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Il Punto: Parlamento Europeo, Commissione Europea e Consiglio hanno recentemente raggiunto l’accordo sulle nuove regole di controllo fiscale sui Paesi dell’Eurozona

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La nuova riforma della governance economica nell’Eurozona introdotta con il Two Pack migliora la qualità dell’informazione resa disponibile ai mercati.….

Ma c’è un altro aspetto interessante: le misure sui Paesi in difficoltà finanziaria, che ora possono vedersi imposti programmi di aggiustamento dal Consiglio, in futuro potrebbero ridurre gli incentivi a ritardare le richieste di attivazione di programmi precauzionali.

– Parlamento Europeo, Commissione Europea e Consiglio hanno recentemente raggiunto l’accordo sulle nuove regole di controllo fiscale sui Paesi dell’Eurozona, note come Two Pack. Il primo regolamento si applica a tutti i Paesi dell’area euro, con norme aggiuntive per quelli assoggettati alla procedura contro i disavanzi eccessivi. Il secondo, riguarda i Paesi che si trovano a fronteggiare seri problemi di stabilità finanziaria e quelli che hanno richiesto o stanno ricevendo aiuti finanziari. Diversamente dalle precedenti riforme, questa si concentra maggiormente sulla trasparenza del processo di programmazione fiscale, garantendo anche ad attori esterni (investitori, analisti) accesso a informazione comparabile e tempestiva sui processi di bilancio. Tuttavia, viene anche attribuito al Consiglio il potere di imporre a uno Stato in situazione di stress finanziario obblighi di aggiustamento anche prima che arrivi una richiesta di aiuto.

– Iniziamo dai nuovi obblighi generali. Come conseguenza della riforma, il processo nazionale di elaborazione dei budget sarà sottoposto a nuovi vincoli preventivi. La presentazione dei piani fiscali di medio termine (i cosiddetti ‘programmi di stabilità’) è già prevista entro il 30 aprile di ogni anno (preferibilmente entro il 15/4), e deve essere basata su proiezioni macroeconomiche indipendenti. In aggiunta, sono state fissate scadenze del 15 ottobre per la pubblicazione delle bozze del budget, del 30 novembre per il parere della Commissione e del 31 dicembre per l’adozione finale da parte del Parlamento. Il parere della Commissione, che sarà pubblico, potrebbe non rappresentare una mera formalità: se fossero riscontrate incongruenze con gli impegni del patto di stabilità, infatti, potrebbe essere richiesto allo Stato membro di rivedere la proposta di legge. Inoltre, è ora previsto che la Commissione pubblichi un rapporto con le prospettive dei conti pubblici per l’anno seguente.

– Ulteriori obblighi informativi vengono introdotti per gli Stati con deficit eccessivi. Questi dovranno produrre un rapporto semestrale sull’esecuzione del budget e sulle misure adottate per raggiungere gli obiettivi, ed è prevista l’eventualità di fornire informazioni aggiuntive se si riscontra un rischio concreto di violazione dei target.

– Un ulteriore rafforzamento degli obblighi di trasparenza sul processo di budget è previsto per gli Stati in situazione di stress finanziario, anche prima che facciano richiesta formale di sostegno. Infatti, la Commissione può sottoporre a un regime di sorveglianza rafforzata un Paese che stia sperimentando difficoltà riguardo alla stabilità finanziaria con probabili ripercussioni sul resto dell’Eurozona, oltre che i Paesi già beneficiari di programmi di sostegno di qualsiasi natura. Oltre a quanto previsto per i Paesi con disavanzi eccessivi, lo Stato in difficoltà dovrà condurre esercizi di stress testing e di sensitivity sul sistema finanziario, sottoporre le proprie Autorità di vigilanza a valutazioni esterne periodiche e comunicare informazioni disaggregate sugli sviluppi del suo sistema finanziario, che saranno però gestite come confidenziali da Commissione Europea e BCE.

– Per i Paesi in difficoltà finanziaria, tuttavia, è previsto anche un passo ben più invasivo di una mera richiesta di informazioni: infatti, il Consiglio potrà inviare raccomandazioni (tendenzialmente riservate, ma potenzialmente pubbliche) che impongano misure correttive precauzionali o un programma di aggiustamento macroeconomico. Questo potere di intervento potrebbe avere sviluppi interessanti: poiché la situazione di stress finanziario potrebbe far scattare obblighi di correzione indipendentemente dalla richiesta di sostegno finanziario, per gli Stati membri in difficoltà si ridurrebbe il costo politico di chiedere l’attivazione di programmi precauzionali di stabilizzazione.


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