AXA IM : La valutazione del mercato azionario statunitense è una preoccupazione ricorrente degli investitori.
Chris Iggo, Chief Investment Officer di AXA IM Core
Gli investitori restano rialzisti sulle azioni USA
Chris Iggo, Chief Investment Officer di AXA IM Core
Nel 2024 l’indice blue-chip S&P 500 ha raggiunto diversi nuovi massimi, mentre l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale generativa ha consentito anche all’indice Nasdaq 100, a forte trazione tecnologica, di ottenere notevoli guadagni. Di conseguenza, quello degli Stati Uniti è di gran lunga il più costoso tra i principali mercati azionari. Tuttavia, la valutazione non è garanzia di rendimenti futuri.
Gli investitori sembrano avere una view rialzista sulle azioni statunitensi, a fronte di previsioni di crescita degli utili pari al 14% per il prossimo anno e della favorevole agenda politica del presidente eletto Donald Trump. Tuttavia, i prezzi potrebbero adeguarsi rapidamente se il sentiment dovesse peggiorare. Esistono mercati azionari più economici, ovvero quelli europei e asiatici. Ma soprattutto, i Treasury statunitensi, come altri titoli di Stato, si sono deprezzati in termini di valore relativo rispetto alle obbligazioni corporate. Una rotazione dalle azioni alle obbligazioni potrebbe essere una delle sorprese del 2025?
L’Europa offre valore relativo
Alessandro Tentori, Chief Investment Officer Europe AXA IM
Negli ultimi 24 mesi, abbiamo assistito a un significativo re-pricing delle stime sulla crescita economica statunitense. Ad esempio, alla fine del 2023 le aspettative di consenso per il 2024 erano dell’1,3%, ma probabilmente sono più vicine al 2,7%. Tuttavia, il consenso per il 2025 potrebbe essere notevolmente migliorato, sia in termini macroeconomici che di mercato. Le previsioni sul PIL statunitense partono da una base più elevata: le stime di consenso si attestano al 2,1% (previsioni di AXA IM al 2,3%).
Le aspettative mediane di Bloomberg per l’indice S&P 500 si attestano a 6.600 punti alla fine del 2025, un cambiamento netto rispetto alle attese iniziali piuttosto negative per la fine del 2024 a 4.800 punti. Pertanto, potremmo dover fare a meno del recente “effetto sorpresa”. Questo non significa necessariamente che la performance del mercato sarà deludente nel 2025, ma l’asticella per un altro risultato superiore al 20% è inequivocabilmente alta.
Impatto di dati macroeconomici divergenti in Asia
Ecaterina Bigos, Chief Investment Officer, Asia ex-Japan, AXA IM Core
Le divergenti politiche economiche globali e le dinamiche geopolitiche continuano a influenzare le economie asiatiche. Di conseguenza, i responsabili delle politiche monetarie dovranno essere astuti. L’India è alle prese con un rallentamento di attività industriale, consumi e investimenti privati, un quadro che potrebbe giustificare tassi d’interesse più contenuti. L’inflazione, tuttavia, è superiore al target e soggetta a forti shock nei prezzi dei generi alimentari legati alle condizioni meteorologiche. Trattandosi però di una delle economie asiatiche maggiormente orientate verso l’economia interna, risulta meno esposta alle tensioni commerciali globali.
La Corea del Sud si trova di fronte a diverse sfide: oltre all’attuale instabilità politica, deve affrontare la debolezza della produzione globale e la lenta domanda interna, nonché l’incertezza sull’impatto dei probabili dazi statunitensi. Taiwan appare più resiliente, poiché beneficia della domanda di semiconduttori risultante dalla continua crescita dell’intelligenza artificiale. La banca centrale di Taiwan ha un margine limitato per ridurre i tassi d’interesse, in parte a causa del livello di indebitamento nel mercato immobiliare residenziale.
Fonte: InvestmentWorld.it
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