UBP : Non tutte le banche centrali si muovono allo stesso modo e dopo i dati sull’inflazione di marzo negli USA, la Fed potrebbe discostarsi dalle altre.
A cura di Patrice Gautry, Chief Economist di Union Bancaire Privée (UBP)
Il persistere dell’inflazione negli Stati Uniti sta mettendo in discussione la promessa della FED di un taglio dei tassi di interesse quest’anno. La Fed si aspetta una graduale disinflazione, ma ha anche aperto un vaso di Pandora annunciando a gennaio che il FOMC stava valutando la tempistica dei tagli dei tassi. Ha quindi dovuto lottare duramente per cancellare le aspettative di un taglio a marzo e dovrà fare ammenda perché non ci sarà nemmeno il prossimo giugno.
Dall’inizio dell’anno, sono aumentati solo i prezzi di un numero limitato di servizi: affitti, servizi medici, assicurazioni e trasporti. Insieme alla volatilità dei prezzi dell’energia, ciò è stato sufficiente a mantenere l’inflazione al di sopra del 3% su base annua, ed è improbabile che questo livello venga superato prima del prossimo settembre.
La Fed si troverà davanti alla scelta di un azzardo rischioso di un taglio dei tassi a luglio oppure di ancorare lo scenario dei tassi di interesse all’inflazione e attendere fino al prossimo settembre per il primo taglio dei tassi.
Potrebbe anche ridurre i tassi durante le elezioni se l’inflazione dovesse sorprendere di nuovo al ribasso, ma questo è meno probabile in quanto la banca centrale tende a preferire una certa neutralità durante il periodo elettorale.
Nel frattempo, la Banca Nazionale Svizzera ha già battuto la Fed tagliando i tassi e vincendo la lotta all’inflazione. Quest’estate toccherà alla BCE o alla BOE superare la Fed e, per una volta, dare prova di vera indipendenza al servizio della crescita.
Fonte: InvestmentWorld.it
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