Mirabaud AM: È passato oltre un anno dal caso Credit Suisse; i titoli finanziari subordinati offrono ancora una volta un potenziale significativo per gli esperti del credito che dispongono degli strumenti necessari per individuare i titoli giusti, cavalcando la volatilità.
A cura di Andrew Lake, Head of Fixed Income di Mirabaud Asset Management
È passato oltre un anno dal caso Credit Suisse; i titoli finanziari subordinati offrono ancora una volta un potenziale significativo per gli esperti del credito che dispongono degli strumenti necessari per individuare i titoli giusti, cavalcando la volatilità.
Gli AT1, o CoCo bond, sono generalmente considerati volatili e ad alto rischio, un punto di vista rafforzato dal crollo del Credit Suisse nel marzo 2023 quando gli AT1 della banca sono scesi a zero nonostante il Tier-1 ratio fosse superiore al punto di attivazione per la conversione in azioni degli AT1.
In questo contesto, sembra prudente chiedersi quale ruolo possano svolgere oggi queste obbligazioni in un portafoglio a reddito fisso. Sebbene esistano certamente rischi nell’acquisto di qualsiasi obbligazione subordinata all’interno della struttura del capitale di un’azienda – non esiste mai un pasto gratis – alcuni dei rischi possono essere mitigati con una selezione attenta della banca emittente. Se affrontati correttamente, attualmente vediamo una proposta di valore interessante nel mercato degli AT1, specificamente in grandi istituzioni finanziarie ben capitalizzate.
Attualmente il contesto è favorevole per le banche che beneficiano di tassi di interesse più elevati sui loro portafogli di prestiti e di un quadro economico ancora solido in Europa e negli Stati Uniti. Tuttavia, il diavolo si nasconde nei dettagli. Alcune banche hanno portafogli di crediti in sofferenza piuttosto consistenti, altre operano in contesti normativi meno favorevoli e altre ancora sono esposte a pressioni regionali, come alcune banche USA di dimensioni minori con una notevole esposizione immobiliare. Una selezione accurata è fondamentale; il mercato dei CoCo bond non è certo il luogo adatto per un approccio generalizzato, ma le obbligazioni giuste emesse dalle banche giuste sembrano molto interessanti.
A nostro avviso, le banche “campioni nazionali”, che offrono grandi riserve di capitale e solidi modelli di business, rappresentano il punto di forza in termini di rischio/rendimento. Le cedole, recentemente a una sola cifra (se non gli spread) sono ancora molto interessanti e riteniamo che abbia senso esporsi alle obbligazioni più subordinate di queste grandi organizzazioni ben gestite. La correlazione con il mercato high yield è bassa e gli AT1, pur essendo volatili, offrono una buona diversificazione e potenziali rendimenti attraenti all’interno del settore delle obbligazioni bancarie.
Oltre a queste solide credenziali , gli AT1 offrono anche un’ interessante opportunità di valore relativo potenzialmente, sempre più difficile da ottenere in altri settori. Le banche offrono la possibilità di scegliere tra obbligazioni con cedole basse e short call, che richiedono l’ipotesi che la banca emittente possa rifinanziarsi a tassi migliori entro un breve periodo. Oppure si possono acquistare dalla stessa banca le obbligazioni a cedola più alta, con reset più lungo e duration maggiore. Comprendere l’offerta tecnica e la storia che sta alla base della decisione di una banca di esercitare o meno l’opzione call, offre opportunità agli investitori che hanno gli strumenti per prendere queste decisioni.
È importante saper individuare il valore che gli AT1 possono offrire e riteniamo che possano aggiungere un elemento di rendimento di qualità a un portafoglio high yield globale e, più in generale, a un fondo obbligazionario diversificato.
Nel complesso, riteniamo che questa asset class sia sotto osservazione a causa della sua relativa “novità”, oltre che per la complessità intrinseca dei diversi regimi normativi che gli investitori devono affrontare e per il linguaggio unico di ciascuna obbligazione. Gli AT1 non sono adatti a tutti, ma come esperti di credito riteniamo che abbiano molto da offrire.
Fonte: InvestmentWorld.it
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