Nell’area euro, le stime preliminari dovrebbero mostrare un calo del PIL di 0,4% t/t nella media area euro, di 0,45% t/t in Germania, di -0,2% t/t in Francia, di -0,6% t/t in Italia e di -0,45% in Olanda. …….
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Su base annua, il PIL area euro è atteso rallentare a -0,7% a/a, da un precedente -0,6% a/a. La fase di debolezza ciclica è attesa proseguire anche se a ritmi meno severi nei primi mesi del 2013, solo la dinamica del PIL tedesco potrebbe tornare in territorio neutrale già nel primo trimestre di quest’anno. Le ultime indagini congiunturali suggeriscono che il peggio per la zona dovrebbe essere alle spalle. La produzione industriale in Francia è attesa in marginale calo a dicembre.
La settimana ha alcuni dati di rilievo in uscita negli Stati Uniti. A gennaio, le vendite al dettaglio dovrebbero essere poco variate con il freno del rialzo delle imposte di inizio anno, e la produzione industriale dovrebbe registrare una variazione modesta. I prezzi all’import di gennaio sono attesi in rialzo sulla scia dei rincari energetici. A febbraio, l’indice Empire dovrebbe migliorare, pur restando di poco sotto lo zero, e la fiducia dei consumatori dovrebbe essere in ripresa dopo il calo di gennaio.
Lunedì 11 febbraio
Area euro
Francia. La produzione industriale è attesa in calo di 0,2% m/m a dicembre, dopo l’inatteso aumento di +0,5% m/m a novembre. La produzione di energia dovrebbe aver offerto un contributo positivo per il secondo mese consecutivo. Ci aspettiamo altresì una contrazione di 0,6% m/m nel manifatturiero. Sul trimestre, la produzione è attesa in calo di 1,7% t/t, dopo il -0,3% t/t dei mesi estivi. L’indagine INSEE presso le imprese manifatturiere ha seguito un andamento altalenante, ma a gennaio ha segnalato un rallentamento rispetto ai due mesi precedenti. E’ possibile che la debolezza del manifatturiero francese continui nei primi mesi dell’anno.
Mercoledì 13 febbraio
Area euro
La produzione industriale dovrebbe avanzare di 0,5% m/m a dicembre, grazie al recupero del manifatturiero tedesco ed in minor misura di quello italiano. La produzione chiuderebbe comunque il trimestre in netto calo -2,2% t/t dopo il +0,3% t/t dei mesi estivi. Il dato sarebbe coerente con la nostra stima di calo del PIL di 0,4% t/t alla fine dello scorso anno. Le indicazioni dalle ultime indagini congiunturali sono per una stabilizzazione dell’attività industriale area euro su livelli bassi.
Stati Uniti
I prezzi all’import a gennaio sono previsti in aumento di 0,7% m/m, dopo -0,1% m/m di dicembre. I prezzi dovrebbero essere spinti dalla nuova ripresa del prezzo del petrolio iniziata nell’ultima settimana di dicembre e ancora in atto. Anche il gas naturale dovrebbe contribuire all’aumento della componente ex-petrolio.
Le vendite al dettaglio a gennaio sono attese in aumento di 0,2% m/m, con un contributo positivo della componente auto. L’aumento del prezzo della benzina dovrebbe spingere anche le vendite al netto delle auto, che dovrebbero registrare un aumento di 0,2% m/m. Le vendite dovrebbero rallentare dopo due mesi di variazioni sostenute a fine 2012. Inoltre, si farà sentire sui consumi il rialzo delle imposte entrato in vigore a inizio 2013.
Giovedì 14 febbraio
Area euro
La stima preliminare per il 4° trimestre 2012 dovrebbe mostrare un calo del PIL di 0,4% t/t, dopo il -0,1% t/t dei mesi estivi. Sull’anno il PIL è atteso rallentare a -0,7% a/a, da un precedente – 0,6% a/a. La prima stima non offre uno spaccato sulla dinamica delle componenti di domanda, ma è assai probabile che il calo sia dovuto ad una frenata della domanda interna ed un temporaneo rallentamento delle esportazioni. La recessione dovrebbe estendersi anche ai primi mesi del 2013 ma il ritmo di contrazione del PIL dovrebbe essere meno severo -0,1% t/t.
Germania. Il PIL è atteso in calo di 0,45% t/t dopo il +0,2% t/t dei mesi estivi. Su base annua, il PIL dovrebbe aver frenato a 0,6% a/a da un precedente 0,9% a/a. Il rallentamento dovrebbe essere spiegato da un calo delle esportazioni e da una frenata dei consumi unitamente alla debolezza degli investimenti fissi. In media annua, il PIL dovrebbe essere cresciuto di 0,9% (0,8% al netto di effetti di calendario). La debole uscita dal 2012 segnerà la crescita annua 2013 che prevediamo a 0,6%. Già a inizio 2013, il PIL tedesco dovrebbe tornare in territorio neutrale ed accelerare dal 2° trimestre, trainato dalla domanda ex area euro di beni capitali.
Francia. Il PIL francese dovrebbe aver fatto meglio della media area euro nei mesi finali del 2012 segnando una contrazione di solo 0,2% t/t dopo il +0,1% t/t dei mesi estivi. Su base annua il PIL è atteso contrarsi di 0,2% a/a dopo lo zero del 3° trimestre. Come nel resto della zona euro, il rallentamento dovrebbe essere spiegato da una frenata della domanda interna ed in particolare dei consumi che ci aspettiamo in calo di 0,2% t/t, circa due decimi in meno rispetto alla stima area euro.
Italia. La recessione dovrebbe essersi aggravata nei mesi finali dello scorso anno e ci aspettiamo che la stima preliminare mostri un calo del PIL di 0,6% t/t, dopo il -0,2% t/t dei mesi estivi. Su base annua, la contrazione del PIL dovrebbe essere di 2,3% a/a. La domanda interna ed in particolare gli investimenti in macchinari dovrebbero aver frenato ulteriormente rispetto al 3° trimestre. L’unico contributo alla crescita del PIL dovrebbe essere venuto dal commercio estero. In media annua, il PIL italiano dovrebbe essere calato di 2,1%. Ci aspettiamo che la politica fiscale e le condizioni finanziare continuino a pesare sulla crescita della domanda interna anche nel 2013, tuttavia la contrazione del PIL dovrebbe essere meno profonda, a -1%.
Venerdì 15 febbraio
Stati Uniti
L’indice Empire della NY Fed a febbraio dovrebbe mostrare una ripresa a -1 da -7,78 di gennaio, segnando il settimo mese consecutivo in territorio negativo. L’indagine è stata molto più negativa dell’ISM non solo per l’indice di attività ma anche per lo spaccato che a gennaio era generalmente pessimistico. Prevediamo un graduale miglioramento delle condizioni correnti e un ritorno in positivo entro la fine del 1° trimestre. Le aspettative a 6 mesi erano in miglioramento a gennaio e su livelli coerenti con espansione moderata dell’attività.
La produzione industriale a gennaio è prevista in aumento di 0,2% m/m. L’employment report ha indicato una modesta contrazione delle ore lavorate nel settore manifatturiero, che dovrebbe dar luogo a una variazione nulla dell’output nel settore. Il clima relativamente rigido dovrebbe però avere determinato un aumento abbastanza sostenuto della produzione nel comparto delle utilities.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a febbraio (prel.) dovrebbe segnare un miglioramento a 74,5 da 73,8 del dato finale di gennaio. A fine gennaio l’indagine aveva già segnato una ripresa dopo il crollo del dato preliminare, che aveva risentito dell’impatto del rialzo delle imposte. E’ probabile che con il persistente miglioramento del mercato del lavoro la fiducia torni sul sentiero positivo visto per gran parte del 4° trimestre.
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