FRANCIA 2

Flash: La Francia colloca 7-8 miliardi del nuovo BTAN 0,75% 09/2012

Da seguire: – Aste – La Francia colloca 7-8 miliardi del nuovo BTAN 0,75% 09/2012, e riapre altri tre titoli con scadenze 2014-2022 per 2-3 miliardi di euro. In Spagna riapertura dell’emissione 4% 04/2020 per ….

2,5-3,5 miliardi. In Italia, concambio del BTP 5,25% 08/17 (offerto) contro BTP 3,75% 02/11, BTP 5,25% 08/11, BTP 4,25% 09/11, CCT 11/11 o BTP 5% 02/12.

Stati Uniti

– L’indice della Philadelphia Fed a maggio dovrebbe essere circa invariato a 20,5 da 20,2 di aprile. Tutte le indagini regionali e l’ISM erano aumentate ad aprile, ma maggio non dovrebbe vedere ulteriore salita nel Philly Fed e nelle altre indagini. Anche per la Philly Fed, come per l’Empire, la componente prezzi dovrebbe correggere dopo il forte aumento di aprile, mentre c’è spazio per un miglioramento della componente occupati dopo il modesto calo visto ad aprile.

Ieri sui mercati

L’andamento dei mercati è stato condizionato dalle misure introdotte ieri dalla Germania contro l’acquisto di CDS su emittenti sovrani della zona euro non giustificato da necessità di copertura del rischio di credito, contro le vendite allo scoperto di titoli di stato e 10 titoli azionari tedeschi. Si registra una violenta chiusura degli spread sui CDS, ma senza riscontro sul mercato dei titoli di stato: al contrario, lo spread Btp-Bund si è allargato di 5pb sulla scadenza decennale. La riapertura del Bund 07/2020 ha visto rendimenti in calo al 2,75%, con basso rapporto domanda/offerta (1,4) e forte assorbimento della Bundesbank (23,8%). Negativa la chiusura dei mercati azionari. L’euro, calato fino a minimi di 1,214 dollari, successivamente è rimbalzato fino a 1,2429 e poi si è assestato a 1,23. Il rimbalzo potrebbe essere legato anche a voci non confermate di interventi e alla paura di un’estensione dei limiti anche alle transazioni valutari. Un articolo del Wall Street Journal ha prospettato un’estensione del divieto anche ai derivati sul cambio.

Area euro

Secondo Olli Rehn ”vi è una forte pressione perché si agisca per fermare gli attacchi speculativi” e il cancelliere tedesco Merkel ha affermato che “il divieto di vendite allo scoperto rimarrà in essere in Germania, fin quando regole simili non saranno approvate in Europa”. Diversi paesi europei, tra i quali la Francia, hanno dichiarato che non intendono seguire la Germania su questa strada.

Stati Uniti

Il CPI ad aprile scende di 0,1% m/m (+2,2% a/a) e l’indice core rimane invariato (+0,047% m/m, +0,9% a/a). La componente energia cala di 1,4% m/m, più del previsto per un calo della benzina del 2,3% m/m, gli alimentari aumentano di 0,2% m/m. I servizi al netto dell’energia registrano un aumento di 0,2% m/m (+0,8% a/a). Il capitolo abitazione vede un calo di 0,1% m/m, con un contributo negativo del gas e dell’arredamento (entrambe le voci registrano un calo di 0,5% m/m). La componente “residenza” (“shelter”) è invariata, con gli affitti e gli affitti figurativi stabili rispetto a marzo. Fra le voci di tipo discrezionale, ancora negativi i prezzi dell’abbigliamento (-0,7% m/m, quarto calo consecutivo), e una svolta negativa dei prezzi delle auto (-0,2% m/m, dovuto alla componente leasing, e con un netto rallentamento della dinamica dei prezzi delle auto usate a +0,2% m/m, +16,6% a/a). In aumento ricreazione (+0,3% m/m, dopo 4 cali). Restano sostenute le variazioni di sanità (+0,2% m/m, 3,6% a/a, e +0,3% m/m per i servizi sanitari), trasporto pubblico (+1,7% m/m), istruzione (+0,5% m/m, +5% a/a). La variazione tendenziale dell’indice headline è la più bassa da gennaio 1966. Il trend in calo dell’inflazione core dovrebbe svoltare nel 3° trimestre in termini tendenziali, con il supporto di consumi in crescita e di una probabile graduale inversione di tendenza della componente “shelter”. Il rallentamento dell’inflazione, insieme alla turbolenza dei mercati, manterrà il “centro” del FOMC cauto nel segnalare svolte di politica monetaria.

I verbali della riunione del FOMC di aprile mostrano revisioni verso l’alto delle previsioni di crescita per il 2010 (a 3,2-3,7% da 2,8-3,5% di gennaio), verso il basso del tasso di disoccupazione a fine anno (9,1-9,5% da 9,5-9,7% di gennaio) e dell’inflazione (PCE core a 0,9%-1,2% da 1,1-1,7% di gennaio). Aggiungendo a quanto emerso dai verbali gli effetti della crisi sul debito europeo, si conclude che la Fed rimanderà il più possibile il primo rialzo, che potrebbe essere spostato al 1° trimestre 2011.

Giappone

Il PIL giapponese nel 1° trimestre aumenta di 1,2% t/t, poco sotto le aspettative di consenso (+1,4% t/t).


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