Federated Hermes : Sono passate poco più di due settimane dal giuramento di Trump e un periodo di relativa calma per i mercati azionari, che si è interrotto pochi giorni fa quando Trump ha imposto dazi del 10% sulle esportazioni cinesi, concedendo una tregua last minute a Canada e Messico, Paesi destinati a dazi generalizzati del 25%.
A cura di James Cook, Investment Director, Emerging Markets di Federated Hermes
Percepiamo una certa riluttanza nel suo approccio alla Cina: forse il dazio più basso è solo una merce di scambio iniziale per esigenze più pressanti, come il sostegno di Pechino alla Russia e all’Iran, l’interruzione del commercio illegale di Fentanyl o l’attrazione persuasiva dei suoi sostenitori di più alto profilo che hanno interessi produttivi significativi in Cina.
Sebbene i rumors e l’incertezza siano notevoli, non riteniamo che l’escalation delle tensioni commerciali possa modificare le prospettive del mercato cinese. Ci atteniamo a ciò che sappiamo, ossia che le valutazioni sono estremamente convenienti, e alla nostra opinione che i mercati azionari cinesi stiano più che scontando il rischio commerciale, tra le altre cose. Prevediamo che l’impatto netto della politica commerciale statunitense sia gestibile, come già dimostrato nel 2018-19. Gli operatori di mercato dovranno affrontare delle battute d’arresto, ma non è detto che non possano essere affrontate. Gli operatori di mercato si troveranno di fronte a battute d’arresto e a un’indigestione quando si sveglieranno per scoprire l’ultimo tweet di Trump sulla politica commerciale, quindi prevediamo un contesto dominato dalla volatilità. Il problema più grande della Cina non è Trump (una continuazione della stessa politica anti-Cina rispetto al cambio di direzione shock della sua prima presidenza), ma l’economia interna.
Fonte: InvestmentWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it




