consumi e un ritorno in territorio positivo degli investimenti fissi non residenziali. Gli investimenti residenziali dovrebbero ancora accelerare.
La riunione del FOMC dovrebbe essere interlocutoria, con proiezioni macroeconomiche e sui tassi invariate rispetto a quanto visto a dicembre. Il comunicato non dovrebbe modificare il messaggio di cauto ottimismo sulla crescita e di attendismo sulle misure di stimolo monetario.
Giovedì 31 gennaio
Area euro
Francia. Le vendite al dettaglio per il mese di dicembre sono attese crescere di 0,4% m/m (dopo lo 0,2% m/m registrato a novembre). La variazione annua potrebbe tornare in positivo a +0,5%, da -0,2% precedente. Il dato sarebbe coerente comunque con una stagnazione dei consumi nel trimestre autunnale.
Germania. Le vendite al dettaglio sono viste in calo di 0,1% m/m a dicembre dopo l’aumento di novembre (+0,9% m/m rivisto al ribasso da un precedente +1,2%m/m). Il dato sarebbe coerente con un calo del consumo di beni di 0,2%t/t a fine 2012.
Germania. I disoccupati potrebbero aumentare di 8 mila unità a gennaio, per un tasso di disoccupazione stabile al 6,9% come accaduto negli ultimi 3 mesi del 2012. In prospettiva il rallentamento economico che ha colpito anche la Germania a fine 2012 potrebbe causare un ulteriore aumento dei disoccupati.
Germania. I dati sui Laender dovrebbero essere coerenti con un deciso calo dei prezzi al consumo a gennaio, di 0,4% m/m. L’inflazione è attesa al 2,0% a/a sia sulla misura nazionale che su quella armonizzata. L’inflazione tedesca potrebbe rallentare ancora di qualche decimo nei prossimi mesi, toccando un minimo a inizio primavera.
La stima preliminare dovrebbe mostrare l’inflazione area euro stabile al 2,2% a/a, grazie alla stagionalità. Nonostante la stagionalità favorevole l’aumento dei prezzi dell’energia in alcuni paesi potrebbe aver limitato la discesa sul mese. Ci aspettiamo che l’inflazione torni sotto il 2% per marzo prossimo.
Stati Uniti
La spesa personale a dicembre dovrebbe essere in aumento di 0,2% m/m. In termini reali il dato dovrebbe essere positivo, con una crescita di 0,2% m/m, alla luce di una variazione attesa per il deflatore dei consumi nulla. Il reddito personale è previsto in accelerazione, con una crescita di 0,7% m/m, spinta da un aumento sostenuto delle ore lavorate e dei salari orari, oltre che da un possibile spostamento di pagamenti a dicembre per evitare i rialzi di imposta previsti per gennaio. A dicembre si dovrebbe vedere un’accelerazione dell’aumento del tasso di risparmio, che è tornato a salire da ottobre, portandosi a 3,6% a novembre: a dicembre dovrebbe tornare a 4,1%, su livelli che non si vedevano da giugno. Per i deflatori, la variazione nulla attesa per gli indici headline e core dovrebbero determinare variazioni tendenziali a 1,4% a/a per entrambe le misure di prezzi.
Il Chicago PMI a gennaio dovrebbe calare a 51 da 51,6 di dicembre. Benchè il comparto auto, dominante nell’area di Chicago, sia in ottima salute, i segnali delle altre indagini regionali sono stati inequivocabilmente negativi e puntano a una modesta correzione anche per il Chicago PMI.
Venerdì 1 febbraio
Area euro
La seconda stima del PMI manifatturiero dovrebbe confermare il deciso miglioramento di gennaio, a 47,5 da un precedente 46,1. Dovrebbe essere anche confermata la divergenza tra indice tedesco in aumento e PMI francese in calo. La prima stima sul PMI italiano dovrebbe vedere anch’esso un miglioramento, stimiamo a 47,3 da 46,7 di dicembre.
Il tasso di disoccupazione dovrebbe essere aumentato ancora all’11,9% a dicembre. Il tasso dei senza-lavoro è visto stabile in Germania ma dovrebbe essere salito ancora negli altri principali Paesi. Visto il ritardo con cui la dinamica ciclica si riflette sul mercato del lavoro, il picco per il tasso di disoccupazione potrebbe essere toccato in autunno.
Italia. Dopo la pausa di novembre, il tasso di disoccupazione potrebbe essere tornato a salire nell’ultimo mese dell’anno, a 11,2% da 11,1% precedente. Da osservare l’evoluzione della disoccupazione giovanile che aveva toccato un massimo storico a 37,1% il mese precedente.
Stati Uniti
L’employment report di gennaio dovrebbe registrare una dinamica occupazionale in moderato miglioramento, con una variazione degli occupati non agricoli di +175 mila da +155 mila di dicembre. Il miglioramento dei dati dei sussidi e il clima favorevole dovrebbero sostenere la crescita di occupati, anche nel settore costruzioni. Inoltre, la svolta positiva nelle finanze di gran parte degli stati dovrebbe dar luogo a un trend positivo di occupati nel settore pubblico, dopo anni di contrazioni. Il tasso di disoccupazione dovrebbe essere stabile a 7,8% per il secondo mese consecutivo. Come sempre a gennaio, potrebbe esserci anche nel 2013 volatilità nei dati di partecipazione e occupazione, per via degli aggiustamenti apportati ai dati di popolazione all’inizio di ogni anno. I salari orari dovrebbero rallentare a +0,1% m/m, dopo due mesi di crescita di 0,3% m/m.
La spesa in costruzioni a dicembre dovrebbe rimbalzare ampiamente, segnando un incremento di 0,9% m/m, dopo il calo di -0,3% di novembre dovuto agli effetti dell’uragano Sandy. L’employment report aveva segnalato un incremento di occupati nel settore a dicembre, e i nuovi cantieri erano aumentati. Il comparto in maggiore ripresa dovrebbe essere quello dell’edilizia residenziale.
L’ISM del settore manifatturiero a gennaio dovrebbe essere in peggioramento a 49,5 da 50,7 di dicembre, alla luce dei dati negativi delle indagini regionali del settore. I dati del PMI Markit restano molto sostenuti (56,1 a gennaio da 54 di gennaio), in controtendenza rispetto al quadro negativo delle indagini regionali degli ultimi mesi; il PMI Markit mostra anche un andamento sostenuto degli ordini dall’estero. Bisognerà vedere se il gap fra le due indagini nazionali si chiuderà nei prossimi mesi. Per ora prevale la cautela dell’ISM anche nei dati congiunturali degli ordini.
Le vendite di autoveicoli a dicembre sono previste stabili sui livelli molto elevati visti a novembre, a 15,3 mln di unità ann. I dati dovrebbero confermare il trend sostenuto delle vendite nel comparto.
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