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Il Punto: La Fed prepara il terreno per la riduzione di QE3, all’insegna della gradualità e della cautela.

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L’audizione di Bernanke in Congresso e la pubblicazione dei verbali della riunione del FOMC di maggio hanno aperto la strada alla riduzione del ritmo di acquisto titoli, pur senza modificare molto il quadro della strategia di politica monetaria rispetto a quanto già noto. ….

I punti principali della comunicazione recente sono: 1) la Fed sarà cauta e graduale nella gestione delle svolte, mantenendo la politica monetaria molto accomodante e dipendente dal flusso di dati in uscita; 2) si raccoglieranno ancora informazioni sullo scenario prima di toccare QE3, ma entro l’estate è probabile che il flusso di acquisti venga gradualmente ridotto, restando pronti a modificare la strategia in risposta ai dati. La Fed vuole comunque rassicurare i mercati sull’impegno a sostenere la ripresa e contenere il più possibile la volatilità.

Bernanke, nell’audizione in Congresso ha dato una valutazione ancora cauta sull’economia, affermando che il mercato del lavoro è migliorato ma rimane ancora “generalmente debole”.

Sul fronte della politica monetaria, Bernanke ha ripetuto che la Fed è pronta ad aumentare o ridurre il ritmo degli acquisti di titoli per garantire che lo stimolo monetario sia appropriato sulla base dell’evoluzione del mercato del lavoro e dell’inflazione. Bernanke ha sottolineato che una restrizione prematura della politica monetaria potrebbe determinare il rischio di interrompere la ripresa e di ridurre ulteriormente l’inflazione al di sotto dell’obiettivo della Fed. Il riferimento alla potenziale eccessiva restrizione non è collegato alla riduzione del ritmo di acquisti, che è ancora equivalente a un aumento dello stimolo monetario, se pure a ritmi più contenuti. La restrizione potrebbe venire dalla riduzione della dimensione del bilancio della Fed, che si verificherebbe se, dopo la chiusura del programma QE3, i titoli in scadenza non venissero reinvestiti.

In risposta a domande specifiche Bernanke ha detto che la Fed potrebbe considerare la riduzione del programma “nelle prossime riunioni”, sempre che ci siano conferme del sentiero positivo dell’economia. A una domanda più precisa sulla data della prima mossa (avverrà entro Labor Day, a inizio settembre?), il chairman ha evitato di rispondere. Maggiori informazioni sui tempi della riduzione degli acquisti sono emerse, come atteso, dai verbali di maggio, che rivelano un ampio spettro di opinioni ma anche consenso su alcuni punti importanti. La maggior parte dei partecipanti concorda sul fatto che il mercato del lavoro sia migliorato, ma “molti” di costoro ritengono che siano necessarie altre informazioni sulla continuazione dei progressi, sulla riduzione dei rischi e sulla fiducia nello scenario prima di modificare il flusso di acquisti. “Un gruppo” di partecipanti è pronto a ridurre gli acquisti già a giugno, se le nuove informazioni confermeranno una crescita “sufficientemente forte e sostenuta”. Qui va cercato l’equilibrio fra i “molti” che vogliono maggiore informazione e il “gruppo” disposto a ridurre gli acquisti a giugno. I primi sono chiaramente più dei secondi, e le informazioni aggiuntive entro metà giugno non sono molte, rispetto a inizio maggio sarebbero solo due employment report, di cui uno già noto ora. Gli altri dati che stanno uscendo restano misti. Alla luce dei discorsi recenti, dei verbali e dei dati prevediamo che alla riunione di giugno il FOMC segnali di volere raccogliere ancora qualche mese di informazioni per confermare il miglioramento sostanziale dello scenario del mercato del lavoro, con l’indicazione che probabilmente entro settembre si potrà iniziare il ridimensionamento del programma. Sarà però specificato chiaramente che tale ridimensionamento equivale ancora ad aumento dello stimolo monetario.

 Alla riunione di giugno, oltre ai tempi e ai modi della riduzione di QE3 potrebbe essere anche discussa la sequenza delle mosse nella strategia di uscita. Dudley ha detto che il FOMC vuole rivedere le linee guida della strategia di uscita e comunicarle in modo trasparente, anche per ridurre un’eventuale eccessiva volatilità sui mercati quando verrà ridimensionato il ritmo degli acquisti mensili. Nelle nuove linee guida sull’uscita, la Fed probabilmente specificherà che 1) il bilancio resterà elevato a lungo dopo la fine del programma QE3 e 2) non intende vendere i titoli in portafoglio, ma ha in programma un’uscita graduale accompagnata dalla naturale scadenza delle obbligazioni detenute nel suo attivo.


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