Man Group – Nel mondo delle fusioni e acquisizioni, l’euforia dei deal che doveva essere ispirata da Trump non si è ancora concretizzata.
A cura di Alan Bowe, Portfolio Manager, e Jon Lahraoui, Director, Credit, Discretionary Man Group
Tuttavia, un settore che sta vivendo un momento di vivacità, è quello delle banche europee.
Tutti gli ingredienti chiave ci sono:
- Grandi operatori che dispongono di capitali in eccesso dopo aver beneficiato per diversi anni di tassi di interesse elevati
- Autorità di regolamentazione desiderose di vedere le banche del loro paese impiegare la liquidità per diventare più grandi, più forti e multinazionali al fine di competere con la maggiore stabilità finanziaria degli Stati Uniti
- Diverse giurisdizioni che sembrano mature per il consolidamento. A nostro avviso, Italia, Germania, Polonia, Francia e Regno Unito sembrano particolarmente aperte a questo tipo di operazioni.
Il settore bancario italiano sta attraversando una fase di forte attività di fusioni e acquisizioni, con cinque delle otto maggiori istituzioni attualmente coinvolte in potenziali operazioni. Il colosso bancario francese Credit Mutuel ha recentemente acquisito la tedesca Oldenburgische Landesbank, mentre è in corso un accordo per l’acquisizione da parte di BPCE del 75% del capitale di Novo Banco in Portogallo. In Spagna, l’acquisto di Banco Sabadell da parte di BBVA rimane in bilico.

Il consolidamento può offrire opportunità agli investitori attivi nei bond bancari, poiché il debito emesso da emittenti di minori dimensioni può spesso beneficiare del sostegno di una controllante più grande e con un rating più elevato. Si prenda ad esempio l’accordo recentemente annunciato dal gruppo belga KBC per l’acquisto della quota di maggioranza della slovacca 365.bank, che rafforza la sua presenza nell’Europa centrale e orientale. Lo spread creditizio dell’istituto finanziario slovacco si è dimezzato nei giorni successivi all’annuncio.
A nostro avviso, questo trend è destinato a continuare. In Germania esistono migliaia di banche strutturate sul sistema a tre pilastri (pubblico, privato e cooperativo), anche se la regolamentazione e la politica potrebbero impedire fusioni di dimensione particolarmente elevate. Mentre il Regno Unito e la Francia sono dominati da una manciata di player chiave, in entrambi i paesi esiste una lunga fila di gruppi più piccole e competitive che potrebbero rappresentare acquisizioni mirate redditizie. La Polonia e l’Italia si collocano nel mezzo, con una serie di campioni nazionali affiancati da centinaia di entità più piccole che potrebbero essere ottimi candidati per acquisizioni.
Mentre il resto del mondo attende l’inizio della stagione di fusioni e acquisizioni, le società finanziarie europee, spesso in secondo piano rispetto alle loro controparti americane, questa volta stanno dando il via ai festeggiamenti in anticipo.
Fonte: InvestmentWorld.it
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