Con la nomina dei 10 saggi, incaricati dal Presidente Napolitano di formare due gruppi ristretti di lavoro, uno politico-istituzionale e l’altro economico-sociale , che avranno il compito di individuare alcuni punti programmatici sui quali far confluire le forze politiche,….
è stata scritta una nuova pagina della storia della Repubblica italiana. La fase di stallo che aveva costretto il Paese a perdere ulteriore tempo prezioso, per la mancanza di un accordo tra le parti politiche che ancora oggi sembra condurre a possibili nuove elezioni entro l’estate, è stata così risolta dal Capo dello Stato alla vigilia pasquale. Dopo i primi commenti positivi da parte delle principali forze politiche, ben presto trasformatisi in un fuoco incrociato bi-partisan, sono iniziate a piovere sulle parole di Napolitano dure critiche da parte dell’opinione pubblica internazionale.
Lo Spiegel, nella sua ultima edizione , ha duramente criticato la situazione politica italiana commentando come “la classe politica abbia perso la capacità del compromesso, elemento centrale di ogni democrazia” – aggiungendo poi – “immaginate che in Germania siano il Capo dell’Ufficio federale statistico, un esponente del board della Bundesbank e alcuni ex-giudici a decidere del nuovo Governo, una situazione in cui si trova oggi l’Italia, dove dieci anziani signori devono tentare di mettere in moto qualcosa in un Paese paralizzato dalla crisi”. Duro è stato anche il monito dell’economista americano Roubini, che in una conferenza tenuta in Turchia nel fine settimana, ha ravvisato dallo stallo politico italiano maggiori rischi per gli investitori di quanti ne possano scaturire dalla crisi cipriota.
Italia, con i rendimenti in rialzo su tutti i principali nodi della curva e lo spread sul decennale tedesco nuovamente in area 350bp, un punto percentuale in più dei livelli a cui si era attestato a fine gennaio. A contribuire a tenere alta la tensione, c’è ora il timore che la Slovenia possa essere considerata dai mercati una nuova Cipro, un rischio contagio che spaventa gli investitori, che alla riapertura dei mercati dopo la pausa festiva hanno continuato a vendere l’euro contro tutte le principali valute. Sul rapporto di cambio contro il dollaro, nuovi minimi a quattro mesi sono stati toccati nella seduta del 1 aprile, a quota 1,2770.
Fonte: RBS
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