Flash: Il rendimento del BTP decennale ha superato il 4,30%

Da seguire: – La riunione dei ministri delle finanze del G20, preparatoria per il vertice di fine mese dei capi di governo, dovrebbe affrontare il tema della regolamentazione finanziaria (con gli Stati Uniti cha stanno procedendo per conto proprio), la proposta di un’imposta sulle banche (che però è osteggiata…


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da Canada, Australia e da molti paesi emergenti), la regolamentazione delle agenzie di rating e degli hedge funds (riguardo alla quale ci sono proposte dell’UE). I ministri discuteranno anche delle tensioni sul debito pubblico in Europa e del piano di supporto lanciato il 9 maggio dall’Unione Europea e dalla BCE, nonché delle prospettive della ripresa economica.

Area euro

– La seconda stima del PIL area euro dovrebbe offrire maggiori dettagli sulla debolezza della crescita nei primi tre mesi dell’anno (0,2% t/t, 0,5% a/a). Ci attendiamo un contributo negativo degli investimenti in costruzioni e di quelli in macchinari, nonché di consumi ed export netto, ma un apporto positivo delle scorte. Le indicazioni più recenti sono per un’accelerazione della crescita nei mesi primaverili.

Stati Uniti

– Rivediamo verso l’alto la nostra previsione per gli occupati del settore non agricolo a maggio: +650 mila unità, dopo +290 mila in aprile. A maggio si dovrebbe vedere un aumento significativo del contributo degli occupati nel settore pubblico per via del censimento: i dati del Census Bureau mostrano un incremento di 450 mila occupati fra metà aprile e metà maggio. Il settore privato dovrebbe continuare a vedere una solida variazione di addetti, sia nell’industria sia nei servizi. Anche in presenza di un ulteriore aumento del tasso di partecipazione, più contenuto rispetto ai 3 decimi visti ad aprile, il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere al 9,8% dal 9,9% di aprile. La settimana lavorativa dovrebbe rimanere invariata e i salari orari dovrebbero registrare una variazione positiva (+0,1% m/m), ma modesta.

Ieri sui mercati

Il rendimento del BTP decennale ha superato il 4,30%, balzando sopra il picco segnato il 6-7 maggio. Lo spread sul Bund, il cui rendimento è rimasto stabile al 2,66%, è attualmente a 165pb. Chiusura in calo per l’euro, sceso per tutta la giornata fino a un minimo di 1,2150; il dollaro è in rialzo anche nei confronti dello yen, scambiato a 92,7. Quarto giorno di aumento per i tassi Euribor.

Area euro

Le vendite al dettaglio nell’area euro sorprendono con un calo di -1,2% m/m ad aprile. La tendenza di fondo risulta meno debole se si tiene conto della revisione al dato di marzo (+0,5% m/m da un precedente 0,0% m/m). La dinamica trimestrale dovrebbe registrare un calo di circa un punto a giugno. La debolezza in aprile è concentrata in Spagna, Slovacchia e Slovenia. In Francia le vendite sono rimaste circa stabili (0,2%m/m) mentre in Germania e Belgio si sono visti aumenti dell’1,0% m/m e dell’1,8% m/m rispettivamente.

Il 2 giugno le banche hanno parcheggiato ben 320 miliardi di euro di riserve in eccesso in depositi a un giorno, un nuovo record che supera i 315 miliardi toccati nel luglio 2009, dopo l’immissione di fondi a un anno per 442 miliardi di euro. I numeri elevati riflettono l’approssimarsi della scadenza del 1° luglio, oltre alle tensioni sui titoli di stato e sul mercato interbancario.

Stati Uniti

Numerosi interventi di esponenti della Fed. Nessun riferimento alla politica monetaria da Bernanke. Fisher (Dallas Fed) non sarebbe contrario alla vendita di MBS con una tempistica appropriata; il momento della svolta non è ancora arrivato, ma “si sta avvicinando”; egli non ha fatto riferimento al “periodo esteso”. Lockhart (Atlanta Fed) ha detto di essere ancora in favore del riferimento al “periodo esteso”, affermando che è meno rischioso aspettare troppo che muovere troppo presto, ma secondo lui si sta avvicinando il momento per ricalibrare la politica monetaria. Hoenig (Kansas City Fed) che dissente da mesi sul linguaggio del comunicato, ha detto che la svolta dei tassi dovrebbe avvenire nei prossimi mesi, portando i tassi all’1% entro l’estate.

La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli vede una variazione di +55 mila, dopo +65 mila (rivisto da +32 mila) di aprile. Negli ultimi mesi la stima ADP ha sempre sottostimato ampiamente i dati dell’employment report.

I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 29 maggio scendono a 453 mila da 463 mila della settimana precedente. Secondo il Labor Department, 6 stati hanno dati incompleti per la settimana per via della chiusura degli uffici per Memorial Day il 31 maggio.

La produttività nel 1° trimestre è cresciuta del 2,8%, una revisione da 3,6% della prima stima. Nella revisione salgono le ore lavorate (a +1,1% t/t da 0,8% t/t), mentre risulta più bassa la crescita dell’output (a 4% t/t da 4,4% t/t). Il costo del lavoro per unità di prodotto analogamente viene rivisto a -1,3% t/t da -1,6% t/t: all’effetto delle ore lavorate più elevate, si aggiunge una revisione verso il basso delle retribuzioni orarie (+1,5% t/t da +1,9% t/t).

L’ISM del settore non manifatturiero a maggio è rimasto stabile a 55,4 come ad aprile e a marzo. In aumento l’attività a 61,1 da 60,3 e l’occupazione a 50,4 da 49,5. In calo invece i nuovi ordini (a 57,1 da 58,2), i prezzi pagati (a 60,6 da 64,7). L’indice è al di sopra di 50 per il quinto mese consecutivo e segnala stabilizzazione della crescita su livelli elevati.


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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