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10 gennaio 2013 :La riunione della Bce

Nella riunione odierna il Consiglio direttivo, lascia inalterato il tasso di riferimento al minimo dello 0,75%, con  decisione presa all’unanimità, ed invariati i tassi sui depositi e prestiti overnight, rispettivamente allo 0% e all’1,5%…..

I rischi inflattivi rimangono ben bilanciati con un’inflazione attesa al di sotto del 2% nel 2013. Le prospettive  di crescita continuano a rimanere deboli per l’anno in corso e l’economia soggetta a “downside risks”, con una  ripresa graduale attesa “più avanti” nel 2013; in un tale contesto l’espansione monetaria rimane contenuta. Tuttavia  segnali di miglioramento sono presenti dal punto di vista  finanziario ed alcuni  indicatori congiunturali  si  sono  ampiamente stabilizzati anche se su livelli bassi, ma tutto ciò non si traduce ancora in segnali apprezzabili di  miglioramento dell’economia  reale.  La Bce  appare  quindi  orientata  verso  una  strategia  “wait  and  see”  prima  di  agire eventualmente sul costo del denaro. Il principale fattore di rischio per le prospettive economiche di breve periodo  sembra  quindi  divenire  “politico”,  con  i  Paesi membri  chiamati  a  proseguire  sulla  strada  del  consolidamento  fiscale e della crescita e sul completamento di quella ristrutturazione del sistema finanziario, ritenuta cruciale per il superamento della crisi.  

Draghi smorza i facili entusiasmi, allontanando l’idea che si avvicini un punto di svolta della crisi e ritenendo ancora  troppo prematuro pensare ad un’exit strategy, con graduale rientro delle misure straordinarie di politica monetaria  adottate; tuttavia ad una domanda sull’eventualità di nuove operazioni di finanziamento a lungo termine da parte della  Bce,  il  presidente  dell’Eurotower  ha  risposto  che  le  condizioni  di  finanziamento  appaiono  in  questo momento  “soddisfacenti”.  

Draghi sottolinea  poi  come  la  costituzione  della  supervisione  bancaria  unica  all’interno  dell’Eurozona  sia  un  elemento  che  rafforza  il  sistema  e  di  come  sia  necessario  rinforzare  la  capacità  di  tenuta  delle  banche  laddove  necessario.

La Banca d’Inghilterra lascia invariati i tassi d’interesse allo 0,50% e conferma il proprio piano di acquisto di  bond a 375Mld di sterline.

Fonte: BONDWorld.it – MPS


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