AXA IM : Il progetto di bilancio del Governo francese per il 2025 prevede uno sforzo discrezionale pari all’1,4% del PIL.
A cura di Gilles Moëc, AXA Group Chief Economist and Head of AXA IM Research
Si tratta di un importo considerevole, che costituisce uno sforzo maggior rispetto al Piano fiscale e strutturale a medio termine per il 2025-2028. È preferibile concentrare le misure all’inizio, anziché promettere virtù future, soprattutto quando le condizioni politiche sono incerte. Se si osserva semplicemente il rapporto tra spesa e tasse e PIL riportato nel disegno di legge del Governo, si nota che la maggior parte dello sforzo deriva dall’aumento delle tasse.
Data la debolezza della domanda interna, tale scelta è comprensibile nel breve periodo. Il problema – evidenziato ad esempio da Fitch in occasione dell’attribuzione di un “outlook negativo” al rating della Francia – è che molte misure del disegno di legge 2025 sono temporanee. Ora che il Governo ha presentato un “bilancio di emergenza”, dovrà delineare un programma di misure più sistemiche, probabilmente concentrandosi sul fronte della spesa, visto il livello di tassazione già elevato.
Nel breve periodo, il mercato si concentrerà probabilmente sulla capacità politica del governo di approvare il bilancio. Riteniamo verosimile una procedura di “non voto” attraverso l’articolo 49.3 della Costituzione – che consente a un governo di far approvare un disegno di legge dall’Assemblea Nazionale senza che si tenga una votazione; il vero problema sarà quindi se una mozione di sfiducia possa avere successo. La nostra previsione di base è che il bilancio passerà, ma il governo potrebbe dover acconsentire a ridimensionare gli aspetti più impopolari.
Guardiamo ai precedenti storici per valutare il Piano fiscale e strutturale a medio termine francese. Lo sforzo complessivo per raggiungere un deficit del 3% nel 2029 non sarebbe senza precedenti – si colloca infatti tra i percorsi di consolidamento degli anni ’90 e del 2010. In entrambi i casi, però, la Francia ha beneficiato di una massiccia riduzione dei tassi di interesse che non riteniamo replicabile questa volta, e il debito è sceso solo marginalmente alla fine di queste fasi di aggiustamento.
Fonte: InvestmentWorld.it
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