I verbali FOMC preparano la riduzione del ritmo di acquisti nella seconda metà dell’anno. La riduzione del ritmo degli acquisti potrebbe essere accompagnata da indicazioni che i titoli in portafoglio non verranno venduti, mantenendo il bilancio sui massimi più a lungo di quanto atteso…..
– I punti salienti dei verbali della riunione di marzo del FOMC riguardano il programma di acquisto titoli, che è diventato il principale strumento di policy della Fed. Il messaggio è in linea con le nostre attese: gli acquisti restano in vigore al ritmo attuale, ma si stanno realizzando condizioni che potrebbero permettere di ridurre il ritmo degli acquisti nel secondo semestre e di concludere il programma verso fine 2013.
– Sullo scenario economico, il Comitato rileva un ritorno a una crescita moderata (alcuni notano anche una riduzione dei rischi verso il basso) pur in presenza della restrizione fiscale, particolarmente marcata nel breve termine. Le informazioni recenti su occupazione privata e disoccupazione indicano un miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro. I partecipanti alla riunione non sono ancora convinti che tale miglioramento sia duraturo e ritengono opportuno monitorare gli sviluppi di un insieme ampio di indicatori delle condizioni del mercato del lavoro (v. il nostro “cruscotto della Fed”, WEM 15.03.2013).
– Per quanto riguarda gli strumenti di politica monetaria, in generale c’è consenso sul fatto che gli acquisti di titoli siano efficaci e diano dei benefici maggiori rispetto ai loro costi. Gran parte dei partecipanti ritengono che gli effetti degli acquisti non siano in calo, ma anzi in aumento grazie all’allentamento dei vincoli sul credito. Rimangono comunque alcuni scettici, che ritengono inefficaci gli acquisti. Nella discussione sui costi degli acquisti emerge un’ampia dispersione di opinioni, anche se c’è consenso sui rischi principali associati a un continuo aumento della dimensione del bilancio della Fed. Una parte di questi rischi potrebbe essere contenuta dalla decisione di detenere i titoli acquistati (soprattutto MBS) fino a scadenza, per limitare le conseguenze sul mercato e sulle possibili perdite sul bilancio della Banca centrale.
– Alla luce del dibattito su costi e benefici, il Comitato ha discusso il sentiero appropriato per il programma in futuro. “Alcuni” partecipanti già vedono i costi degli acquisti probabilmente al di sopra dei benefici e vorrebbero terminarli in tempi relativamente brevi. Questa è un’opinione minoritaria. “Alcuni altri” ritengono che i rischi aumentino in modo piuttosto rapido e vorrebbero ridurre il ritmo degli acquisti in tempi stretti. “Molti” partecipanti, inclusi questi ultimi preoccupati dei rischi crescenti, concordano sul fatto che “il continuo solido miglioramento nello scenario del mercato del lavoro potrebbe portare il Comitato a rallentare il ritmo degli acquisti a un certo punto nelle prossime riunioni”; “alcuni” invece ritengono che il programma probabilmente dovrebbe essere mantenuto ai ritmi attuali almeno fino alla parte finale dell’anno.
I partecipanti concordano sul fatto che per rallentare il ritmo di acquisti sarà necessario monitorare un ampio spettro di indicatori. “Alcuni” indicano anche che nel caso in cui il miglioramento atteso non si materializzasse, si potrebbe tornare ad aumentare il ritmo gli acquisti (in linea con affermazioni fatte da Bernanke in conferenza stampa). Infine, vi è consenso sul fatto che il Comitato possa “modificare il mix dei propri strumenti di policy se necessario per aumentare o mantenere lo stimolo complessivo, aggiustando anche la guida sui tassi o le politiche sul bilancio”. Questo punto è rilevante perché potrebbe preludere a una “compensazione” fra un flusso meno rapido di acquisti ora e il mantenimento di un bilancio enorme più a lungo in futuro. Il FOMC valuterà l’evoluzione dello scenario del mercato del lavoro monitorando una serie di variabili (per esempio quelli suggeriti da Yellen: variazione degli occupati, varie misure del tasso di disoccupazione, flussi di lavoro, crescita di domanda e consumi).
– In conclusione, se la dinamica della domanda e dell’occupazione si manterranno sul trend recente, al di là della volatilità mensile, riteniamo probabile che il FOMC possa essere pronto a ridurre il ritmo degli acquisti nella seconda metà dell’anno, restando disposto comunque a fare marcia indietro in caso di peggioramento. Inoltre, la riduzione del ritmo degli acquisti potrebbe essere accompagnata da segnali di mantenimento del livello del bilancio sui massimi che si raggiungeranno alla fine del programma attuale per un periodo più prolungato di quanto il mercato attenda ora, attraverso indicazioni che i titoli in portafoglio non verranno venduti.
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