15 AGENDA

Market movers 11 – 15 febbraio 2013

Nell’area euro, le stime preliminari dovrebbero mostrare un calo del PIL di 0,4% t/t nella media  area euro, di 0,45% t/t in Germania, di -0,2% t/t in Francia, di -0,6% t/t in Italia e di -0,45% in  Olanda. …….


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Su base annua, il PIL area euro è atteso rallentare a -0,7% a/a, da un precedente -0,6%  a/a. La fase di debolezza ciclica è attesa proseguire anche se a ritmi meno severi nei primi mesi  del 2013, solo la dinamica del PIL tedesco potrebbe tornare in territorio neutrale già nel primo  trimestre di quest’anno. Le ultime indagini congiunturali suggeriscono che il peggio per la zona  dovrebbe essere alle spalle. La produzione industriale in Francia è attesa in marginale calo a  dicembre.

La settimana ha alcuni dati di rilievo in uscita negli Stati Uniti. A gennaio, le vendite al dettaglio  dovrebbero essere poco variate con il freno del rialzo delle imposte di inizio anno, e la  produzione industriale dovrebbe registrare una variazione modesta. I prezzi all’import di gennaio  sono attesi in rialzo sulla scia dei rincari energetici. A febbraio, l’indice Empire dovrebbe  migliorare, pur restando di poco sotto lo zero, e la fiducia dei consumatori dovrebbe essere in  ripresa dopo il calo di gennaio.  
 
Lunedì 11 febbraio
Area euro

Francia. La produzione industriale è attesa in calo di 0,2% m/m a dicembre, dopo l’inatteso  aumento di +0,5% m/m a novembre. La produzione di energia dovrebbe aver offerto un  contributo positivo per il secondo mese consecutivo. Ci aspettiamo altresì una contrazione di  0,6% m/m nel manifatturiero. Sul trimestre, la produzione è attesa in calo di 1,7% t/t, dopo il   -0,3% t/t dei mesi estivi. L’indagine INSEE presso le imprese manifatturiere ha seguito un  andamento altalenante, ma a gennaio ha segnalato un rallentamento rispetto ai due mesi  precedenti. E’ possibile che la debolezza del manifatturiero francese continui nei primi mesi  dell’anno.

Mercoledì 13 febbraio
Area euro

La produzione industriale dovrebbe avanzare di 0,5% m/m a dicembre, grazie al recupero del  manifatturiero tedesco ed in minor misura di quello italiano.  La produzione chiuderebbe  comunque il trimestre in netto calo -2,2% t/t dopo il +0,3% t/t dei mesi estivi. Il dato sarebbe  coerente con la nostra stima di calo del PIL di 0,4% t/t alla fine dello scorso anno. Le  indicazioni dalle ultime indagini congiunturali sono per una stabilizzazione dell’attività  industriale area euro su livelli bassi.

Stati Uniti
I  prezzi all’import a gennaio sono previsti in aumento di 0,7% m/m, dopo -0,1% m/m di  dicembre. I prezzi dovrebbero essere spinti dalla nuova ripresa del prezzo del petrolio iniziata  nell’ultima settimana di dicembre e ancora in atto. Anche il gas naturale dovrebbe contribuire  all’aumento della componente ex-petrolio.

Le  vendite al dettaglio a gennaio sono attese in aumento di 0,2% m/m, con un contributo  positivo della componente auto. L’aumento del prezzo della benzina dovrebbe spingere anche  le vendite al netto delle auto, che dovrebbero registrare un aumento di 0,2% m/m. Le vendite  dovrebbero rallentare dopo due mesi di variazioni sostenute a fine 2012. Inoltre, si farà sentire  sui consumi il rialzo delle imposte entrato in vigore a inizio 2013.

Giovedì 14 febbraio
Area euro

La stima preliminare per il 4° trimestre 2012 dovrebbe mostrare un calo del PIL di 0,4% t/t, dopo  il -0,1% t/t dei mesi estivi. Sull’anno il PIL è atteso rallentare a -0,7% a/a, da un precedente – 0,6% a/a. La prima stima non offre uno spaccato sulla dinamica delle componenti di domanda,  ma è assai probabile che il calo sia dovuto ad una frenata della domanda interna ed un  temporaneo rallentamento delle esportazioni. La recessione dovrebbe estendersi anche ai primi  mesi del 2013 ma il ritmo di contrazione del PIL dovrebbe essere meno severo -0,1% t/t.

Germania. Il PIL è atteso in calo di 0,45% t/t dopo il +0,2% t/t dei mesi estivi. Su base annua, il  PIL dovrebbe aver frenato a 0,6% a/a da un precedente 0,9% a/a. Il rallentamento dovrebbe  essere spiegato da un calo delle esportazioni  e da una frenata dei consumi unitamente alla  debolezza degli investimenti fissi. In media annua, il PIL dovrebbe essere cresciuto di 0,9% (0,8%  al netto di effetti di calendario). La debole uscita dal 2012 segnerà la crescita annua 2013 che  prevediamo a 0,6%. Già a inizio 2013, il PIL tedesco dovrebbe tornare in territorio neutrale ed  accelerare dal 2° trimestre, trainato dalla domanda ex area euro di beni capitali. 

Francia. Il PIL francese dovrebbe aver fatto meglio della media area euro nei mesi finali del 2012  segnando una contrazione di solo 0,2% t/t dopo il +0,1% t/t dei mesi estivi. Su base annua il PIL  è atteso contrarsi di 0,2% a/a dopo lo zero del 3° trimestre. Come nel resto della zona euro, il  rallentamento dovrebbe essere spiegato da una frenata della domanda interna ed in particolare  dei consumi che ci aspettiamo in calo di 0,2% t/t, circa due decimi in meno rispetto alla stima  area euro.

Italia. La recessione dovrebbe essersi aggravata nei mesi finali dello scorso anno e ci aspettiamo  che la stima preliminare mostri un calo del PIL di 0,6% t/t, dopo il -0,2% t/t dei mesi estivi. Su  base annua, la contrazione del PIL dovrebbe essere di 2,3% a/a. La domanda interna ed in  particolare gli investimenti in macchinari dovrebbero aver frenato ulteriormente rispetto al 3°  trimestre. L’unico contributo alla crescita del PIL dovrebbe essere venuto dal commercio estero.  In media annua, il PIL italiano dovrebbe essere calato di 2,1%. Ci aspettiamo che la politica  fiscale e le condizioni finanziare continuino a pesare sulla crescita della domanda interna anche  nel 2013, tuttavia la contrazione del PIL dovrebbe essere meno profonda, a -1%.

Venerdì 15 febbraio
Stati Uniti

L’indice Empire della NY Fed a febbraio dovrebbe mostrare una ripresa a -1 da -7,78 di gennaio,  segnando il settimo mese consecutivo in territorio negativo. L’indagine è stata molto più  negativa dell’ISM non solo per l’indice di attività ma anche per lo spaccato che a gennaio era  generalmente pessimistico. Prevediamo un graduale miglioramento delle condizioni correnti e un  ritorno in positivo entro la fine del 1° trimestre. Le aspettative a 6 mesi erano in miglioramento a  gennaio e su livelli coerenti con espansione moderata dell’attività. 

La produzione industriale a gennaio è prevista in aumento di 0,2% m/m. L’employment report  ha indicato una modesta contrazione delle ore lavorate nel settore manifatturiero, che dovrebbe  dar luogo a una variazione nulla dell’output nel  settore. Il clima relativamente rigido dovrebbe  però avere determinato un aumento abbastanza sostenuto della produzione nel comparto delle  utilities.

La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a febbraio (prel.) dovrebbe segnare un  miglioramento a 74,5 da 73,8 del dato finale di gennaio. A fine gennaio l’indagine aveva già  segnato una ripresa dopo il crollo del dato preliminare, che aveva risentito dell’impatto del rialzo  delle imposte. E’ probabile che con il persistente miglioramento del mercato del lavoro la fiducia  torni sul sentiero positivo visto per gran parte del 4° trimestre.


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