Finalmente il Congresso ha raggiunto un accordo per riaprire il Governo fino al 15 gennaio e alzare il limite del debito fino al 7 febbraio. I due rami del Congresso hanno approvato un disegno di legge, rapidamente firmato dal Presidente…..
che ha consentito la riapertura degli uffici federali fin dalla giornata di giovedì.
Il voto ha spaccato il fronte repubblicano, con un risultato di 285 (di cui 87 Repubblicani) a 144 alla Camera e 81 (di cui 27 Repubblicani) a 18 al Senato. La legge elimina solo un elemento marginale della riforma sanitaria (finanziamento di alcuni strumenti medici). Come atteso, l’accordo prevede l’istituzione di una commissione bicamerale che dovrà discutere i temi della spesa di medio termine e definire correttivi entro il 13 dicembre. Lo scontro di queste due settimane avrà conseguenze per il partito repubblicano, che esce sconfitto. La legge approvata, infatti, non include condizioni significative per il blocco della riforma sanitaria (obiettivo iniziale della frangia estremista dei Repubblicani) e la responsabilità del blocco e dell’incertezza esasperante è chiaramente attribuita ai Repubblicani stessi. Sarà da vedere se il processo di analisi interno al partito che inizia oggi porterà a uno spostamento del baricentro del partito verso i moderati. Contro la legge hanno votato rappresentanti di spicco, fra cui Paul Ryan, che evidentemente programma di guidare i voti dei “radicali” nei negoziati della commissione bicamerale nei prossimi mesi e poi nella sua futura battaglia per la presidenza. Ryan è presidente della Commissione Bilancio della Camera e aveva per primo cercato di spostare i negoziati sul budget di medio termine.
Gli equilibri nel partito repubblicano, e in particolare la costruzione di un argine alla deriva estremista, saranno cruciali per i prossimi mesi. Infatti, l’accordo è ancora una volta una soluzione ponte che sposta i problemi di solo qualche mese: c’è il rischio che fra gennaio e febbraio gli Stati Uniti si ritrovino allo stesso punto di un mese fa. A mitigare il rischio, forse la forte perdita di reputazione dei Repubblicani nelle vicende recenti porterà a una maggiore disponibilità al compromesso. Inoltre, lo scontro si sposta ora sul programma Medicare e si allontana dalla riforma sanitaria: ciò facilita l’intesa con i Democratici, che può essere trovata recuperando proposte che erano incluse sia nel budget presentato da Obama sia in quello elaborato da Ryan in primavera. È probabile che i negoziati rimodulino anche i tagli discrezionali alla spesa pubblica nel 2014 e discutano una riforma tributaria.
La Commissione bicamerale avrà circa 3 mesi per trovare un accordo sul sentiero di medio termine della spesa: non è scontato che si arrivi a febbraio con un accordo che permetta l’estensione dell’esercizio provvisorio e l’ulteriore rialzo del limite del debito. L’esperienza del 2011 insegna a essere pessimisti: la Commissione bipartisan istituita allora aveva stilato un rapporto per la risoluzione dei problemi di lungo termine del bilancio federale, ma il Congresso non era riuscito a recepirne le indicazioni, e aveva così messo in moto la macchina dei tagli indiscriminati alla spesa discrezionale. Pertanto la soluzione del 17 ottobre non elimina l’incertezza e una possibile escalation di tensioni man mano che ci si avvicinerà alla nuova scadenza a inizio 2014. Al momento prevediamo che si trovi un accordo entro le scadenze indicate dalla legge (il 2014 è un anno elettorale), con la possibilità di un modesto allentamento fiscale rispetto a quanto previsto dalla legge vigente.
I costi del blocco del governo e dell’aumento dell’incertezza si sentiranno nel 4° trimestre, ma dovrebbero essere limitati a circa 2-3 decimi di crescita, che verrà poi recuperata. L’assenza di informazioni attendibili e lo shock di breve termine, però, indurranno la Fed a non modificare il programma di acquisti fino a inizio 2014. Quindi gli Stati Uniti, feriti temporaneamente nell’economia e nella reputazione, dovrebbero avere almeno una politica economica complessivamente più accomodante all’inizio del prossimo anno, con ulteriore garanzia che la ripresa possa non deragliare.
Comunicazioni importanti
La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.
La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.
Normal 0 14 MicrosoftInternetExplorer4
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it




