Ramenghi Matteo UBS WM Italy UBS Global Real Estate Bubble Index

UBS WM : Propositi per il nuovo anno

UBS WM : Il 2024 è stato un ottimo anno per i mercati finanziari e quasi tutte le asset class hanno registrato performance positive, in primis l’azionario globale, che ha sfiorato il +19% trainato dagli Stati Uniti e dalla tecnologia.

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Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer UBS WM Italy, UBS Europe SE, Succursale Italia


Spesso l’anno delle elezioni presidenziali statunitensi e l’inizio del calo dei tassi d’interesse coincidono con buone performance, ma questa volta non era un esito scontato in considerazione dell’incerta discesa dell’inflazione negli Stati Uniti, dello spinoso quadro geopolitico e della precaria situazione politica europea.

L’anno che abbiamo davanti dovrebbe essere caratterizzato da una crescita economica moderata, una continuazione della riduzione dei tassi d’interesse e un contesto altamente incerto a livello internazionale, con guerre, dazi e rivalità tecnologica a tenere banco.

Ogni anno sembra speciale e diverso dagli altri, caratterizzato da eventi che si sovrappongono e spesso hanno effetti controversi sui mercati finanziari.

Questo flusso incessante di notizie e informazioni talvolta induce gli investitori in errore. Il rischio è oggi ancora maggiore perché questo «bombardamento» di informazioni è amplificato dai social network, mentre aumenta il rischio di incorrere in informazioni manipolate.

Proprio per questo, a partire dagli anni ’80 alcuni psicologi hanno iniziato a sviluppare la finanza comportamentale, che studia come le decisioni finanziarie degli individui, e talvolta anche delle istituzioni, vengano influenzate dalle emozioni e dai bias cognitivi, processi mentali automatici che possono portare a giudizi e decisioni irrazionali.

Spesso, anche in questo editoriale, si discute delle aspettative economiche e finanziarie di breve termine, di possibili anomalie e di arbitraggi tra asset class, settori economici e valute. Sebbene la tattica sia importante nella gestione del denaro, è irrealistico pensare di poter sistematicamente investire sui minimi del mercato e vendere prima delle correzioni.

L’esperienza e le serie storiche dimostrano in modo netto che rimanere investiti è spesso la strategia più premiante. A lungo termine, nell’aggregato il mercato azionario produce i ritorni più elevati (le nostre attese a lungo termine sono di un ritorno superiore al 7% per l’azionario globale espresso in euro) nonostante una maggiore volatilità.

Se questi ritorni vengono costantemente reinvestiti per molti anni, producono a loro volta nuovo capitale – il cosiddetto effetto composto. Questo effetto genera una crescita esponenziale nel tempo, ma spesso non ne abbiamo percezione, perché siamo maggiormente predisposti a pensare in termini di progressioni costanti e incrementi regolari.

Questo approccio si riferisce soprattutto a portafogli altamente diversificati con posizioni poco concentrate. Del resto, come sosteneva Harry Markowitz, premio Nobel nel 1990 e autore della moderna teoria del portafoglio, la diversificazione è l’unico regalo del mercato.

In quantità dipendenti dall’orizzonte temporale e dalla tolleranza al rischio, un portafoglio deve includere posizioni meno cicliche e mantenere sempre una liquidità sufficiente a far fronte agli impegni senza dover smobilizzare gli investimenti in essere.

Nel determinare la quantità di liquidità da mantenere bisogna pianificare attentamente le esigenze dei prossimi anni e considerare uscite impreviste senza perdere di vista il costo opportunità del denaro: infatti, detenere troppa liquidità espone al rischio di rendimenti decrescenti e, molto probabilmente, inferiori all’inflazione. Del resto, l’inflazione è spesso il maggior nemico di lungo termine di un investitore, dato che erode il valore reale dei patrimoni.

Al momento i tassi d’interesse sono ancora elevati, ma sono in rapida discesa. Bloccare rendimenti interessanti su obbligazioni a medio-lungo termine rappresenta un’opportunità in questa fase. Soprattutto in un contesto di tassi in calo, alcuni investitori possono considerare anche il ricorso alla leva finanziaria per ottenere liquidità senza smobilizzare gli investimenti.

Per questo è importante seguire una strategia basata sugli obiettivi e le specificità di ciascun investitore. Avere un progetto chiaro per organizzare il proprio patrimonio e definire una strategia che consenta di orientarsi anche in presenza di forte incertezza è essenziale per mantenere la rotta nel tempo massimizzando i ritorni di lungo termine.

Incrociando diverse tecniche sviluppate negli Stati Uniti per gli investitori privati e altre mutuate dall’asset liability management di banche e assicurazioni, abbiamo sviluppato il concetto di Wealth Way, che organizza il patrimonio in tre diverse dimensioni: Liquidità, Longevità e Lascito.

A ciascuna dimensione è associata una missione diversa, in modo da strutturare il patrimonio sulla base degli obiettivi degli investitori invece che dei fattori tecnici del mercato.

Liquidità: coprire le spese previste in un orizzonte di tre-cinque anni o altri impegni finanziari legati alla propria attività. La liquidità e gli investimenti di questa strategia devono essere stabili per evitare oscillazioni, dato il breve orizzonte temporale. Le disponibilità liquide in alcuni casi possono essere aumentate dal ricorso alla leva finanziaria.

Longevità: pensare a quanto sarà necessario per il resto della propria vita e per i propri progetti di medio termine, includendo portafogli orientati alla crescita, patrimoni previdenziali e immobili utilizzati direttamente.

Lascito: il patrimonio eccedente il capitale necessario nel corso della propria vita. Guardando al lungo periodo, questi portafogli possono avere un profilo più aggressivo e includere una quota maggiore di azioni e investimenti illiquidi, arte e immobili.

Avere la possibilità di lasciare investita a lungo termine e in modo diversificato una parte del portafoglio, mantenendo una liquidità sufficiente a far fronte ai propri bisogni senza smobilizzare il capitale, dovrebbe consentire nel tempo di sfruttare l’effetto composto discusso in precedenza e registrare performance significativamente migliori.

Un approccio di questo tipo può inoltre aiutare gli investitori a evitare i classici errori emotivi descritti dalla finanza comportamentale, come l’eccesso di ottimismo nelle fasi positive e l’estrema avversione al rischio in quelle burrascose. Inoltre, consente di valutare in modo olistico il patrimonio di un investitore evitando la duplicazione dei rischi tra le diverse aree, come azienda, attività professionale, immobili o esposizioni valutarie.

I migliori auguri per il nuovo anno!

Fonte: InvestmentWorld.it


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