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Il Punto: FOMC: graduale preparazione a ritmi di aumento dello stimolo più ridotti

Politica monetaria  invariata per ora, ma il ritmo di acquisto titoli è la nuova variabile di policy e verrà aggiustata in  risposta all’evoluzione dello scenario. La politica monetaria resterà ampiamente accomodante  per un periodo considerevole anche dopo la fine del programma di acquisti.  

La riunione del FOMC si è conclusa, come atteso, senza variazioni alle indicazioni sui tassi e al  programma di acquisto titoli.  L’unica variazione al testo del comunicato  è un modesto  miglioramento della valutazione dell’economia. Tuttavia, la conferenza stampa di Bernanke ha  dato un quadro più articolato delle tendenze della strategia di politica monetaria, iniziando ad  aprire ufficialmente la strada a eventuali riduzioni (se pure non imminenti)  del ritmo di  acquisto di titoli.

Il comunicato ha solo marginalmente migliorato la valutazione dell’economia, rilevando il  ritorno a una crescita moderata dopo lo stallo di fine 2012. Si segnalano miglioramenti nelle  condizioni del mercato del lavoro, dei consumi e degli investimenti. Tuttavia, è in aumento la  restrizione fiscale e i rischi sulla crescita restano verso il  basso. Il resto del comunicato è  invariato rispetto a gennaio. Le proiezioni di crescita sono riviste verso il basso di un decimo sia  quest’anno (tendenza centrale 2,9-3,4%) sia nel 2014 (2,9-3,7%); tuttavia è migliorato lo  scenario del tasso di disoccupazione a 7,4% a fine 2013 (da 7,55%) e a 6,85% a fine 2014  (da 7,05%). Nella conferenza stampa, Bernanke ha detto che  le condizioni del lavoro sono  migliorate in modo sostanziale negli ultimi 6 mesi (il tasso di disoccupazione è sceso da 8,1%  ad agosto 2012 a 7,7% a febbraio 2013). La Fed ha però bisogno di “accertarsi che questo non è un miglioramento temporaneo”. Il fatto che le proiezioni per il 2013-14 del tasso di  disoccupazione siano state abbassate è comunque un’indicazione rilevante riguardo alle  opinioni dei partecipanti al FOMC: maggiori informazioni saranno disponibili con i verbali, in  pubblicazione fra tre settimane. Come a gennaio, E. George ha dissentito per via del timore  che eccesso di stimolo aumenti i rischi di squilibri futuri. 
Per quanto riguarda le prospettive della politica monetaria sui tassi non ci sono variazioni, né  dal comunicato, né dalle proiezioni, né dalla conferenza stampa. Alla luce del sentiero previsto  per disoccupazione e inflazione, rimane la previsione di tassi fermi fino a tutto il 2014 e in rialzo nel 2015: il tasso di disoccupazione è previsto fra il 6 e il 6,5% a fine 2015. Sul fronte  del programma di acquisto titoli, per ora il ritmo rimane invariato come indicato dal  comunicato, ma verrà determinato in futuro “tenendo conto di probabili efficacia e costi di  tali acquisti oltre che del grado di progresso verso gli obiettivi economici”. Nella conferenza  stampa, Bernanke ha detto che è probabile che in futuro il ritmo di acquisti verrà aggiustato in  base ai miglioramenti dell’economia: “con il progresso verso il nostro obiettivo, possiamo  aggiustare il flusso di acquisti da un mese all’altro per calibrare appropriatamente  l’ammontare di stimolo”. 
Un’affermazione chiave di Bernanke è che  la variabile di policy del FOMC è ora il flusso di  acquisto titoli: questo potrà essere corretto “rispondendo in modo continuo o sensibile alle  variazioni del nostro scenario”. In passato le indicazioni relative alla riduzione del flusso di  acquisti erano venute solo da partecipanti al FOMC, non dal Chairman: l’avallo di Bernanke è  una svolta che prepara, a nostro avviso, l’introduzione di “regole procedurali” per il ritmo di  acquisti, probabilmente a giugno. Maggiori informazioni emergeranno comunque dai verbali. 
Manteniamo la previsione che nel secondo semestre il ritmo di acquisto titoli venga  gradualmente ridotto, magari in risposta a variazioni del tasso di disoccupazione valutate su  due-tre mesi. Il principale rischio alle previsioni di politica monetaria viene dalla politica fiscale:  l’entità della restrizione, le modalità di attuazione dei tagli automatici e il dibattito sul budget  mantengono incerta la valutazione del freno sulla crescita. Per ora, il nostro scenario mantiene  una previsione di accelerazione della crescita verso il 3% fra fine 2013 e inizio 2014, coerente  con la chiusura del programma di acquisto titoli entro inizio 2014.


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