Nell’area euro, i dati di produzione industriale di gennaio in Francia e per la media area euro dovrebbero confermare una stabilizzazione dell’attività a inizio anno. I dati sulle esportazioni tedesche sono visti in recupero dopo la debolezza di fine 2012. L’inflazione francese potrebbe risalire di due decimi a febbraio, a +1,4% a/a, ma la media area euro dovrebbe essere confermata in calo di due decimi, all’1,8% a/a………
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La settimana è densa di dati negli Stati Uniti. I dati di attività dovrebbero confermare la riaccelerazione del settore manifatturiero, con l’indice Empire a marzo in territorio espansivo e la produzione industriale a febbraio in crescita solida. Dal lato dei consumi, le vendite al dettaglio di febbraio dovrebbero essere in modesta espansione in termini reali e il rialzo della fiducia dovrebbe fermarsi per via del rinnovarsi dell’incertezza sulla politica fiscale. Gli indici dei prezzi a febbraio (CPI, PPI, importazioni) dovrebbero essere in rialzo, spinti dai prezzi dell’energia, con le componenti core in aumento molto contenuto. In Giappone, il Parlamento voterà per la nomina del nuovo vertice della BoJ, aprendo la strada a un probabile aumento dello stimolo monetario già ad aprile.
Lunedì 11 marzo
Area euro
Germania. I dati di gennaio dovrebbero mostrare un aumento dell’export di +0,7% m/m dopo il -1,5% m/m di fine 2012, in linea con il recupero della domanda mondiale segnalato dal PMI globale e dagli indici di commercio internazionale. Il saldo di bilancia commerciale è atteso a 13 mld di euro.
Francia. La produzione industriale a gennaio è vista circa stabile dopo la lieve contrazione di fine dicembre. La produzione manifatturiera dovrebbe rimanere strisciante (+0,1% m/m) mentre la produzione di energia è vista in calo di un punto. Il dato di gennaio lascerebbe la produzione in rotta per una stagnazione a marzo dopo la contrazione di 1,8% t/t a dicembre 2012. Le indagini francesi a cavallo del nuovo anno hanno indicato una stabilizzazione del ciclo ma non un recupero come in Germania.
Spagna. I dati annuali dovrebbero confermare il deficit del settore pubblico, al netto degli aiuti alle banche, al 6,7% in calo dall’8,96% del 2011. Il deficit sale al 9,4% del PIL nel 2011 e al 9,9% nel 2012 se si tiene conto della ricapitalizzazione delle banche.
Giappone
La Camera Bassa vota sulla nomina del nuovo vertice della BoJ, che include il Governatore e i due Vice governatori. Il Governo ha proposto come governatore H. Kuroda (attuale Presidente dell’Asian Development Bank) e come vice-governatori Nakaso e Iwata. La Camera Alta dovrebbe votare entro il 15 marzo. Le nomine dovrebbero essere confermate in modo da avere il nuovo Board operativo il 19 marzo, alla scadenza dei termini degli attuali governatore e vice-governatori. Il nuovo vertice si insedierà in tempo per la riunione di inizio aprile (3-4 aprile). Riteniamo probabile che l’ampliamento dello stimolo (acquisti aperti in termini di quantità e tempo) e l’allungamento delle scadenze dei JGB acquistati siano annunciati in concomitanza con la pubblicazione del rapporto semestrale che include le previsioni macroeconomiche alla riunione del 24-25 aprile.
Martedì 12 marzo
Area euro
Germania. L’inflazione di febbraio dovrebbe essere confermata in calo sulla misura nazionale a 1,5% a/a, da un precedente 1,7% a/a e all’1,8% a/a dall’1,9% a/a sulla misura armonizzata. L’inflazione tedesca è attesa rallentare ancora nei prossimi mesi ma risalire nella seconda parte dell’anno. In media annua, l’inflazione è vista all’1,9% dal 2,1% del 2012.
Mercoledì 13 marzo
Area euro. La produzione industriale a gennaio potrebbe avanzare di +0,2% m/m dopo la sorpresa di fine 2012 (+0,7% m/m). Il recupero per il momento è modesto, in linea con l’andamento delle indagini di fiducia. Il dato di gennaio, se confermato, lascerebbe la produzione in rotta per una stabilizzazione a marzo rispetto a fine 2012, quando è calata di -2,4% t/t.
Francia. L’inflazione a febbraio dovrebbe risalire di due decimi all’1,4% da un precedente 1,2% a/a per effetto di un contributo positivo dall’energia e della stagionalità. Sul mese, i prezzi al consumo dovrebbero essere saliti di +0,6% m/m. L’inflazione armonizzata è vista all’1,5% da un precedente 1,4%. L’inflazione dovrebbe rimanere vicina ai livelli attesi per il mese di febbraio per poi risalire a fine 2013.
Stati Uniti
I prezzi all’import a febbraio sono previsti in aumento di 0,6% m/m, spinti da rincari del petrolio per il secondo mese consecutivo. Al netto del petrolio, i prezzi all’import dovrebbero registrare un incremento contenuto di 0,1% m/m: a febbraio, e più ancora a marzo, si dovrebbe vedere un contenimento dei prezzi alle importazioni dovuto all’apprezzamento del cambio.
Le vendite al dettaglio a febbraio sono attese in crescita di 0,7% m/m per l’aggregato totale e dello 0,6% m/m per quello al netto delle auto. A febbraio le vendite di autoveicoli hanno accelerato rispetto al mese precedente, salendo da 15,2 mln di unità ann. a 15,3 mln (+0,7% m/m): il comparto dovrebbe dare un contributo positivo alle vendite totali. I dati dovrebbero registrare un forte aumento della voce benzina, per via del rialzo dei prezzi; si dovrebbe però vedere un generale miglioramento della spesa dopo il rallentamento di gennaio (+0,1% m/m), che aveva risentito negativamente del rialzo delle imposte attuato a inizio 2013. Le indicazioni delle vendite settimanali sono contrastanti, con l’indice Redbook in aumento di 1,3% m/m, e quello ICSC appena positivo con +0,1% m/m. Il quadro generale sottostante, al di là della volatilità mensile, è in miglioramento: il proseguimento dei rialzi dei prezzi delle case e del mercato azionario, insieme ai livelli minimi dei tassi, ha implicazioni positive per la ricchezza netta delle famiglie e per il trend dei consumi. In termini reali, le vendite dovrebbero essere in moderato aumento (+0,2% m/m), con una previsione di incremento del CPI di 0,5% m/m.
Giovedì 14 marzo
Stati Uniti
Il PPI a febbraio dovrebbe aumentare di 0,6% m/m (1,6% a/a), incorporando l’aumento dei prezzi energetici di fine gennaio, non incluso nel dato del mese di gennaio. L’indice core è atteso in aumento di 0,2% m/m (1,8% a/a), poco sopra il trend compreso fra 0,1% e 0,2% m/m visto da metà 2012 in poi. A febbraio si dovrebbe registrare un modesto rimbalzo dei prezzi delle auto, che erano stati particolarmente deboli a gennaio. Non ci sono indicazioni di accelerazione dei prezzi alla produzione anche alla luce delle indagini del settore manifatturiero, che mostrano prezzi ricevuti in aumento solo marginale.
Venerdì 15 marzo
Area euro
Area euro. La seconda stima dovrebbe confermare l’inflazione area euro all’1,8%, in calo da un precedente 2,0%. La dinamica dei prezzi al consumo al netto di energia e alimentari freschi (misura preferita dalla BCE) potrebbe scivolare all’1,4% da un precedente 1,5%, un minimo dal 2010. Per l’anno in corso confermiamo l’inflazione all’1,8%, ma i rischi sono verso il basso in particolare sui prezzi core.
Area euro. Gli occupati nei mesi finali del 2012 dovrebbero essere calati di 0,3% t/t dopo il -0,2% t/t dei mesi estivi. La recessione della zona euro continuerà a pesare sulla dinamica occupazionale almeno fino a inizio estate.
Stati Uniti
L’indice Empire della NY Fed a marzo è previsto in aumento a 12,5 da 10,04 di febbraio. Lo spaccato dell’indagine era stato positivo a febbraio e dava indicazioni espansive per tutte le principali componenti; anche l’indice delle condizioni a 6 mesi ha segnato un ampio rimbalzo a febbraio. Il tono delle indagini del settore manifatturiero è univocamente in miglioramento e coerente con un’accelerazione della crescita nel settore.
Il CPI a febbraio è atteso in aumento di 0,5% m/m, dopo una variazione nulla a gennaio. L’indice core dovrebbe segnare un incremento di 0,1% m/m (2% a/a), in rallentamento rispetto a +0,3% m/m a gennaio. Sull’indice headline pesa il probabile rialzo dei prezzi della benzina, dopo 3 mesi consecutivi di contrazioni: i prezzi della benzina hanno svoltato a fine gennaio e dalla rilevazione del CPI di gennaio a fine febbraio hanno segnato un incremento del 13,7%. I fattori stagionali non dovrebbero fornire una restrizione significativa all’aumento dei prezzi nel comparto a febbraio, mentre dovrebbero calmierare gli aumenti nei prossimi mesi. Per quanto riguarda l’indice core, si dovrebbe registrare una correzione nel comparto abbigliamento (che aveva registrato +0,8% m/m a gennaio) e un freno nel segmento istruzione e comunicazioni dopo +0,4% m/m a gennaio. La componente abitazione ex- energia dovrebbe proseguire sul trend di aumenti moderati di 0,2% m/m.
La produzione industriale a febbraio è attesa in crescita di 0,4% m/m, dopo -0,1% m/m a gennaio. La produzione nel settore manifatturiero dovrebbe aumentare a un ritmo più solido (0,5% m/m) sulla base dell’ampio rialzo della componente output dell’ISM, salita a 57,6 a febbraio (massimo da aprile 2012) da una media di 53,2 dei precedenti 4 mesi.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a marzo (prel.) dovrebbe mantenersi vicino al livello di febbraio, salendo a 78 da 77,6 di febbraio. Il buon andamento dei mercati e il graduale miglioramento del mercato del lavoro dovrebbero prevalere sugli effetti negativi dell’annuncio dell’entrata in vigore dei tagli automatici della spesa pubblica, anche perché inizialmente i tagli non dovrebbero avere ripercussioni effettive sulle famiglie. Gli indicatori di fiducia più recenti hanno dato indicazioni miste: il Bloomberg Consumer Comfort Index (settimanale) ha continuato a salire tornando vicino ai livelli dell’estate 2012, mentre l’IBD Tipp a marzo ha segnato un’ampia correzione legata al peggioramento del quadro della politica economica.
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