Malik Saira Nuveen

Nuveen: le small cap offrono opportunità interessanti in un contesto di inflazione

Nuveen: La performance degli investimenti globali continua a essere spinta da una serie di driver tematici ormai noti: mercati del lavoro rigidi, crescita dei salari più forte del previsto, inflazione persistente, politica monetaria restrittiva, resilienza economica (o meno) e incertezze geopolitiche, solo per citarne alcuni.


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A cura di Saira Malik, Chief Investment Officer di Nuveen


Ad ogni nuovo dato o titolo di giornale, molti investitori si trovano a cercare di rimodulare i portafogli in base all’ipotesi che ritengono più probabile: un “atterraggio morbido”, un “atterraggio duro” o – cosa più confusa – “nessun atterraggio”. In questo contesto, gli investitori azionari, in particolare, devono prestare attenzione, considerato che solo poche società hanno una leadership di mercato e che le valutazioni sono elevate, soprattutto tra i titoli a grande capitalizzazione.

Le azioni USA a piccola capitalizzazione hanno sottoperformato le loro controparti a capitalizzazione maggiore di quasi 10 punti percentuali nel 2023. Questo ha fatto sì che il rapporto P/E forward dell’indice Russell 2000 delle società a piccola capitalizzazione si sia attestato vicino al livello più basso dal dicembre 2001 rispetto all’indice Russell 100 delle società a grande capitalizzazione. Dato che le large cap appaiono piuttosto costose su questa base, le valutazioni attualmente favoriscono le small cap.

Riteniamo che le caratteristiche fondamentali delle società più piccole, in particolare quelle che hanno un potere di determinazione dei prezzi in grado di attenuare l’impatto dell’inflazione e di proteggere o espandere i margini, le rendano una scelta interessante per gli investitori attenti all’inflazione.

Ovviamente, non tutti i settori offrono questi vantaggi potenziali nella stessa misura e alcuni stanno subendo pressioni sugli utili. Siamo meno costruttivi sui titoli orientati al consumo e preferiamo le società di alta qualità esposte ai ricavi delle imprese, una fonte più affidabile di flussi di cassa. Il comparto industriale, ad esempio, è sostenuto da iniziative di politica fiscale come la spesa per le infrastrutture e l’edilizia non residenziale.

Nell’ambito della tecnologia dell’informazione, meritano attenzione settori come quello dei software e dei semiconduttori. Le società di software, in particolare, si distinguono per i loro modelli di business duraturi e per la domanda anelastica dei loro prodotti e servizi.

Con opportunità presenti in tutto il mondo, l’esposizione alle small cap non deve necessariamente limitarsi ai titoli USA. Un’allocazione sulle small cap non USA può aumentare la diversificazione del portafoglio e migliorare i rendimenti corretti per il rischio rispetto a un’esposizione sulle large cap non statunitensi. In effetti, dal 2001 le small cap non statunitensi hanno sovraperformato le large cap di oltre 250 punti base su base annua, con una volatilità solo leggermente superiore. Anche con questa sovraperformance, le small cap non statunitensi rimangono a un prezzo interessante e sono scambiate con uno sconto di valutazione del 10% rispetto alle omologhe a grande capitalizzazione. Infine, la ricerca copre ancora limitatamente l’universo delle small cap non statunitensi, il che rappresenta un potenziale vantaggio per la gestione attiva.

Fonte : InvestmentWorld.it


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