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Flash: La riunione del FOMC sarà concentrata sulla questione della riduzione degli acquisti di titoli

Da seguire: Stati Uniti: La riunione del FOMC sarà concentrata sulla questione della riduzione degli acquisti di titoli. Il Comitato prenderà ancora un po’ di tempo, ma segnalerà che si è molto vicini a una valutazione di “miglioramento….

 


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sostanziale” dello scenario del mercato del lavoro. Il FOMC dovrebbe indicare che conferme a breve di accelerazione della crescita e prosecuzione ai ritmi attuali dell’aggiustamento del mercato del lavoro permetteranno un graduale rallentamento del ritmo di acquisti, da rivalutare riunione per riunione. A nostro avviso, il miglioramento macro e l’obiettivo di contenere i rischi della strategia di uscita dovrebbero portare il FOMC a rallentare il ritmo di acquisti nel 3° e 4° trimestre 2013, per stabilizzare il bilancio da inizio 2014. La fase di stabilità dello stimolo potrebbe protrarsi poi a lungo (fino a fine 2015), quando le scadenze dei titoli in portafoglio eviteranno di dover considerare vendite di titoli per ridurre lo stimolo monetario. Il messaggio della Fed dovrebbe comunque restare estremamente cauto, specificando che il FOMC si riserverà di modificare sia verso l’alto che verso il basso il ritmo di acquisto titoli, sulla base del flusso di nuove informazioni disponibili a ciascuna riunione. Nella conferenza stampa Bernanke dovrebbe anche sottolineare nuovamente il fatto che una riduzione del ritmo di acquisti equivale comunque ancora a introduzione di nuovo stimolo monetario, anche se a un passo più contenuto.

Ieri sui mercati

Buone notizie ieri sia sul fronte dei dati (ZEW e permessi di costruzione americani, inflazione americana ancora bassa), sia su quello della crisi del debito (Rehn ha prospettato l’attivazione di meccanismi precauzionali per facilitare l’uscita dai programmi di sostegno di Portogallo e Irlanda, una misura che in effetti ci attendiamo). Buona performance del debito portoghese e irlandese, che hanno annullato buona parte dell’allargamento registratosi a partire dal 22 maggio. Rendimenti degli UST fermi, con indici azionari americani in rialzo e indici europei stabili. I tassi sono invece più alti sui mercati core europei (+3-4pb), movimenti che hanno causato incrementi modesti anche dei rendimenti sul debito italiano. La Spagna ha piazzato poco più di 5 miliardi in carta semestrale e annuale a tassi in rialzo, 0,821% sul semestrale e 1,395% sull’annuale, ma registrando buona domanda (3,8x e 2,1x rispettivamente sui due titoli) . Modesti i movimenti dei mercati valutari, con dollaro in ripresa sullo yen e in calo sull’euro.

Area Euro

Germania. L’indice ZEW sale a 38,5 da un precedente 36,4, invertendo il trend di discesa degli ultimi tre mesi. L’incremento è in linea con le attese ma considerata l’elevata variabilità dell’indice è pressoché trascurabile. L’indice sulla situazione corrente delude le attese calando di tre decimi a 8,6 da un precedente 8,9. Entrambi gli indicatori sono significativamente al di sopra della media di lungo termine. Lo ZEW è tipicamente influenzato dai movimenti di mercato e nell’ultimo mese si è avuto un aumento della volatilità. È possibile che i PMI facciano, quindi, comunque meglio dello ZEW. 

Draghi ha ribadito il messaggio ufficiale sulle opzioni di politica monetaria e sulle conseguenze non intenzionali delle misure indicate. Draghi ha anche notato che nell’ultimo mese si sono avuti segnali di lieve miglioramento del ciclo. Per il resto, nuova esortazione ai ministri delle finanze a definire il meccanismo unico di risoluzione delle crisi, secondo pilastro dell’unione bancaria.

Stati Uniti

Il CPI è tornato a crescere dopo due mesi di calo a maggio, di 0,1% m/m dopo il -0,4% m/m di aprile. Il dato è comunque risultato inferiore alle aspettative. Sull’anno, l’inflazione è salita all’1,4% dall’1,1% del mese precedente. L’indice core è accelerato, in linea con le attese, a 0,2% m/m da 0,1% m/m di aprile, per una variazione annua stabile all’1,7%. I maggiori rincari si osservano per l’energia (0,4% m/m; si tratta comunque di un rimbalzo dopo due mesi di forte calo); in aumento anche i prezzi dei beni di largo consumo e delle spese per l’abitazione (entrambi di 0,3% m/m) e quelli dell’abbigliamento (+0,2% m/m). Il rialzo dell’inflazione tendenziale dovrebbe ridurre le preoccupazioni della Fed per un’eccessiva disinflazione.   

I nuovi cantieri sono aumentati meno delle attese a maggio, di 914 mila unità dalle 856 mila di aprile, mentre le licenze edilizie hanno corretto più del previsto a 974 mila unità da 1,005 mln di unità di aprile. L’aumento delle aperture di nuovi cantieri è un rimbalzo (+6,8% m/m) dopo il forte rallentamento di aprile (-14,83% m/m) e conferma il progressivo rafforzamento del settore abitativo. Il calo nelle nuove licenze rispecchia un rallentamento nel segmento delle unità plurifamiliari, ma bisogna notare anche che le licenze per le unità unifamiliari sono ai massimi da cinque anni. Il trend è visto restare positivo per entrambe le serie e in particolare per il comparto delle unità unifamiliari, confermando il sentiero di espansione delle costruzioni residenziali.


 

Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca,  dichiarano che: Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti; Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

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